Da: Il Mattino della domenica, 8.2.09, pag 5
Giustizia
Un avvocato che corre su troppi... binari
Il giudice del tribunale penale e presidente della Commissione di vigilanza sanitaria, avvocato Mauro Ermani, si può considerare (anche in questa vicenda) tutto fuorché "un avvocato indipendente". Più volte in passato lo stesso Ermani ha dovuto decidere la vertenza tra un paziente, di cui è stato anche per un certo tempo rappresentante legale, ed il suo medico. Fioravera, questo il nome del paziente, ha poi denunciato Ermani (prima come avvocato e poi come pretore) a varie autorità giudiziarie e l'ha pure segnalato all'Ordine degli avvocati.
Contro lo stesso Ermani, sempre Fioravera, ha spiccato persino un precetto esecutivo di centomila franchi. Tutto - inutile dirlo - è terminato con un nulla di fatto.
Ma la questione è un'altra. Ci si chiede come sia possibile che, in uno Stato che si definisce di "diritto", uno di questi magistrati, avvocato, presidente di una Commissione amministrativa, già pretore, addirittura giudice del tribunale penale, partecipi ad una decisione che origina da una denuncia o segnalazione in cui il denunciante ha avuto con lui in passato gravi conflitti quali quelli enunciati?
Quale può essere il valore di tale atto? Dov'è il famoso giudice imparziale? Com'è possibile e fino a che punto tollerabile, l'agire di un Magistrato che partecipa a decisioni che non può oggettivamente ponderare e prendere con la dovuta serenità e distanza perché ha tutti i motivi per avere delle preclusioni nei confronti di una delle parti in causa?
Se l'amministrazione della giustizia è in mano a simili personaggi, c'è da essere veramente e seriamente preoccupati...


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