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Tutele e curatele, riforma necessaria

Da: CdT 27.2.13 pag 37

Tutele e curatele, riforma necessaria

Le tutele e curatele sono misure di li­mitazione della libertà personale che vengono istituite per il bene del tutelato dalle Autorità regionali di protezione (ARP) che fino allo scorso anno si chia­mavano Commissioni tutorie regionali (CTR). È estremamente importante che a prendere queste misure siano professio­nisti specializzati nella complessa mate­ria, poiché decisioni prese male o in fretta creano sofferenze, in particolar modo nei minori, e costi inutili. Considerandoli nel loro numero complessivo, i reclami rela­tivi al cattivo funzionamento delle CTR presentati allo sportello di consulenza istituito nel 2007 da AGNA e ATFMR sono veramente tanti. La situazione è nota e confermata da verifiche e studi compiuti fin dal 2008, ma i presidenti delle CTR in passato hanno respinto tutte le critiche e le proposte di miglioramento.
La modifica di legge sottoposta a votazio­
ne popolare il 3 marzo è stata approvata a stragrande maggioranza dal Parlamento con tre emendamenti presentati da quat­tro deputate: Amanda Rückert (Lega), Giovanna Viscardi (PLRT), Greta Gysin (Verdi) e Pelin Kandemir (PS). Gli emen­damenti riguardano l'art. 6 (dimensione minima dei comprensori), l'art. 8 (ido­neità dei candidati membri delle ARP) e l'art. 9 (grado di occupazione e divieto di patrocinio dei presidenti); il loro obietti­vo è garantire che chi deciderà della no­stra libertà personale possa prestare la maggiore attenzione ed avere la migliore esperienza possibile. Si tratta quindi non solo di avere un «buon presidente», ma anche un'ARP composta in modo tale da poter far fronte a tutte le nuove compe­tenze interne e non delegabili come im­pone il diritto federale entrato in vigore il 1. gennaio.
Purtroppo a queste modifiche alcuni presidenti delle ex CTR hanno nuova­mente opposto resistenza e con il soste­gno dei Comuni di appartenenza si sono attivati presso gli altri Comuni racco­gliendo le firme per il referendum. A loro avviso la proposta di un grado di occupa­zione minimo dei presidenti delle ARP all'80% è immotivata. In realtà questa misura è stata suggerita da tutti gli esper­ti e risulta inserita in tutti i documenti elaborati dai gruppi di lavoro nominati dal Consiglio di Stato per offrire ai citta­dini un servizio più accurato. I Comuni temono che «professionalizzazione» fac­cia rima con «burocratizzazione», ma anche qui gli esperti affermano che è proprio grazie all'occupazione esclusiva e alla specializzazione degli addetti al la­voro nel settore che, in opposizione all'attuale situazione che vede i presiden­ti impiegati nelle ARP a percentuali lavo­rative molto basse, si potrà giungere alla razionalizzazione e all'uniformazione delle procedure, ad abbassare i costi di­retti e indiretti e ad un'ottimizzazione della tempistica che permetterà di eva­dere le pratiche in minor tempo e quindi di assicurarsi una maggiore qualità del servizio.
Un'altra preoccupazione dei sostenitori del «no» è che si corra il rischio concreto di un'importante perdita di conoscenze dovuta al fatto che la maggioranza degli attuali presidenti non intende assumere un'occupazione all'80%. Secondo noi l'alto grado di insoddisfazione da parte dell'utenza non depone a favore della conferma di molti di loro. Una loro ulte­riore paura è quella di un aumento dei costi a carico dei Comuni e, in ultima analisi, del cittadino contribuente. Se si seguono le indicazioni dell'art. 6 della legge, al posto degli attuali 18 si nomine­ranno 5 presidenti, con un incremento dei costi di soli 50.000 franchi annui per tutto il territorio cantonale. Siamo certi che sarà più facile trovare quattro o cin­que ottimi presidenti a tempo pieno che diciotto a tempo parziale.

Serena Giudicetti,
vicepresidente ATFMR
Pietro Vanetti,
presidente AGNA

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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