Da: La regione, 23.3.12, pag 13
Comandante assolto, Municipio criticato
Bellinzona, proscioglimento ‘in dubio pro reo’ per il capo della Polizia comunale Ivano Beltraminelli
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« Dopo una valutazione attenta degli atti e delle risultanze dibattimentali, non sono riuscita ad ottenere una convinzione interiore sufficiente circa la fondatezza delle accuse ». Il risultato delle incertezze della giudice della Pretura penale Sonia Giamboni Tommasini è il proscioglimento – in virtù del principio ‘ in dubio pro reo ’ – del comandante della Polizia comunale di Bellinzona Ivano Beltraminelli . Il 52enne non ha diffamato i parenti di un ispettore durante il colloquio di servizio avuto il 7 settembre 2010 con un sergente (sentito in aula come teste; si veda laRegione del 17 marzo). Quest’ultimo accusava il suo superiore di aver pronunciato la frase “ una famiglia di tossicodipendenti ” in riferimento ai congiunti del subalterno.
La giudice non si è detta convinta della versione degli accusatori privati, aggiungendo che « permangono grossi dubbi su come si sono svolti i fatti, non potendo ragionevolmente escludere che gli stessi si siano sviluppati in conformità con la versione dell’accusato ». Ovvero che il capo della PolCom si sarebbe esclusivamente limitato a replicare a un’affermazione fatta in precedenza dall’agente. Il procuratore generale John Noseda, ricordiamo, aveva chiesto la condanna del comandante, sospesa per due anni, a 15 aliquote giornaliere da 120 franchi. Richiesta di pena auspicata pure dall’avvocato Rocco Taminelli, patrocinatore dell’ispettore.
Tre aspetti a favore
La ricostruzione fornita da Ivano Beltraminelli è dunque stata ritenuta più credibile di quella dei sottoposti. Tre i punti principali sui quali le due versioni (quella del comandante e quella del sergente e di un sergente maggiore, che affermava di aver sentito il passaggio incriminato della conversazione passando per caso in corridoio) sono discordanti. Primo, la lingua utilizzata durante il colloquio: il 52enne ha affermato che si è tenuto in dialetto, gli agenti idem; prima però di ritrattare sostenendo che l’imputato aveva parlato pure in italiano, nei momenti in cui si alterava. Secondo, i toni della discussione: per Beltraminelli erano « normali », stando al sergente « autoritari e aggressivi » da parte del comandante; sensazione confermata pure dal sergente maggiore ma negata da due segretarie amministrative che hanno l’ufficio vicino a quello del 52enne.
Terzo, il contenuto e l’ordine temporale degli argomenti: sia Ivano Beltraminelli sia il sergente sono sicuri che la frase diffamatoria sia stata proferita verso la fine del faccia a faccia; il sergente maggiore ha per contro dichiarato a più riprese di averla sentita all’inizio.
Sulla base di questi tre aspetti, la giudice ha quindi scartato la testimonianza del sergente maggiore perché in contraddizione con quella fornita dal comandante e dal sergente. Il cui resoconto ha fatto la stessa fine « visto che ha subìto parecchie modifiche e che, in ogni modo, non collima con le altre deposizioni ». C’è il sospetto – espresso peraltro dallo stesso comandante alla sua segretaria – che gli agenti « volessero ingannarlo, montando ad arte una versione per metterlo in difficoltà ».
‘Mancanza di condotta’
Sonia Giamboni Tommasini non ha comunque risparmiato alcune frecciatine all’indirizzo di Ivano Beltraminelli. Il 52enne « non appare certo aver brillato in comunicazione, mediazione e condotta, dove lo sforzo principale veniva posto su scontri legali, tra denunce e controdenunce – ha chiosato – . Capisco che condurre il Corpo in un clima del genere non debba essere facile, ma è proprio in questi momenti che la figura del comandante deve spiccare sopra ogni cosa ».
La difesa sorride ma non troppo
Stati d’animo opposti, fra le parti, dopo la comunicazione del dispositivo della sentenza. L’avvocato Rocco Taminelli , patrocinatore dell’ispettore sentitosi diffamato, alla domanda se intenda interporre ricorso rivolgendosi alla Corte d’appello e di revisione penale, ha glissato lasciando subito la Pretura penale in compagnia del suo assistito. Da noi contattato, spiega poi di non avere ancora deciso; lo farà una volta lette le motivazioni scritte della giudice. Raggiante ma non troppo il legale di Ivano Beltraminelli, l’avvocato Carlo Postizzi . L’assoluzione in applicazione del principio ‘ in dubio pro reo ’ lascia un po’ l’amaro in bocca al legale, che avrebbe preferito il proscioglimento « per non aver commesso il fatto ». A ogni modo – rileva – la figura del comandante esce riabilitata e questo « mi rende particolarmente contento ». La sua speranza è che pure l’inchiesta amministrativa aperta dal Municipio arrivi alla stessa conclusione. Ivano Beltraminelli non si è espresso. Il suo sorriso, tuttavia, valeva più di mille parole. Assente il procuratore generale John Noseda , il quale aveva chiesto la condanna – a pena sospesa – del comandante.



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