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Tutorie e votazione popolare del 3 marzo, le tesi del Comitato a favore degli emendamenti

Da: La regione 24.1.13 pag 4

‘È il diritto federale a chiedere la professionalizzazione’

Tutorie e votazione popolare del 3 marzo, le tesi del Comitato a favore degli emendamenti

A.MA.
Pietro Vanetti TI-PRESS
TI-PRESS Presto la parola alle urne

Il 3 marzo, data della chiamata alle urne, si avvicina. E i motori si scaldano. Il tema su cui i ticinesi si pronunceranno fra poco più di un mese sarà stasera al centro della prima assemblea dell’Associazione dei comuni ticinesi, contraria alla professionalizzazione delle Commissioni tutorie regionali decisa lo scorso settembre dal Gran Consiglio e impugnata tramite referendum (ampiamente riuscito) da un’ottantina di enti locali. Ieri a Lugano intanto hanno esposto le loro tesi ai media i favorevoli alla professionalizzazione delle Ctr. Gli emendamenti accolti dal parlamento nell’adeguare le norme cantonali in materia di tutele e curatele alle nuove regole volute da Berna « hanno un obiettivo: la maggiore preparazione professionale dei presidenti, dei membri permanenti e dei delegati comunali delle Ctr, così come richiesto dal riformato diritto tutorio federale in vigore dal 1° gennaio di quest’anno », sottolinea il presidente dell’Associazione genitori non affidatari (Agna) Pietro Vanetti . E in vista della votazione di marzo promette: « Ci batteremo affinché quanto stabilito dal Gran Consiglio venga confermato dal popolo ».

Agna e Associazione delle famiglie monoparentali e ricostituite, l’Atfmr, rappresentata ieri dalla segretaria Sandra Killer , sono state le promotrici del Comitato per il “Sì alla professionalizzazione delle Commissioni tutorie”. Costituitosi il 19 dicembre scorso, il comitato ha nel frattempo raccolto l’adesione « di diversi altri enti, fra cui la Conferenza cantonale dei genitori, e di un buon numero di curatori, mediatori e avvocati », fa sapere il segretario operativo di Agna Rudy Novena . Sì alla professionalizzazione delle Ctr (dal 1° gennaio Arp, Autorità regionali di protezione) perché, a detta di Vanetti, lo chiedono gli utenti delle stesse Commissioni tutorie, oggi confrontati « con decisioni incomprensibili, con procedure troppo lunghe ». I limiti dell’attuale organizzazione « sono stati del resto evidenziati dal rapporto Affolter del 2008 ». Nei mesi che hanno preceduto il dibattito in parlamento sugli adattamenti delle norme ticinesi, proposti dal Consiglio di Stato, al nuovo diritto federale, Agna e Atfmr avevano scritto alla Commissione della legislazione suggerendo alcuni correttivi. Che si sono poi tradotti negli emendamenti formulati dalle deputate Rückert (Lega), Kandemir Bordoli (Ps), Gysin (Verdi) e Viscardi (Plr). Approvati dal plenum, gli emendamenti sono così sfociati in nuove disposizioni di legge. Secondo le quali il grado di occupazione dei presidenti delle Ctr/Arp “non potrà essere inferiore all’80 per cento”. Presidenti che non potranno fungere da patrocinatori “in alcuna procedura nell’ambito del diritto tutelare”. Inoltre soltanto i candidati che il governo reputerà “idonei” potranno essere nominati nell’Autorità regionale di protezione. Insomma « occorre avere non solo un buon presidente ma anche una Arp composta in modo tale da poter assumere tutte le nuove competenze imposte dal diritto federale », osserva Vanetti. Per il quale « si tratta di istituire un certo numero di figure professionali, i presidenti, impiegate almeno all’ottanta per cento, cui affidare la gestione di più commissioni tutorie, senza necessariamente ridurre il numero di quest’ultime (ora diciotto) ».

Replicando alle critiche dei contrari alla professionalizzazione, il presidente dell’Agna ricorda che i comuni « sono stati coinvolti nella discussione fin dalla presentazione del rapporto Affolter e hanno preso parte al gruppo di lavoro istituito a suo tempo dal Consiglio di Stato ». Il grado di occupazione minimo (80 per cento) « è stato suggerito fra gli altri dalla stessa perizia Affolter ». Professionalizzazione uguale burocratizzazione? Vanetti: « Gli esperti sostengono che la continuità nel lavoro migliora la qualità del servizio », rivolto peraltro a persone che si trovano in una particolare situazione di disagio. L’impatto finanziario della riforma? « Con un presidente a tempo pieno per le due Ctr di Lugano e con quattro presidenti, sempre a tempo pieno, per le rimanenti sedici commissioni stimiamo un maggior costo globale di circa 55mila franchi ».

Non è un caso che la conferenza stampa si sia svolta nella sala del Consiglio comunale di Lugano. La Città ha infatti aderito al Comitato. « Riteniamo che gli emendamenti votati dal parlamento non intacchino l’autonomia comunale, ma rafforzino il lavoro di prossimità » delle Ctr. Parole della municipale Nicoletta Mariolini .

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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