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Articolo costituzionale sulla famiglia, approvato dalla popolazione ma non dai cantoni.

Da: La regione, 4.3.13 pag 3

Politica familiare

Pantani: modifica eccessiva. Lo stupore di Romano

SG/ATS

Reazioni contrastanti tra fautori e oppositori dell’articolo costituzionale sulla famiglia, approvato dalla popolazione ma non dai cantoni.

« Abbastanza soddisfatta» per un risultato il cui esito combattuto era tutto sommato « prevedibile » è la consigliere nazionale Roberta Pantani Tettamanti (Lega dei Ticinesi). La modifica costituzionale era « eccessiva »: anche in futuro, spetterà ancora a « cantoni, comuni e privati sostenere le iniziative in quest’ambito, non c’era alcun bisogno di inserire un articolo al riguardo nella Costituzione », afferma la deputata alla Regione . Il no rafforza il ruolo dei genitori e rappresenta un chiaro segnale in favore di una cura dei figli all’interno del loro stesso nucleo familiare, le fa eco la consigliera nazionale Andrea Geissbühler (Udc/Berna), in prima fila nella lotta contro il progetto. Sempre sul fronte dei contrari, secondo il segretario generale del Partito liberale radicale Stefan Brupbacher, una migliore compatibilità fra ambito familiare e attività lavorativa deve rimanere un obiettivo della società: ma la politica familiare deve essere di competenza dei cantoni e dei comuni.

Non la pensa così Norbert Hochreutener , ex consigliere nazionale Ppd e ‘padre’ del testo. A suo avviso il popolo ha inviato un segnale, ha detto che vuole un cambiamento, e gli oppositori non potranno comportarsi come se ci fossero stati due no di popolo e cantoni. Hochreutener ha anche ammesso di non aspettarsi che la polemica dell’Udc sulla statalizzazione della famiglia avrebbe funzionato. « Abbastanza stupito » del risultato a livello nazionale è anche Marco Romano , peraltro « contento » di com’è andata in Ticino. Il consigliere nazionale Ppd afferma alla Regione che la campagna per il ‘no’ condotta Oltralpe è stata « certamente molto efficace », propagandando « una visione ideologica » che dipinge « un quadro molto lontano dalla realtà » di un Paese dove « soltanto il 27% delle famiglie corrisponde al modello tradizionale (due genitori con figli, un solo genitore che guadagna) ». Romano invita a « non drammatizzare »: « l’importante » è che « si continuino a realizzare strutture (asili nido, doposcuola, ecc.) nei comuni e nei cantoni ».

Più che un ‘Röstigraben’, per la senatrice socialista ginevrina Liliane Maury Pasquier è emersa una disparità tra cantoni urbani rurali. Sono stati soprattutto questi ultimi a bocciare il testo, ma non bisogna fermarsi. Sempre più donne lavorano fuori casa e bisognerà tenerne conto, magari puntando su una legge piuttosto che sull’articolo costituzionale. Rammarico per il risultato è stato espresso ieri anche dall’ Unione sindacale svizzera (Uss) e da Travail.Suisse .

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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