Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Cosa succede quando i coniugi si separano di fatto

 Da: Il Corriere del Ticino, 3.3.08, pagina 37

 L’ ESPERTO RISPONDE
COSA
SUCCEDE QUANDO I CONIUGI SI SEPARANO DI FATTO

FRANCESCA
CASSINA-BARZAGHINI
L
Mio marito ed io ci siano separati di fatto da qualche settimana (lui è tor­nato ad abitare con i genitori). Per il momento non intendiamo iniziare una procedura di divorzio o separa­zione
legale. Vor­remmo però che un giudice decida su alcune questio­ni importanti tipo mantenimento e affidamento di nostra figlia. Mi preme inoltre molto sapere se, a suo avviso, mio marito può pretendere (come preten­de) che io ora aumenti la mia attività lavorativa dall’attuale pensum del 40% al 60%. Dice che devo imparare a mantenermi.
(Marina di C.)
a nostra lettrice può tranquillamente rivolger­si (personalmente o facendosi assistere da un avvocato)al pretore del proprio domicilio postu­lando l’adozione di cosiddette «misure di protezione dell’unione coniugale» previste dagli art. 172segg del Codice Civile svizzero. Tali misure, intese a stabilizza­re la situazione (e se possibile salvare il matrimonio), vengono emanate dal Pretore con procedura somma­ria e, quindi, in tempi piuttosto brevi. In particolare, giusta l’art. 176 CC quando è giustificata la sospensio­ne della comunione domestica tra i coniugi, il giudi­ce può, se richiesto, stabilire i contributi pecuniari dell’uno in favore dell’altro, prendere le misure ri­guardanti l’abitazione e le suppellettili domestiche e ordinare, ove necessario, la separazione dei beni e, infine, adottare le misure necessarie per il bene dei fi­gli. Con riferimento alla fissazione dei contributi pe­cuniari dovuti da un coniuge all’altro, secondo la leg­ge ogni coniuge deve provvedere in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento della famiglia (art. 163 CC). Nella pratica, in linea di massima la prassi deduce dal reddito complessivo dei coniugi i fabbisogni loro e dei figli minorenni, suddividendo poi l’eccedenza a metà. Quanto poi al problema che sta (com­prensibilmente) a cuore della nostra lettrice riguardo al prete­so aumento del suo grado di oc­cupazione lavorativa – che il marito vorrebbe vedere passare dal40%al60%–,sitrattadiuna problematica che spesso si pone in situazioni simili. Per la giurisprudenza, nell’am­bito delle misure a protezione dell’unione coniugale (in sede di divorzio la questione va naturalmente af­frontata diversamente), si può pretendere che un co­niuge liberato da compiti legati alla cura dell’econo­mia domestica a seguito della separazione di fatto (e quindi in genere la moglie) riprenda o estenda un’at­tività lucrativa solo a tre condizioni cumulative. Bi­sogna prima di tutto che non sia possibile attingere all’eccedenza mensile o, almeno provvisoriamente, a sostanza accumulata durante la vita in comune. Oc­corre inoltre che i mezzi a disposizione della coppia non bastino a finanziare due economie domestiche separate nonostante le restrizioni imposte dalle cir­costanze e, da ultimo, che la ripresa o l’estensione di un’attività lucrativa da parte del coniuge interessa­to sia compatibile con la sua situazione personale (età, salute, formazione professionale, ecc.)e con quel­la del mercato del lavoro (cfr. DTF 130 III 541). Nel caso concreto, per valutare se la nostra lettrice può essere tenuta, dopo la separazione di fatto, ad esten­dere l’attività lavorativa finora svolta nella misura del 40%, andrà quindi attentamente esaminato l’adempimento dei citati tre presupposti giurispru­denziali. Esame che il giudice effettuerà tenendo an­che conto del modo in cui era organizzata la vita in co­mune tra i coniugi prima della separazione di fatto con particolare riferimento al riparto dei compiti e alle prestazioni in denaro.
Per porre domande, rivolgersi a: Corriere del Ticino, «L’esperto risponde», c.p. 160, 6903 Lugano (fax 968.29.77, e-mail )



 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts