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Il cognome dei figli sarà deciso al momento del matrimonio

Da: CdT 29.9.11 pag 6

Diritto

I coniugi sceglieranno liberamente il cognome
Il cognome dei figli sarà deciso al momento del matrimonio


BERNA I coniugi dovrebbero poter sce­gliere liberamente il loro cognome. L'epo­ca in cui la fidanzata doveva portare una dote e rinunciare al proprio cognome è lontana, ha affermato Barbara Schmid-Fe­derer (PPD/ZH). Il diritto attuale è discri­minatorio e la Svizzera si è già fatta richia­mare dalla Corte europea dei diritti del­l'uomo. Quale crimine ha commesso il co­gnome per suscitare questa voglia di far­gli la pelle? - ha invece chiesto Yves Nideg­ger (UDC/GE) -. A suo avviso il progetto creerà conflitti tra i futuri coniugi quando, al momento del matrimonio, si tratterà di decidere il cognome da trasmettere ai fi­gli. «Pagheremo le conseguenze psicoso­ciali di tutto ciò tra dieci o vent'anni», ha ammonito Christian Lüscher (PLR/GE).
La riforma prevede due possibilità. Al mo­mento di convolare a nozze ogni coniuge potrà conservare il proprio cognome da celibe o nubile oppure scegliere uno dei due quale nome di famiglia comune. Do­vrebbe così scomparire l'opzione offerta agli sposi di portare due cognomi, senza trattino. I figli porteranno il nome di fami­glia comune oppure, se ciascun genitore ha conservato il proprio cognome da celi­be e nubile, porteranno il cognome defi­nito dagli sposi al momento del matrimo­nio. I genitori potranno comunque cam­biar parere e scegliere per il figlio il cogno­me dell'altro coniuge, entro un anno dal­la nascita del primogenito.
Una madre non sposata trasmette alla pro­le il suo cognome. Sarà tuttavia possibile far portare al figlio il nome del padre se vi è suddivisione dell'autorità parentale o se quest'ultima è assunta dal padre. Il cam­biamento sarà possibile entro un anno dal­la decisione dell'autorità tutoria. In caso di morte di uno dei coniugi, quello in vita che ha cambiato cognome al matrimonio può sempre riprendere il cognome che porta­va da celibe o nubile. Idem in caso di di­vorzio. Il matrimonio non inciderà sul di­ritto di cittadinanza, poiché ogni coniuge manterrà la propria origine. I figli riceve­ranno la cittadinanza del genitore da cui hanno ereditato il cognome.
Circa le persone sposate secondo il dirit­to attualmente in vigore, il progetto ac­corda a quelle che hanno cambiato il co­gnome il diritto di riprendere il nome che portavano prima del matrimonio. In mancanza di un cognome comune, i ge­nitori potranno chiedere di cambiare an­che il cognome dei figli. Se questi ultimi hanno più di 12 anni, sarà indispensabi­le il loro consenso.






UGUAGLIANZA La legge è stata aggiornata per tener conto del principio di ugua­glianza fra uomo e donna.
(Foto Keystone)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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