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Il Cantone deve versare
43.834 franchi all'erede dell'uomo, nel frattempo deceduto, assolto nel
processo celebratosi a fine 2007 alle Correzionali per il colpo del
2001
La
Camera dei ricorsi penali (CRP) del Tribunale d'appello ha riconosciuto
un'indennità di quasi 44 mila franchi - precisamente 27.717,10 franchi per
spese di patrocinio oltre interessi al 5% dal 18 aprile 2008, 14.800 franchi
per torto morale oltre interessi al 5% dal 7 febbraio 2002 e infine 1.317,20
franchi per ripetibili dipendenti dal procedimento - all'erede del pensionato
italiano, all'epoca del dibattimento 63 enne, prosciolto a conclusione del
processo celebrato il 3 ottobre 2007 alle Correzionali di Mendrisio. L'uomo,
deceduto nei mesi scorsi, era accusato dal procuratore pubblico Mario Branda
di rapina, per avere preso parte alle fasi preparatorie del colpo messo a segno
da due individui la sera dell'8 novembre 2001 al distributore Tamoil di San
Pietro di
Stabio. Nell'occasione, i due malviventi, con il volto parzialmente coperto,
bloccarono il gerente della stazione di servizio che rientrava a piedi al
proprio domicilio poco distante, obbligandolo poi sotto la minaccia di una
pistola a farli entrare in casa e a consegnare loro il denaro che aveva in
tasca. Il responsabile della pompa di benzina fu in seguito costretto a
ritornare al negozio, dove la coppia di banditi si fece dare 19.335.000 lire e
11.617 franchi.
Nonostante le versioni fornite in aula dal pensionato al
giudice Mauro Ermani siano state considerate poco credibili, l'imputato era
stato posto al beneficio del dubbio, quantomeno sull'aspetto soggettivo, e
quindi prosciolto. Di qui il risarcimento chiesto e riconosciuto dalla CRP
anche alla luce dei 74 giorni di carcerazione
preventiva sofferta dall'anziano. Stando alla sentenza della CRP, risalente
all'ottobre 2008 ma pubblicata solo venerdì scorso, «la privazione della
libertà, in quanto tale, costituisce una grave lesione della personalità dell'accusato ed
il Tribunale federale riconosce un diritto all'indennità per torto morale anche
per arresti di breve durata ». È dunque il Cantone a dover indennizzare
l'erede unico della persona prosciolta. P.C.
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