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Nel secondo rapporto quattro nuove proposte contro la violenza giovanile
Migliorare il livello di informazione sui richiedenti durante le
pratiche di naturalizzazione; istituire un gruppo di agenti di
polizia che orbiti attorno alle scuole sul modello del progetto
‘Visione giovani'; creare condizioni più ‘familiari' per i minorenni in
detenzione preventiva o in esecuzione pena; formare un gruppo di
lavoro che analizzi quanto riportato dai media sugli atti di violenza
giovanile; introdurre il divieto di raduni per consumare alcoolici su
suolo pubblico; elevare il livello della formazione di base per gli
agenti di sicurezza privati, spesso coinvolti in manifestazioni
frequentate da giovani. Sono queste alcune delle proposte contenute
nel secondo rapporto trimestrale del Gruppo operativo
giovani-violenza-educazione consegnato qualche giorno fa al Consiglio
di Stato. Il Gruppo, si legge nel documento di undici pagine, ha
formulato quattro nuove proposte, ne ha approfondite tre già
sviluppate nel primo trimestre di attività (con l'aggiunta di alcune
postille) e ne ha anticipate altre quattro, che saranno trattate nei
prossimi mesi.
Fra le misure più urgenti il gruppo giovani-violenza ha individuato la necessità di «
migliorare
TI- PRESS
e/o estendere le informazioni da acquisire in occasione delle pratiche di naturalizzazione. In particolare
- si legge nel rapporto -
bisognerebbe unificare le prassi, oggi assai differenziate, dei Comuni e completare il dossier dei candidati
». Nello specifico il gruppo propone di controllare l'estratto del
casellario giudiziale sia all'inizio sia al termine dell'iter
procedurale; di verificare che sui candidati non pendano eventuali
procedimenti penali aperti in altri cantoni; di estendere la raccolta
di dati
sul candidato anche ad altri ambienti (scolastici, sportivi,
lavorativi) o, se del caso, presso la Magistratura dei minorenni.
Nell'ambito della prevenzione e della formazione, il gruppo propone «
di istituzionalizzare in seno alla polizia cantonale un gruppo
fisso di agenti di prossimità (partendo dalla positiva esperienza
‘Visione giovani'), che coordini con le polizie comunali ed altre
autorità il lavoro di prevenzione, monitoraggio, consulenza e
assistenza agli istituti scolastici ma anche alle istanze
che si occupano di gioventù
». Urgente, per i membri del Gruppo, è anche modificare le condizioni
di detenzione preventiva e di esecuzione pena dei minorenni. In
particolare dislocando «
al di fuori dell'attuale carcere giudiziario ‘La Farera' alcune celle di detenzione preventiva adatte per i minorenni
». Questo per evitare l'affollamento della struttura, la promiscuità
con gli adulti, la collusione e il conseguente rallentamento delle
indagini. Si legge nel rapporto: «
In una piccola struttura anche la relazione sorvegliante-detenuto
godrebbe di un maggiore spazio per il contatto umano e personalizzato
». Una misura che non comporterebbe grandi costi «
se si sfruttasse una struttura già esistente (ad esempio quella di Torricella)
». I membri propongono poi di creare alternative per le esecuzioni di
pene di breve durata fuori cantone (previste dal diritto penale
minorile di breve durata), che «
comportano problemi organizzativi, difficoltà di svolgimento
delle visite e costi medi a carico dello Stato di circa 300 franchi al
giorno
». Allo stesso modo propongono di modificare le modalità
dell'esecuzione delle misure disciplinari (previste dal diritto penale
minorile), anche esse eseguite fuori cantone. Il Gruppo
ha pure avanzato l'ipotesi di istituire un gruppo di lavoro per
studiare il comportamento dei media. Già nel primo rapporto aveva
evidenziato «
la percezione che la violenza giovanile catturi maggiormente
l'attenzione dei media e trovi più spazio che la violenza praticata da
adulti
». Sempre nel rapporto è indicata come impellente la necessità di
introdurre la punibilità a quei minorenni che usano i documenti dei
maggiorenni per avere accesso alle discoteche, e a quei maggiorenni che
si prestano allo scambio: «
Una prassi diffusa e purtroppo non sanzionabile. Un'isola di impunità diseducativa e deresponsabilizzante
». Ritenuto particolarmente urgente è anche introdurre il divieto di organizzare i cosiddetti ‘botellón' per «
rendere responsabile civilmente e penalmente chi promuove e
organizza ritrovi su aree pubbliche allo scopo di consumare alcolici
». Al governo si chiede infine di «
inserire nella revisione in corso della legge sulle attività
private di sorveglianza condizioni d'accesso alla professione che
implichino una formazione del richiedente superiore a quella prevista
». Ciò «
favorirebbe una qualità professionale maggiore, soprattutto laddove vi sono raduni giovanili. In alcuni
episodi la non conveniente gestione dell'intervento da parte degli agenti di sicurezza non ha permesso di evitare il peggio
».
Durante i prossimi incontri il Gruppo si chinerà, fra le altre cose, su
aspetti quali la prevenzione e la stigmatizzazione della violenza
negli ambienti sportivi e l'eventuale relazione fra l'efferatezza di
alcuni nuovi media elettronici.
C.J.
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