Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Quando lo Stato protegge i bambini...
Da esperienze di nostri associati e associate, simile "tutela dei minori" in Ticino avviene tuttora, tramite decisioni amministrative della autorità tutoria, anche a seguito di rapporti dei servizi sociali e perizie di psicologi e psichiatri: tanti bambini sono strappati ai loro genitori e "collocati per il loro bene" in istituti e in famiglie affidatarie, coi costi di collocamento accollati ai genitori...

********

Da: CdT, 8.6.10 pag 1 e 2

Minori in cella senza colpe. La testimonianza

  Gina Rubeli ha avuto un solo «torto»: nascere in una famiglia nella quale la sua mamma natu­rale e il suo padre adottivo liti­gavano sulle sue sfide adolescen­ziali ai divieti paterni. E una mat­tina si è svegliata nel carcere femminile di Hindelbank, a Ber­na. Senza aver commesso reati, senza aver avuto processi, sen­za che i suoi stessi genitori ne fossero informati. Gina Rubeli ha ricostruito per noi la sua sto­ria, una fra molte. Tra il 1942 e il 1981 furono migliaia i minori in­carcerati per casi analoghi.

Da: www.tio.ch del 2.4.10 (link all'articolo)

SVIZZERA
Bimbo ucciso dal padre, la madre fa causa al comune

La donna ha deciso di trascinare in tribunale il comune di Bonstetten, la cui autorità tutoria aveva affidato il piccolo al padre

WINTERTHUR - La madre del bimbo di quattro anni ucciso dal padre alla fine di febbraio in una stanza d'albergo di Winterthur (ZH) ha deciso di trascinare in tribunale il comune di Bonstetten: la settimana prossima sarà avviata un'azione di responsabilità nei confronti dell'amministrazione comunale, ha indicato oggi l'avvocato della donna.

L'autorità tutoria di Bonstetten, località di residenza della famiglia, aveva infatti affidato il piccolo al padre, nonostante l'interessato avesse già tentato vent'anni fa di uccidere un figlio nato dal suo primo matrimonio. Il canton Zurigo ha nominato un perito indipendente che dovrà far luce sulla vicenda: le sue conclusioni sono attese fra quattro mesi. Il legale della madre non vuole però aspettare, anche tenendo conto del fatto che a suo avviso sussistono chiari indizi di gravi errori commessi dalle autorità.

Da: CdT 9.3.10 pag 6

Infanticidio: la madre critica le autorità. La madre del bimbo di 4 anni ucciso a Winterthur de­nuncia: «Hanno affidato il bambino al padre sapendo che aveva già tentato di uccidere un altro figlio»

 
ZURIGO La madre del bambi­no di quattro anni ucciso dal pa­dre dieci giorni fa a Winterthur si è presentata ieri alla stampa a Zu­rigo. La donna esige di sapere per quali motivi le autorità comuna­li di Bonstetten (ZH) hanno affi­dato «unilateralmente» il figlio al padre invece di lasciarlo a lei, seb­bene l'uomo avesse già tentato vent'anni fa di uccidere un figlio nato dal suo primo matrimonio. Un figlio che tempo fa aveva av­vertito le autorità della pericolo­sità del padre.
L'autorità tutoria ha creduto a tut­to quel che diceva il padre e a niente di quel che sosteneva lei, ha affermato la donna. Eppure - ha dichiarato - il marito la costrin­geva alla prostituzione per far vi­vere la famiglia. Benché lei lo avesse lasciato per condurre una
vita normale, il Comune non ha voluto darle fiducia. La donna di colore di origine brasiliana ha ag­giunto di non sapere se il diritto di custodia le sia stato negato «per incompetenza professionale o per motivi razzistici». Il suo avvocato, che sta valutando un'azione lega­le contro la stessa autorità tuto­ria, ha dichiarato che alla sua cliente preme innanzitutto fare chiarezza sulla questione delle re­sponsabilità, «affinché un simile caso non succeda mai più».
Il Comune di Bonstetten ha in­dicato a sua volta in una confe­renza stampa che per il momen­to non intende prendere posizio­ne. I responsabili comunali han­no aggiunto che l'autorità tuto­ria ha «accompagnato» entram­bi i genitori «da vicino» e in mo­do «appropriato».

Da: Cdt 13.10.2009 pag 41

Commissioni tutorie: non va tutto bene
Gianfranco Scardamaglia, Chiasso associazione Papageno

Non si capisce bene come mai all’interrogazione di Eros Mellini (UDC) il Governo possa rispondere così ottimisticamente. Al Governo va ricordato che in Ticino vi è un buon 30% di collocamenti in più rispetto alla media svizzera. Va ricordato che con la nuova organizzazione (18 Commissioni tutorie invece di 235 Delegazioni tutorie) i minorenni tutelati sono più che raddoppiati. Passano da 1.315 nel 1999 a 2.606 nel 2007: la tendenza è crescente. Oppure va ricordato al Governo che ogni collocamento in istituto costa alla comunità 300 franchi al giorno, ossia 100.000 franchi all’anno. Annualmente, per i presunti «soli» 300 collocamenti, ci vogliono 30 milioni! Gli affari vanno a gonfie vele. Ci si potrebbe anche chiedere se il Governo abbia consultato la «Verifica delle strutture delle autorità tutelari» detta anche relazione Affolter, redatta su incarico dello stesso Governo e presentata alla stampa il 25 giugno 2008. Ne è uscito un quadro desolante. Vi si legge di gestione non professionale delle tutorie, di decisioni prese nei corridoi dalle segretarie, di mancata applicazione delle leggi, della non motivazione delle decisioni, solo per citare alcune lacune. Dulcis in fundo, l’organo di vigilanza (AVT): l’autorità di vigilanza è da accorpare, quale ispettorato, al Tribunale d’appello (cfr. relazione Affolter). In pratica il cittadino ticinese si trova davanti al fatto che non v’è un’autorità a cui ricorrere, per cui deve rivolgersi all’istanza superiore, il Tribunale d’appello. Come si legge nel «Corriere», su 83 contestazioni «solo» 5 ricorsi sono stati accolti. Ovviamente l’AVT non può contraddire sé stessa. Inoltre, poche sono le decisioni che hanno effetto sospensivo. Quando il Tribunale d’appello prende posizione su una decisione di tutorie o AVT, possono passare anche anni. In sostanza sarebbe bene capire cosa intenda il nostro Governo quando dice che le tutorie funzionano bene. In attesa delle delucidazioni, viene spontanea la domanda: chi proteggerà il cittadino dallo Stato? A buon intenditore poche parole. Ai parlamentari si consiglia la lettura del rapporto Affolter. Basta e avanza.

Da: CdT 8.10.09 pag 9

Tutorie alla lente Il Governo: hanno dimostrato di funzionare bene

Il bilancio dei 7 anni dall’entrata in vigore della riforma è positivo – Possibili margini di miglioramento

Le decisioni di affidamento dei figli da parte delle Commissioni tutorie regionali negli ultimi tre anni (collocamenti fino a fine 2008) sono circa 300. Nonostante varie proteste registrate contro le scelte di queste autorità, il Governo, rispondendo a un’interrogazione di Eros Mellini (UDC), rimarca che la riforma decisa sette anni fa, funziona bene. L’attuale organizzazione, sottoposta a verifica, è dunque all’altezza, anche se in futuro potrà essere migliorata. Le contestazioni giudicate dall’autorità di ricorso relative alle relazioni personali, negli ultimi tre anni, sono state 83 (solo 5 ricorsi sono stati accolti, 6 solo parzialmente). Le decisioni dell’autorità di vigilanza sulle tutele sono appellabili al Tribunale d’appello: sono 32 le decisioni emanate negli ultimi 3 anni nell’ambito della privazione della custodia (8 sono state appellate, 3 sono stati respinti, 2 accolti). Delle 83 decisioni sulla regolamentazione dei diritti di visita ne sono state invece appellate 19 (5 le decisioni contrarie).

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts