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Anche un ‘testamento' nel nuovo diritto tutorio


 

Da: La regione 4.10.08 pag 10

Anche un ‘testamento' nel nuovo diritto tutorio
La normativa accolta ieri dal Nazionale si basa sul principio dell'autodeterminazione

Berna - Gli adulti bisognosi di prote­zione devono conservare un massimo di autodeterminazione: questa la filoso­fia di base che innerva il nuovo diritto tutorio approvato ieri dal Nazionale con 144 voti contro 41. All'inizio del di­battito, incominciato giovedì, la camera del popolo ha respinto una proposta del­l'Udc di rinviare il progetto al Consiglio federale. Il dossier ritorna ora agli Stati per alcune divergenze minori.
La riforma del diritto tutorio porta una ventata di aria fresca in un insieme di disposizioni che risalgono al 1912. Puntando sull'autodeterminazione e su un dispositivo "su misura", la revisione del Codice civile svizzero (Cc) mira nel contempo a sgravare l'onere dello Stato, per esempio attraverso la sostituzione del sistema tutorio con un istituto uni­co, ovvero la "curatela". La nuova legge intende conferire maggior peso al ruolo dei famigliari.
Nel corso del dibattito, con 120 voti contro 54, la camera ha respinto lo statu quo chiesto dall'Udc. I democentristi hanno sostenuto che gli standard mini­mi contenuti nella legge federale rap­presentano un'ingerenza inammissibi­le nell'autonomia cantonale che cau­serà anche maggiori costi, e ciò senza una garanzia che le cure siano di mi­gliore qualità.
La maggioranza ha tuttavia optato per una maggiore professionalizzazione delle istanze che si occupano di per­sone bisognose. Tuttavia, con 100 voti contro 74, ha rifiutato l'idea di obbliga­re i Cantoni a vegliare affinché i mem­bri delle autorità tutorie godano di of­ferte di formazione e perfezionamento adeguate.
Con 112 voti a 69, il Nazionale ha pre­teso, invece, che il tribunale incaricato di statuire su un ricorso contro una de­cisione di internamento per motivi di assistenza decida entro cinque giorni. Il testo di legge uscito dalle deliberazio­ni della commissione obbligava il tribu­nale a pronunciarsi al più presto, senza fissare alcuna scadenza.
La norma adottata prevede, tra le al­tre cose, la possibilità di redigere una sorta di "testamento" mediante il quale un soggetto può designare le cure medi­che cui accetta o rifiuta di sottoporsi qualora dovesse divenire incapace di discernimento. In caso di necessità, tale competenza potrà essere delegata a un terzo. La normativa ha anche un ruolo preventivo. Mediante un manda­to precauzionale, una persona capace di discernimento può incaricare una o più persone fisiche o giuridiche di tute­lare i suoi interessi o di farsi rappresen­tare in questioni giuridiche qualora do­vesse divenire inetta a causa di un inci­dente o una malattia. ATS




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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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