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Da: CdT 30.07.09 pag 33
 
Antonio Castoldi, Vacallo

È sempre un piacere leggere le considerazioni dell’ottimo Eros Costantini e, per quanto riguarda il CdT, la sua rubrica «Il cappello a sonagli». Il 23 luglio si sofferma sulla tragedia avvenuta una decina di giorni fa nel Canton Nidwaldo in zona Grafenort-Engelberg. Quando appresi la notizia mi resi conto che ci trovavamo di fronte a qualcuno – nel caso specifico una madre poco più che quarantenne disturbata psichicamente – che evidentemente in quei momenti non era supportata dagli oramai inflazionati servizi sociali. Difatti la povera disgraziata ha lasciato in custodia alle sue due figlie, undicenne l’una e di quattro anni l’altra, un bebè di sei mesi figlio di una sua conoscente. Per dirla tutta anche quest’ultima comunque ho l’impressione non sia madre esemplare anche se vorrei sbagliarmi. Il fatto è che l’undicenne ed il bebè sono stati travolti da un fiume in piena mentre la piccola di quattro anni è miracolosamente rimasta illesa.

Quello che ho immediatamente pensato è stato magistralmente riassunto da Costantini. L’operato di certi servizi sociali – penso al drammatico fatto di Chiasso avvenuto pochi mesi fa – è perlomeno discutibile. Perfetto Costantini quando afferma che certi circoli o movimenti – tutti vicini alla sinistra aggiungo io – che dovrebbero interessarsi a certe situazioni di autentica drammaticità sono più rivolti all’occupazione dei loro addetti piuttosto che alla protezione dei poveretti loro affidati. Leggo il 26 luglio sul «Mattino della Domenica» una dura segnalazione di Rodolfo Pantani, granconsigliere e consigliere comunale di Chiasso, relativa ad un caso esistente nelle case di proprietà della Cassa pensioni dei dipendenti comunali di Chiasso in via Soldini che merita attenzione e approfondimento. Ma questi servizi sociali (...) assicurano il loro modesto apporto solo negli orari di ufficio o la copertura è più ampia?

Da: CdT 23.7.09 pag 32

IL CAPPELLO A SONAGLI
DENTRO IL TABÙ DEI SERVIZI SOCIALI INUTILI O DANNOSI
EROS COSTANTINI
Molta emozione, ma anche tanti interrogativi, rabbia e indignazione suscita al di là del Gottardo la tragedia avvenuta una settimana fa nel Nidwaldo. Quella della bambina undicenne e del bebè di sei mesi lasciati incustoditi da una madre 43.enne, disturbata psichicamente, travolti da un fiume in piena: una sua figlia di quattro anni è quasi miracolosamente sfuggita al dramma. Probabilmente la donna sarà processata per omicidio colposo e violazione dell’obbligo di assistenza verso i minori: il bebè trascinato dalla corrente era il figlio di una sua conoscente. Sarà comunque arduo spiegare o tentare di capire le situazioni e i percorsi interiori e le responsabilità che inducono una donna, definita psicologicamente disturbata, a occuparsi in maniera improvvisata dei suoi figli. Come già accaduto per il bimbo di quattro anni morto a Niederhasli (ZH) in seguito alle botte infertegli dalla madrina; come avvenuto a Meyrin (GE), dove una bimba di sedici mesi, figlia di una 22.enne tossicodipendente, è morta di fame abbandonata in casa dalla madre finita in carcere e che si era dimenticata della figlia; come accade assai regolarmente da alcuni anni a questa parte con tragedie fortunosamente o casualmente evitate a Berna, nel Giura e in altri Cantoni, l’operato di certi servizi sociali appare quanto meno discutibile. Non si tratta di casi isolati, come vorrebbero far credere circoli o movimenti interessati più all’occupazione dei loro iscritti che non alla protezione dei poveretti loro affidati.

Pubblichiamo la mail ricevuta per info, inviata dalla madre di Gaia all'operatrice sociale. Al lettore le proprie valutazioni... E che non si classifichi (secondo prassi consolidata) poi questa madre come "non collaborante con le autorità e gli operatori preposti alla tutela della minore"...!!

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Gentil Signora Rohner,  

alla luce degli ultimi avvenimenti, considerando il fatto che fino ad oggi sia io che il mio compagno Sig.Marco XXXXXXX ci siamo prestati inutilmente a tutte le vostre richieste di appuntamenti, visite psicologiche, accompagnamento dei figli, visite controllate alla Casa S.Elisabetta, ecc. ed il risultato ottenuto è quello che il mio compagno non vede ormai più i suoi 4 figli ed io mi sono vista rapire la figlia Gaia (tra l'altro,mentre stava svolgendo una prova di storia, materia nella quale è insufficiente e non la ha potuta portarla a termine), decido quanto segue: con effetto immediato non riconosco più nel vostro sistema la salvaguardia ed il bene dei nostri figli e mi rifiuto da ora innanzi di stare in balia delle vostre inventive atte solamente a prendersi gioco della nostra famiglia: quindi non presenzierò più agli appuntamenti ed alle "visite guidate" di qualsiasi genere esse siano per il bene mio,del mio compagno e del nostro nucleo familiare.    

Distinti saluti                                                              Jasmine YYYYYYYY

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