E-mail inviata il 19.10.2008 alla redazione di Falò (
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Spettabile Redazione di Falò,
facciamo riferimento alla vostra trasmissione di Falò del 09.10.2008 Ti affido mio figlio.
Spesso i bambini ticinesi e quelli domiciliati nel nostro Cantone sono "sottratti" alle loro famiglie biologiche dai servizi sociali senza giustificati motivi, con l'avallo delle autorità tutorie di prima (Commissioni Tutorie Regionali) e seconda istanza (Autorità di Vigilanza sulle Tutele, capoufficio avv Paglia Alessia, Bellinzona). Questi bambini vengono rinchiusi in istituti e/o affidati a famiglie affidatarie (le quali, precisiamo, ricevono ben 1'800 frs mensili a figlio dato loro in affido...fatto che potrebbe rivelarsi importante visto che a volte ci sono famiglie affidatarie con anche più di un bimbo affidato. Assurdo, se si pensa che a volte i figli vengono tolti a madri che non hanno i soldi per poter tenere i propri figli!), allorquando le famiglie bilogiche sono comunque ancora idonee, nonostante difficoltà o lievi carenze, ad occuparsi convenientemente dei propri figli; può darsi che esse necessitino di un sostegno o un accompagnamento in alcuni periodi della loro vita ma non certo di vedersi disgregata un'intera famiglia dall'agire senza buon senso né proporzionalità da parte degli operatori statali. Notiamo dai casi analizzati, di come alcuni assistenti sociali prediligano l'immediato collocamento in istituti o in famiglie affidatarie anziché offrire il giusto sostegno alle famiglie "presunte" disatrate o in gravissime difficoltà. Spesso inchieste a seguito di denunce per sospetti abusi (psicologici, sessuali, fisici, ecc,) finiscono in nulla e vengono archiviate, ma dopo mesi e anche anni (con lo Stato che deve poi pagare lauti risarcimenti alle parti denunciate a torto), dopo che oramai i figli sono stati ingiustamente collocati per anni in istituti o in famiglie affidatarie. Ma non vogliamo colpevolizzare queste famiglie che, fiduciose dell'azione dello stato nei confronti delle famiglie biologiche coinvolte, si mettono a disposizione per aiutare quelli che credono in buona fede bambini in difficoltà. Le nostre accuse, critiche e contestazioni, sono indirizzate agli operatori statali che danno inizio a queste carneficine di minori, alla distruzione legalizzata delle famiglie che vivono in Ticino; a quelle autorità che sostengono giuridicamente con sentenze basate su valutazioni e perizie allestite "non con scienza e coscienza" (art. 249 Codice Procedura Civile del Canton Ticino).
Il nostro Movimento Papageno, oltre che per le problematiche legate alle separazioni e ai divorzi con figli coinvolti, si attiva anche per i casi in cui i figli vengono ingiustamente sottratti alle famiglie biologiche, senza sufficienti né validi motivi, a danno dei minori e dei genitori stessi.
Spesso l'ingerenza inopportuna, dannosa, sproporzionata e ingiustificata nelle famiglie "presunte con difficoltà", o "disastrate", come scrivete nella vostra presentazione, da parte dei servizi sociali e delle autorità tutorie e pretorili ticinesi, provoca danni ai minori di gran lunga superiori ai "presunti" danni dovuti alle "presunte" mancanze educative o comportamentali dei genitori. A volte misure simili si impongono, ma spesso non è il caso: basterebbe un'azione di sostegno in loco.
Ad esempio, gli anziani che, con l'avanzare dell'età, non riuscivano più ad essere completamente autosufficienti nella loro vita quotidiana, venivano in un recente passato internati in ospizi, e peggioravano rapidamente a livello psico-fisico, morendo prima del tempo; oggi invece si prediligono le cure e l'accompagnamento al loro domicilio (aiuto domiciliare), per fare in modo che questi anziani possano, il più a lungo possibile, restare nel loro habitat naturale: la loro casa, con le loro mogli, coi loro parenti e nipoti. Alla stessa stregua, pure quelle famiglie che, per vari motivi (non pregiudicanti la loro incolumità e il loro sviluppo - art. 11 Cost Fed), possono avere bisogno di un sostegno temporaneo, debbono essere sostenute potendo rimanere in famiglia: l'allontanamento dei loro figli per la loro presunta "tutela" va applicato solo come ultima ratio, in casi veramente gravi.
Purtroppo, oggi in Ticino, i servizi sociali e l'autorità tutoria, ci vanno con la mano pesante, prendendo delle misure spropositate, contrarie alle Convenzioni internazionali (in particolare alla Convenzione dei diritti dei fanciulli di New York, a quella sui diritti umani CEDU e all'art. 5 del Protocollo 7 della CEDU - RS 0.101.07) e ai diritti fondamentali enunciati nella Costituzione federale svizzera (art.1-36), non applicando la legge in vigore, utilizzando arbitrariamente il potere che la loro posizione nell'organizzazione dello Stato mette loro nelle mani, in barba all'art. 5 della Cost fed che recita: "Il diritto è fondamento e limite dell'attività dello Stato". La procedura ricorsuale, poi, è un sistema legale che permette alle autorità di agire "a loro discrezione" (visto che nelle loro decisioni l'autorità stessa può togliere l'effetto sospensivo alle loro stesse decisioni in caso di ricorso all'istanza superiore; i tempi delle decisioni sui ricorsi sono emanate spesso dopo anni: è dunque pacifico che la procedura limita la possibilità di difesa dei cittadini e dei minori che finiscono sotto la mannaia degli operatori dello Stato). Di fatto il sistema sociogiudiziario in Ticino è il primo sistema abusante dei minori, invece di tutelarli e proteggerli.
Purtroppo, al momento nessuno riesce a tutelare i figli dall'azione dello Stato che li opprime per mano di operatori dei settori coinvolti (assistenti sociali, curatori, Commissioni tutorie, autorità di vigilanza sulle tutele, preture, periti psicologi e psichiatri, procura e magistratura dei minorenni, ecc.).
Numerosi, e comprovati da prove oggettive, sono i casi raccolti dal nostro movimento in cui i minori vengono abusati dalle autorità che dovrebbero invece proteggerli.
Ritenendo un tema da proporre e trattare quello dell'abuso dello Stato sui minori, il nostro Movimento e i numerosi membri coinvolti sono ben disposti a portare la loro testimonianza diretta, supportata da prove concrete e oggettive.
Ribadendo che tutto quanto qui asserito è suffragato da esempi concreti provati e documentati, siamo a disposizione per ogni approfondimento che voi vorreste fare sul soggetto.
In attesa di un vostro cenno, salutiamo cordialmente.
G. Scardamaglia, coordinatore Movimento Papageno
Cpc: www.miopapageno.ch
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