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Avrebbe dovuto essere un avvio in sordina e invece i fari lo hanno da
subito illuminato. Non solo perché rischia di essere una sorta di
primizia a livello nazionale, ma soprattutto in virtù della sua
valenza e del suo significato.
Ieri in serata a Lugano ( in zona ex
Gattile, su dalle parti del ‘ pallone’ del gas) ha ufficialmente
aperto le porte il dormitorio di bassa soglia. Dodici posti letto (
suddivisi in 4 camere separate tra uomini e donne) per una soluzione di
‘ dépannage’ pensata per persone adulte singole ( non sono ammessi
minorenni) rimaste improvvisamente senza un tetto sopra la testa ( uno
sfratto coatto, problemi di disadattamento, una rottura di coppia
traumatica,..). Un rifugio momentaneo ( da 1 a 15 giorni consecutivi e,
in casi di grande emergenza, sino a un massimo di tre mesi),
nottetempo ( dalle 20 alle 8 del mattino successivo), gestito da
volontari.
Una bella operazione sociale, realizzata grazie all’elaborazione
concettuale di fra Marino Dotta e resa possibile da una virtuosa
sinergia tra una serie di enti: il Municipio di Lugano, che mette a
disposizione la struttura, che assicura una copertura del disavanzo
con un importo massimo di 25mila franchi annui e che si attiva con i
propri servizi di accompagnamento sociale e dell'integrazione ( che si
occuperanno anche della formazione del personale volontario); la
Croce Rossa del luganese, che si assume la responsabilità gestionale,
le Acli che garantiscono la presenza del personale di sorveglianza e di
appoggio, e Ingrado che fornisce aiuto di tipo specialistico per la
presa a carico di casistiche particolari.
«
Questa struttura
– ci spiega
fra Martino Dotta
–
è destinata
a persone residenti nel comprensorio di Lugano, di cittadinanza svizzera e con
permessi di dimora. Non è quindi pensata per clandestini, Nem o
persone di passaggio. Sino ad oggi queste situazioni problematiche e
urgenti venivano affrontate ricorrendo a sistemazioni in pensioni o in
altri istituti che avevano disponibilità momentanee di posti letto,
ma si può facilmente comprendere come in questo modo non possa venir
garantito quell’accompagnamento che spesso si rivela importantissimo
in momenti così difficili
» . Saranno gli istituti sociali cittadini a fare la segnalazione alla
Croce Rossa dei casi che necessitano dei servizi del dormitorio di
bassa soglia. La Croce Rossa, a sua volta, si attiverà per ottenere il
pagamento della diaria prevista ( 20 franchi per notte). La gestione
della struttura è assicurata da un apposito regolamento mentre gli
enti coinvolti sono legati da una convenzione.
«
La fase sperimentale durerà
sino alla fine dell’anno
– spiega ancora fra Martino –
ma già dopo i primi 2- 3 mesi trarremo un primo bilancio dell’esperienza
» .
«
La presenza di fra Martino in tutto il periodo di studio e di preparazione di questa nuova struttura
– sottolinea il municipale
di Lugano
Giovanni Cansani
–
è stata un fattore molto importante. Fra Martino, infatti, al di
là di ogni cifra e di ogni statistica, è la persona che forse più di
ogni altra conosce il polso della povertà sul nostro territorio
» .
Si diceva della novità a livello nazionale. Novità per la forte
sinergia tra pubblico e privato, certo, ma anche per la messa a
disposizione da parte di un Comune di spazi propri. Ieri sera, come
detto, il dormitorio a bassa soglia di Lugano ha dunque aperto le
porte. Per un viaggio fatto non solo di speranza, ma anche di
concretezza. Quella dell’aiuto vero e solidale.
DF
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