I papà divorziati continueranno
ad essere fiscalmente svantaggiati: non potranno beneficiare del
quoziente familiare, nemmeno se esercitano l’autorità parentale
congiunta e se dividono con l’ex moglie la custodia dei figli. Lo
rammenta il Tribunale federale in seguito al ricorso di un
friburghese, che riteneva di essere tassato in modo eccessivo.
Contrariamente all’ex moglie, il friburghese è autorizzato a dedurre
unicamente la pensione alimentare versata per i figli, corrispondente
a circa 4800 franchi all’anno. In confronto l’ex moglie beneficia di
svariati vantaggi fiscali, quali l’applicazione del quoziente familiare
(il reddito è diviso per il numero di componenti dell’economia
domestica), della deduzione per figli minorenni (12.200 franchi
l’anno) e della deduzione di 700 franchi l’anno per figlio per i premi
di cassa malati.
Nel tentativo di controbilanciare questa disparità di trattamento, il
Tribunale amministrativo friburghese aveva deciso di riconoscere al
padre divorziato la possibilità di beneficiare della deduzione per
figli minorenni (12.200), ma soppresso in controparte la deduzione
relativa al contributo alimentare.
Il Tribunale federale ha posto il proprio veto, rilevando che solo il
legislatore federale è autorizzato a correggere eventuali disparità
fiscali. Accordare inoltre le medesime deduzioni ad entrambi i
genitori divorziati o separati avvantaggerebbe doppiamente questi
ultimi rispetto ai genitori sposati che vivono con i figli. I
genitori separati o divorziati sono tassati in modo separato e
beneficiano di un tasso inferiore rispetto a quello applicato ai
redditi cumulati di una coppia sposata.
In attesa di una modifica legale, i genitori tassati separatamente
possono trovare un accordo in funzione delle conseguenze fiscali della
loro nuova situazione.
(Corriere del Ticino, 29.09.2007)


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