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Altro dramma familiare. Un uomo ha ucciso l’ex moglie e poi si è sparato.

Da: CdT 14.7.09 pag 4

Altro dramma familiare

Un uomo ha ucciso l’ex moglie e poi si è sparato

Ats/r.b.

La tragedia è avvenuta a Bettlach, nel Canton Soletta, regione già scossa lo scorso 5 giugno da un triplice omicidio – Entrambe le vittime, di 57 e 47 anni, sono cittadini svizzeri – I contorni della vicenda sono poco chiari

LA CERTEZZA Per l’omicidio-suicidio, avvenuto nel posteggio delle biciclette di una scuola, non è stata usata un’arma militare. (Key)

Nuovo dramma familiare in Svizzera. Un uomo di 57 anni ha sparato alla moglie di 47, uccidendola, per poi togliersi la vita. Il fatto di sangue è avvenuto ieri mattina nella cittadina solettese di Bettlach (4.800 abitanti). Entrambe le vittime sono cittadini svizzeri. I contorni della vicenda restano poco chiari.

Gli inquirenti stanno esaminando le ragioni che avrebbero spinto l’uomo a compiere il tragico gesto. La polizia cantonale per il momento non ha potuto precisare né quanti colpi siano stati sparati né confermare l’eventuale partecipazione di una terza persona nel grave episodio.

Erano stati i vicini di casa, svegliati alle sei meno un quarto del mattino da alcune grida, ad allertare le forze dell’ordine. Le segnalazioni giunte alla centrale d’allarme parlavano di una lite fra un uomo e una donna e riferivano della presenza di un’arma da fuoco. Pochi istanti più tardi erano poi stati uditi degli spari. Gli agenti intervenuti rapidamente sul posto avevano rinvenuto, nel posteggio per biciclette di una scuola i corpi senza vita di due persone.

Stando a informazioni non confermate diffuse dai media locali alcune persone avrebbero udito la donna urlare «no! no!» e poco dopo un uomo affermare «Ora ho ucciso mia madre».

La donna viveva da più di un anno separata dal marito, ha precisato il portavoce della polizia solettese Urs Eggenschwiler, il quale ha pure assicurato che l’arma del delitto rinvenuta sul luogo del dramma non è né una pistola dell’esercito, né un fucile d’ordinanza.

I corpi delle vittime saranno trasferiti all’Istituto di medicina legale dell’Università di Berna per un’autopsia.

Il Canton Soletta era già balzato agli onori della cronaca lo scorso 5 giugno per un triplice omicidio (padre di 60 anni, madre di 55 e figlia di 35) avvenuto a Grenchen. Per questo fatto il 23 giugno la polizia ha arrestato quattro persone, tre cittadini svizzeri residenti nel Canton Argovia – una donna di 48 anni e due uomini di 36 e 22 – e un cittadino tedesco di 36 anni domiciliato nel Canton Lucerna, che conoscevano le vittime.

I quattro sono tuttora trattenuti in detenzione preventiva. Uno di loro avrebbe anche parzialmente confessato, ma i motivi e la dinamica esatta di questo efferato fatto di sangue rimangono tuttora oscuri.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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