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Gli obiettivi 2009 della Commissione questioni femminili

Da: La regione 3.2.09 pag 4

Donne alle prese col lavoro e la famiglia: ‘Ripensare le strutture organizzative'

Gli obiettivi 2009 della Commissione questioni femminili


  Intensificare la collaborazione con le associazioni femminili attive sul terri­torio e con le parlamentari, per meglio focalizzare l'attenzione sulla violenza domestica e la conciliazione famiglia­lavoro. Questi gli obiettivi per il 2009 della Commissione consultiva per le questioni femminili del Canton Ticino, come si legge in una nota diramata ieri, fissati durante il primo incontro del nuovo anno.
  La qualità di vita delle donne ticine­si, nonostante i diritti conquistati negli anni (almeno sulla carta), resta preca­ria in non pochi casi. Moglie, mamma e lavoratrice: una condizione non sem­pre conciliabile.
  La Commissione - presieduta da Pe­pita Vera Conforti - si dice soddisfatta, a questo proposito, per l'apertura del­l'asilo nido dell'Amministrazione can­tonale: « Un tassello irrinunciabile della politica familiare (...) finalmente concre­tizzatosi e che da subito ha riscosso grande interesse presso le lavoratrici » si precisa nel comunicato stampa.
  La Commissione consultiva per le questioni femminili ha quindi deciso di organizzarsi in due sottogruppi di lavoro permanenti: il primo, già attivo nella scorsa legislatura, si occuperà della "Cultura di genere, media e co­municazione". Una scelta che parte dalla consapevolezza - si precisa - di quanto le agenzie di trasmissione del sapere (scuola e mass media) « possano essere essenziali nella trasmissione di stereotipi di genere », come la diffusione dei luoghi comuni che dipingono l'uni­verso femminile in tinte a dir poco sfuocate.
  Il secondo sottogruppo affronterà una questione sempre attuale: la conci­liazione fra lavoro e famiglia, sia per quel che concerne la necessità di strut­ture di accoglienza (gli asili nido in pri­mis), sia in termini di organizzazione del lavoro.
  Un tema oggi piú che mai attuale an­che alla luce della crisi economica; quando prevale una cattiva congiuntu­ra, la fattura piú cara la pagano le don­ne. Si tratta di ripensare le strutture or­ganizzative, si precisa nel comunicato, « affinché non vengano perse competenze di qualità permettendo forme di lavoro piú concilianti ».
  Non ultimo, è stato costituito un gruppo ad hoc che parteciperà alla consultazione sulla revisione del Co­dice civile relativa all'attribuzione dell'autorità parentale in caso di di­vorzio.
 

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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