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Commissioni tutorie: non va tutto bene

Da: Cdt 13.10.2009 pag 41

Commissioni tutorie: non va tutto bene
Gianfranco Scardamaglia, Chiasso associazione Papageno

Non si capisce bene come mai all’interrogazione di Eros Mellini (UDC) il Governo possa rispondere così ottimisticamente. Al Governo va ricordato che in Ticino vi è un buon 30% di collocamenti in più rispetto alla media svizzera. Va ricordato che con la nuova organizzazione (18 Commissioni tutorie invece di 235 Delegazioni tutorie) i minorenni tutelati sono più che raddoppiati. Passano da 1.315 nel 1999 a 2.606 nel 2007: la tendenza è crescente. Oppure va ricordato al Governo che ogni collocamento in istituto costa alla comunità 300 franchi al giorno, ossia 100.000 franchi all’anno. Annualmente, per i presunti «soli» 300 collocamenti, ci vogliono 30 milioni! Gli affari vanno a gonfie vele. Ci si potrebbe anche chiedere se il Governo abbia consultato la «Verifica delle strutture delle autorità tutelari» detta anche relazione Affolter, redatta su incarico dello stesso Governo e presentata alla stampa il 25 giugno 2008. Ne è uscito un quadro desolante. Vi si legge di gestione non professionale delle tutorie, di decisioni prese nei corridoi dalle segretarie, di mancata applicazione delle leggi, della non motivazione delle decisioni, solo per citare alcune lacune. Dulcis in fundo, l’organo di vigilanza (AVT): l’autorità di vigilanza è da accorpare, quale ispettorato, al Tribunale d’appello (cfr. relazione Affolter). In pratica il cittadino ticinese si trova davanti al fatto che non v’è un’autorità a cui ricorrere, per cui deve rivolgersi all’istanza superiore, il Tribunale d’appello. Come si legge nel «Corriere», su 83 contestazioni «solo» 5 ricorsi sono stati accolti. Ovviamente l’AVT non può contraddire sé stessa. Inoltre, poche sono le decisioni che hanno effetto sospensivo. Quando il Tribunale d’appello prende posizione su una decisione di tutorie o AVT, possono passare anche anni. In sostanza sarebbe bene capire cosa intenda il nostro Governo quando dice che le tutorie funzionano bene. In attesa delle delucidazioni, viene spontanea la domanda: chi proteggerà il cittadino dallo Stato? A buon intenditore poche parole. Ai parlamentari si consiglia la lettura del rapporto Affolter. Basta e avanza.

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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