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Mendrisio ‘rafforza’ la Tutoria: da gennaio 2013 un presidente al 50%.

Da: La regione, 24.12.12 pag 9

Mendrisio ‘rafforza’ la Tutoria

In vista delle novità legislative, dal primo gennaio la Commissione avrà un presidente al 50 per cento

D.C. © Riproduzione riservata

L’ultima parola, il 3 marzo, sarà al popolo ticinese. Toccherà ai cittadini decidere se rendere (o meno) più ‘professionali’ le attuali Commissioni tutorie regionali (Ctr). Al di là del responso popolare – nell’urna un referendum lanciato da un’ottantina di Comuni –, per le Tutorie si sta preparando un’altra svolta legislativa importante. E questo era già previsto. Dal primo di gennaio, infatti, entrano in vigore le nuove normative cantonali, espressione del riformato diritto tutorio federale. Un appuntamento al quale la Città di Mendrisio si sta preparando da mesi. Non si tratterà, in effetti, solo di cambiare nome alle Commissioni – destinate nel prossimo futuro a chiamarsi Autorità regionali di protezione (Arp) –, ma anche di fronteggiare modifiche, misure e una casistica che, nel capoluogo, segnala un impegno crescente.

Il decreto urgente del governo cantonale è stato varato alla fine di novembre. L’autorità mendrisiense si è messa al tavolo di lavoro già l’estate scorsa. Del resto, la missione, ci fa capire il Capodicastero politiche sociali Giancarlo Cortesi , era puntuale e improrogabile: uniformarsi alle nuove disposizioni cantonali. Disposizioni emendate, su un punto, dal parlamento. Punto – il grado di occupazione del presidente delle Tutorie, non inferiore all’80 per cento – poi impugnato da un’ottantina di enti locali. Tant’è che per la prima volta si andrà alle urne sospinti, come detto, da un referendum promosso da un gruppo di Comuni.

Tra questi, comunque, non c’è Mendrisio. « Dal nostro punto di vista – ci dice Cortesi – sarebbe stato meglio sedersi e discuterne. Vedremo cosa succederà il 3 marzo. Se i cittadini ticinese daranno ragione ai referendisti – contrari all’obbligo di alzare fino all’80 per cento il tempo di occupazione dei presidenti-giuristi delle Ctr, ndr – , cadranno pure gli emendamenti. Se, per contro, confermeranno quanto proposto dalla maggioranza del Gran Consiglio, il Cantone dovrà riscrivere la legge e dare tempo alle amministrazioni locali (almeno 6 mesi) per adeguare le Tutorie ». Mendrisio non intravvede, in ogni caso, dei problemi: « La nostra disponibilità c’è » conferma ancora Cortesi.

Non si nega che una maggiore ‘professionalizzazione’ potrebbe mettere in difficoltà molti Comuni sede delle Tutorie (due, Chiasso e Mendrisio, quelle presenti nel Mendrisiotto). Anche se, rende attenti il Capodicastero, non è del tutto corretto parlare di ‘professionalizzazione’: il cambio di passo era già avvenuto nel 2001, quando dalle Delegazioni tutorie comunali si era approdati alle Commissioni tutorie regionali, aprendo a figure come giuristi, pedagogisti, psicologi, medici e docenti.

Tornando al presente, l’autorità cittadina ha messo mano per tempo all’organigramma della Ctr, rafforzando, con l’accordo (anche finanziario) di tutti i Comuni del comprensorio, la presenza della presidente – l’avvocato Gabriella MeuliBianchi – e del membro permanente, Tiziana Tentori, una pedagogista nominata un mese fa.

La presidente, di fatto, passerà da un’occupazione al 30, al 50 per cento, il membro fisso sarà impiegato al 40 per cento. Saranno, come sempre, affiancati da un funzionario responsabile e due segretarie, oltre che, di caso in caso, dai delegati del Comune interessato (per Mendrisio l’operatrice sociale Carla Bernasconi).

Al seguito dell’emendamento parlamentare (e di una missiva del direttore del Di Norman Gobbi che lanciava la palla nel campo dei Comuni-sede, nel segno di un gentlemen’s agreement ), il Municipio di Chiasso aveva bussato alla porta del capoluogo, dichiarando la propria disponibilità a farsi carico di una presidenza all’80 per cento (per due). Ma l’esecutivo del capoluogo aveva preferito attendere di discuterne a... bocce ferme: c’era già aria di referendum.

La città dell’Alto Mendrisiotto tiene, però, a rassicurare la popolazione. « Da parte nostra – ribadisce Cortesi – siamo pronti a ossequiare i contenuti inseriti nel decreto – voluto per evitare un vuoto legislativo, ndr – e a lavorare così come sapevamo che la legge avrebbe preteso da noi ». Dopo il voto, completare l’opera spetterà, poi, al futuro capodicastero. All’orizzonte del 2015-16 pure l’arrivo del Tribunale di famiglia.

Scompare la tutela.Cambiano le curatele

Cinque i tipi di misure di protezione introdotti

L’Arp, un sostegno

Un emendamento in sospeso, con l’applicazione cantonale del nuovo diritto tutorio federale (e in concomitanza con il rivisto Codice civile svizzero) cambia l’approccio che le future Autorità regionali di protezione (Arp) – le attuali Commissioni tutorie regionali – avranno nei confronti dei cittadini. Le Arp dovranno, in particolare, occuparsi di privazione dell’autorità parentale, interdizioni e perizie per vendite di immobili di proprietà di tutelati e curatelati. Saranno, poi, cinque le tipologie di misure che potranno essere attivate nel caso degli adulti. Scompare infatti la denominazione di ‘tutela’. Si tratta dell’amministrazione di sostegno, della curatela di rappresentanza, della curatela di gestione e della curatela di cooperazione – tutti provvedimenti che possono essere anche combinati fra loro – ed infine della curatela generale. Nel caso dei minorenni le modifiche possono essere considerate più contenute. Tra le novità si possono segnalare le misure precauzionali personali, ovvero il mandato precauzionale e le direttive anticipate del paziente, che declinano il principio dell’autodeterminazione dell’individuo in merito a scelte di carattere personale, medico e giuridico.

I numeri del 2011

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9: Sono i Comuni che fanno parte del comprensorio della Ctr2 104: Sono le persone sulle quali ha potuto contare Mendrisio (48 sono i tutori e curatori privati). Nel 2010 erano 98 301: Sono state le situazioni attive a Mendrisio (nel 2010 erano 259). Hanno interessato 207 adulti e 94 minori 38: Sono i casi chiusi a Mendrisio 45: Sono i casi aperti a Mendrisio 155: Sono state le situazioni discusse nell’ambito cittadino (nel 2010 erano state 141). Hanno interessato 100 adulti e 55 minori

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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