Da: La regione, 4.10.12 pag 4
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Con la recente approvazione degli adeguamenti normativi cantonali al riformato diritto tutorio federale, in vigore dal prossimo anno, il Gran Consiglio ha dato il via libera anche all’istituzione – in seno al Tribunale di appello – della Camera di protezione. E al conseguente potenziamento, come richiesto dal messaggio governativo, del numero dei magistrati dello stesso tribunale: dagli attuali venticinque a ventisei. Un giudice in più. Sul ‘Foglio ufficiale’ di martedì l’Ufficio presidenziale del parlamento ha così pubblicato il bando di concorso per l’elezione della nuova toga. Concorso che scadrà venerdì 19 ottobre.
Un aumento del numero dei giudici d’Appello in vista dunque dell’entrata in funzione della Camera di protezione, la quale sarà chiamata a deliberare sui ricorsi contro le decisioni delle autorità regionali di protezione (oggi commissioni tutorie regionali) e a esercitare su di esse la vigilanza. Ciò dal 1° gennaio 2013. La pubblicazione delle riviste disposizioni ticinesi in materia di tutele e curatele, varate la scorsa settimana dal Gran Consiglio, non è però ancora avvenuta. Usciranno, e la cosa non dovrebbe tardare, non appena sistemato il testo di legge alla luce di alcuni emendamenti votati dal plenum. L’Ufficio presidenziale ha comunque deciso di avviare già ora la procedura per la designazione del nuovo magistrato, proprio perché il tempo stringe: la Camera di protezione dovrà essere operativa da gennaio. « Contiamo di organizzare le audizioni dei candidati davanti alla Commissione di esperti per novembre, possibilmente per le prime due settimane, affinché il parlamento possa eleggere il giudice al più tardi nella seduta di dicembre », spiega, contattato dalla Regione , il segretario generale del Gran Consiglio Rodolfo Schnyder .
La procedura, aggiunge Schnyder, verrebbe « sospesa » qualora gli adeguamenti normativi su tutele e curatele dovessero essere impugnati, entro quarantacinque giorni dalla loro pubblicazione, tramite referendum. Nominato il ventiseiesimo giudice del Tribunale d’appello, si dovrà decidere chi tra i magistrati farà parte della Camera di protezione. Compito quest’ultimo che però non spetterà al parlamento.

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