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Si dice, nonostante tutto, «
sereno ». E «
fiducioso
». Fiducioso «
nella giustizia
». Una giustizia «
che funziona visto che venerdì, oltre ad essere stato scarcerato,
il procuratore pubblico davanti al Giar ha ritirato buona parte delle
accuse che mi aveva contestato il giorno precedente
» . Quando alla fine dell'interrogatorio, negli uffici bellinzonesi del Ministero pubblico,
Yasar Ravi
viene arrestato su disposizione del procuratore pubblico Arturo
Garzoni, titolare di un'inchiesta innescata un paio d'anni prima da
una denuncia e riguardante la vendita, in parte in nero, di una villa
di Castagnola. Venerdì pomeriggio 5 dicembre l'udienza dinanzi al Giar
nel carcere
giudiziario della Farera dove l'avvocato luganese ha trascorso la
notte. Il giudice non convalida l'ordine di arresto e Ravi, che è
anche deputato Ppd al Gran Consiglio, torna a essere un uomo libero. E
con lui viene scarcerato pure un commercialista di Lugano, coinvolto
nella stessa indagine. «
Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti addebitatimi e dunque la mia innocenza
», dichiara Ravi alla " Regione Ticino", che lo ha raggiunto ieri telefonicamente.
L'inchiesta comunque prosegue. Sono caduti i reati ipotizzati
inizialmente a suo carico e cioè l'istigazione alla falsa
testimonianza, lo sviamento della giustizia e
il favoreggiamento. Mantenute invece le accuse di falsità in
documenti e di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione...
«
Lo ripeto: sono innocente e sono convinto che riuscirò a
dimostrare l'infondatezza anche di queste due ipotesi di reato.
Oltretutto non sono notaio
».
Come si è arrivati allora a formularle?
«
Non dovete chiederlo a me, la domanda semmai è da porre al procuratore pubblico
».
Com'è finito in questa storia della compravendita della villa di Castagnola, avvocato Ravi?
«
La signora, la venditrice dell'immobile, era una mia cliente. Il rogito però non l'ho allestito
io. Altro non aggiungo, dato che sono tenuto al segreto professionale e dato che è in corso un'inchiesta
».
Lei era già stato interrogato dal pp su questa vicenda prima di giovedì scorso?
«
No, era la prima volta. E mai e poi mai mi sarei aspettato di
essere arrestato. È stato scioccante, specie quando sai di essere
innocente
».
Per quale o quali motivi l'ordine di arresto?
«
Per un presunto pericolo di collusione
».
Una notte in cella, quella fra giovedì e venerdì: come l'ha trascorsa?
«
Ho dormito pochissimo, praticamente non ho chiuso occhio. Pensavo soprattutto alla mia
famiglia. A mia moglie. Ai miei quattro figli
».
Lei è anche in Gran Consiglio per il Ppd. Si è già incontrato con i vertici del partito dopo la sua scarcerazione?
«
Anzitutto vorrei che la mia posizione dal punto di vista penale venisse chiarita al più presto. Premesso ciò, stamattina
(ieri, ndr)
ho sentito al telefono il presidente Giovanni Jelmini al quale ho
ribadito la mia assoluta estraneità ai fatti. Alla prossima riunione
del gruppo parlamentare ne discuteremo. Se mi verranno chiesti dei
chiarimenti, li fornirò, ovviamente nel rispetto del segreto
istruttorio e di quello professionale
» . Ravi resta per ora indagato.
Per falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione. «
Siamo convinti
- sostiene a sua volta il difensore, l'avvocato John Noseda -
che pure queste due ipotesi di reato sono destituite di
fondamento e lo dimostreremo, confidando nell'emissione di un
decreto d'abbandono in tempi ragionevoli
».
A.MA./L.B.
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