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Non ci si può più nascondere dietro un dito. Ministero pubblico: la nave affonda?

Da: www.mattino.ch 14.12.08

Scritto da Lorenzo Quadri - MDD   
domenica 14 dicembre 2008
Che al Ministero pubblico ticinese qualcosa non funzioni pare incontrovertibile.
Per citare solo gli esempi più recenti:
-    Il giudice Claudio Zali viene inquisito e torchiato dal Procuratore Generale (PG) Balestra con l'accusa di essersi voluto appropriare di alcune carabattole di un' osteria. Il PG viene ricusato per parzialità e il nuovo magistrato incaricato proscioglie il giudice bollando i ragionamenti del PG come «contorti ed estranei al diritto penale»: una cosa inaudita.
-    Settimana scorsa il deputato uregiatto Yasar Ravi viene arrestato; la comunicazione dell'avvenuto fermo avviene con modalità a dir poco inquietanti. 26 ore dopo, le accuse del PP davanti al GIAR si sciolgono come neve al sole, al punto che è lo stesso PP a ritirarle, nell'ambito di un incontro-scontro che pare abbia fatto tremare i (costosissimi)  muri del carcere giudiziario della Farera.
-    Il rapporto KPMG su AET, relativo al destino di decine di milioni di Fr di proprietà del contribuente, da mesi e mesi giace imboscato in un cassetto di Palazzo di Giustizia, e nemmeno il Consiglio di Stato ha potuto prenderne visione.
-    Denuncia "asfaltopoli" della Città di Lugano: il Procuratore Generale emette un decreto di non luogo a procedere che la Camera dei ricorsi penali bolla come "frettoloso" e ritorna al mittente.
-    Gli innumerevoli capi d'imputazione gravanti sul Corvo si traducono in una condanna ad una pena detentiva di pochi giorni.
-    I risarcimenti pagati a cittadini ingiustamente finiti sotto inchiesta si moltiplicano, attualmente ne sono pendenti oltre una trentina per un totale di 20 mio di Fr, per buona pace del contribuente che si trova a pagare le polizze assicurative sempre più alte che le compagnie pretendono - visto l'andazzo - dal Cantone. Il quale (chissà come mai?) non è più ritenuto un cliente appetibile.
-    Intanto, perfino il presidente del PPD cantonale dichiara pubblicamente che in Magistratura qualcuno, nel caso concreto tanto per non fare nomi il PP Garzoni, non è al suo posto; da ciò il Ticino tutto deduce che 1) Il PP Garzoni non si trova in Magistratura in quota PPD e 2) Stranamente, quando era la Lega a dire le stesse cose, si trattava di populismo, qualunquismo, becerume e di attacchi gratuiti.
-    Per una somma di coincidenze senz'altro fortuite, quando ci sono di mezzo dei leghisti, la macchina della Giustizia si muove fulminea (ma di sicuro non silenziosa) ciò che non è decisamente il caso in altri frangenti: due pesi e due misure?

Poiché l'elenco è lungi dall'essere concluso, non si può che concludere che nel Ministero pubblico qualcosa non funziona come dovrebbe. Il Consiglio della Magistratura, evanescente organo di vigilanza, è composto in buona parte proprio da quei magistrati di cui dovrebbe giudicare l'operato: poiché controllori e controllati sono le stesse persone, si capirà come interventi energici da questa parte rientrino nel campo delle pie illusioni.
A questo punto il Consiglio di Stato, leggi Dipartimento delle Istituzioni, non può più stare a guardare nascondendosi dietro il (facile) dito della separazione dei poteri.
Se qualcuno in Via Pretorio non è più al suo posto, bisogna anche avere il coraggio di dirglielo e di prendere le misure del caso, prima che questi "qualcuno" affondino portando con sé tutta la Procura.
Se il Ministero pubblico manca di una guida, se i Procuratori coltivano ognuno il proprio orticello e la mano sinistra non sa quello che fa la destra, se a funzioni delicate ed importanti sono state nominate persone non adatte, se a Palazzo di Giustizia regnano rancori e veleni personali, questi ed altri fatti di cui si mormora a volume sempre più alto, se confermati, sono problemi gravi che non possono lasciare indifferente la politica.
Ed inoltre: è stato fatto o no un esame delle reali necessità di organico dei vari settori della Magistratura? Oppure ci troviamo davanti - come peraltro è il caso anche nell'amministrazione comunale - di settori sottodotati ed altri con personale in esubero, come lascia trasparire lo zelo con cui vengono perseguite inchieste a dir poco risibili (vedi rogatorie Vallettopoli)?

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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