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‘Per i minori ci vogliono carceri più piccole'

Da: La regione 2.10.08 pag 3

‘Per i minori ci vogliono carceri più piccole'
Il Gruppo violenza-giovani: ‘Il contatto sorvegliante-detenuto sarebbe più umano'

Nel secondo rapporto quattro nuove proposte contro la violenza giovanile
Migliorare il livello di infor­mazione sui richiedenti duran­te le pratiche di naturalizzazio­ne; istituire un gruppo di agen­ti di polizia che orbiti attorno alle scuole sul modello del pro­getto ‘Visione giovani'; creare condizioni più ‘familiari' per i minorenni in detenzione pre­ventiva o in esecuzione pena; formare un gruppo di lavoro che analizzi quanto riportato dai media sugli atti di violenza giovanile; introdurre il divieto di raduni per consumare alcoo­lici su suolo pubblico; elevare il livello della formazione di base per gli agenti di sicurezza pri­vati, spesso coinvolti in manife­stazioni frequentate da giovani. Sono queste alcune delle propo­ste contenute nel secondo rap­porto trimestrale del Gruppo operativo giovani-violenza-edu­cazione consegnato qualche giorno fa al Consiglio di Stato. Il Gruppo, si legge nel docu­mento di undici pagine, ha for­mulato quattro nuove proposte, ne ha approfondite tre già svi­luppate nel primo trimestre di attività (con l'aggiunta di alcu­ne postille) e ne ha anticipate altre quattro, che saranno trat­tate nei prossimi mesi.
Fra le misure più urgenti il gruppo giovani-violenza ha in­dividuato la necessità di « mi­gliorare
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e/o estendere le informa­zioni da acquisire in occasione delle pratiche di naturalizzazio­ne. In particolare
- si legge nel rapporto - bisognerebbe unifica­re le prassi, oggi assai differen­ziate, dei Comuni e completare il dossier dei candidati ». Nello spe­cifico il gruppo propone di con­trollare l'estratto del casellario giudiziale sia all'inizio sia al ter­mine dell'iter procedurale; di verificare che sui candidati non pendano eventuali procedimen­ti penali aperti in altri cantoni; di estendere la raccolta di dati sul candidato anche ad altri am­bienti (scolastici, sportivi, lavo­rativi) o, se del caso, presso la Magistratura dei minorenni. Nell'ambito della prevenzio­ne e della formazione, il gruppo propone « di istituzionalizzare in seno alla polizia cantonale un gruppo fisso di agenti di prossi­mità (partendo dalla positiva esperienza ‘Visione giovani'), che coordini con le polizie comunali ed altre autorità il lavoro di pre­venzione, monitoraggio, consu­lenza e assistenza agli istituti scolastici ma anche alle istanze che si occupano di gioventù ». Ur­gente, per i membri del Gruppo, è anche modificare le condizioni di detenzione preventiva e di esecuzione pena dei minorenni. In particolare dislocando « al di fuori dell'attuale carcere giudi­ziario ‘La Farera' alcune celle di detenzione preventiva adatte per i minorenni ». Questo per evitare l'affollamento della struttura, la promiscuità con gli adulti, la collusione e il conseguente ral­lentamento delle indagini. Si legge nel rapporto: « In una pic­cola struttura anche la relazione sorvegliante-detenuto godrebbe di un maggiore spazio per il con­tatto umano e personalizzato ». Una misura che non comporte­rebbe grandi costi « se si sfruttas­se una struttura già esistente (ad esempio quella di Torricella) ». I membri propongono poi di crea­re alternative per le esecuzioni di pene di breve durata fuori cantone (previste dal diritto pe­nale minorile di breve durata), che « comportano problemi orga­nizzativi, difficoltà di svolgimen­to delle visite e costi medi a carico dello Stato di circa 300 franchi al giorno ». Allo stesso modo pro­pongono di modificare le moda­lità dell'esecuzione delle misure disciplinari (previste dal diritto penale minorile), anche esse eseguite fuori cantone. Il Grup­po ha pure avanzato l'ipotesi di istituire un gruppo di lavoro per studiare il comportamento dei media. Già nel primo rapporto aveva evidenziato « la percezione che la violenza giovanile catturi maggiormente l'attenzione dei media e trovi più spazio che la violenza praticata da adulti ». Sempre nel rapporto è indica­ta come impellente la necessità di introdurre la punibilità a quei minorenni che usano i do­cumenti dei maggiorenni per avere accesso alle discoteche, e a quei maggiorenni che si presta­no allo scambio: « Una prassi dif­fusa e purtroppo non sanziona­bile. Un'isola di impunità disedu­cativa e deresponsabilizzante ». Ritenuto particolarmente ur­gente è anche introdurre il di­vieto di organizzare i cosiddetti ‘botellón' per « rendere responsa­bile civilmente e penalmente chi promuove e organizza ritrovi su aree pubbliche allo scopo di con­sumare alcolici ». Al governo si chiede infine di « inserire nella revisione in corso della legge sul­le attività private di sorveglian­za condizioni d'accesso alla pro­fessione che implichino una for­mazione del richiedente superio­re a quella prevista ». Ciò « favori­rebbe una qualità professionale maggiore, soprattutto laddove vi sono raduni giovanili. In alcuni episodi la non conveniente gestio­ne dell'intervento da parte degli agenti di sicurezza non ha per­messo di evitare il peggio ».
Durante i prossimi incontri il Gruppo si chinerà, fra le altre cose, su aspetti quali la preven­zione e la stigmatizzazione della violenza negli ambienti sportivi e l'eventuale relazione fra l'effe­ratezza di alcuni nuovi media elettronici. C.J.



 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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