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Considerazioni e quesiti del padre inerenti il pre-incontro del 17.04.2008 con la CTR 8

Riceviamo in copia e-mail inviato dal padre alla CTR 8 e all'AVT, che pubblichiamo.

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Egregi Signori,

per prima cosa intendo ringraziarvi di avere pianificato il nostro futuro incontro di cui a margine. Vi invio delle considerazioni che vorrei analizzaste e delle quali intenderei parlare la settimana prossima.

In passato mi è stato rimproverato un presunto comportamento non lineare. Benché rimandi al mittente critiche di tale natura, le accetto come tali e, davanti ad una esternazione che potrebbe contenere preziose indicazioni sul come eventualmente migliorare l'equilibrio dei bambini, ognuno dovrebbe essere capace di epurare l'osservazione mossagli e fare tesoro di ciò che di buono (e non per forza di cose veritiero) contiene.

Durante i giorni scorsi ho avuto ancora modo di sottolineare, a più riprese, i motivi per i quali ritengo la Vostra istituzione inadeguata, unitamente all'operato del curatore.

Nel criticarvi in modo così fermo, mi attendo (oltre ad esternare i miei più reali e spontanei sentimenti) che anche voi, senza che io abbia pretesa di insegnare nulla a nessuno, possiate trarne le debite conclusioni.

Dicevo che, in passato, mi è stato contestato un atteggiamento poco lineare il quale, ripeto, viene da me contestato. Vi chiedo quindi di pronunciarvi su quanto segue:

  1. quale credibilità può assumere una istituzione che impone delle regole alle quali almeno una delle parti non si attiene e, davanti a queste insubordinazioni, l'istituzione in questione non interviene, se non con un richiamo all'ordine? E, soprattutto, questa istituzione non ha mezzi correttivi efficaci? Così fosse, come si può ragionevolmente pretendere che una qualsiasi istituzione svolga il proprio compito? Si può forse pretendere da un falegname di svolgere il proprio lavoro senza i ferri del mestiere?
  2. su richiesta della mia ex moglie, il Signor Garolla mi ha scritto una (a me graditissima) e-mail, al fine di portare i bimbi ad una mostra. Dal punto di vista dell'introduzione (alla quale, ricordo, ho sempre fatto opposizione, ritenendola eccessiva, non giustificata e lesiva) del curatore, ritengo questo comportamento è ineccepibile; mentre stavo leggendo il messaggio del curatore (scritto pochi minuti prima), ricevo un SMS da parte della mia ex moglie col quale mi comunicava di non essere disponibile per la telefonata ai bambini del giorno dopo. Mi chiedo se la signora faccia uso del curatore con una modalità aleatoria... Quale differenza vi era tra le due comunicazioni? In ogni caso era prevedibile (come del resto è accaduto) che rispondessi ad entrambe, cade quindi il presunto concetto della mia ex moglie che, evidentemente, riteneva che non avessi il pieno diritto di obiettare alla sua assurda asserzione... tanto che, ormai la conosco bene, riteneva di essere "generosa" nel concedermi di parlare coi bimbi l'indomani... (se questa non è visione alterata delle cose, unita ad un sentimento di onnipotenza...). Emerge un uso (o abuso?) indiscriminato delle risorse che la mia ex moglie ha in prima persona richiesto. Emerge pure l'incapacità delle istituzioni di fare in modo che la stessa si attenga alle regole che ha fortemente voluto e alle quali si assoggetta solo nel caso in cui questo le faccia comodo;
  3. dietro asfissiante richiesta, la mia ex consorte ha voluto ricorrere ad un punto di incontro. Codesta Lodevole Commissione tutoria regionale ha assentito, non facendo apparentemente le debite riflessioni sul fatto che, come è stato scritto, ciò era auspicato dalla mia ex moglie già da tempo ma non aveva avuto il modo di essere messo in atto non perché il punto di incontro è estremamente lesivo della personalità dei bambini e dei genitori, bensì dal fatto che non aveva un mezzo appropriato (?) per condurvi i figli (!). Non a caso, ha voluto fosse istituito il punto di incontro in concomitanza dell'acquisto di un'autovettura (coincidenza che ha qualcosa di mistico...). Mi chiedo due cose; la prima domanda riguarda l'esistenza degli autobus... Evidentemente raggiungere il punto di incontro, fortemente voluto per salvare l'equilibrio psico fisico dei miei figli e della mia ex moglie, non vale i 2 franchi del biglietto.... La seconda è meno sottile ma altrettanto agghiacciante... la mia ex moglie desidera il punto di incontro solo quando le va. Lo dimostra il fatto che proprio oggi si è detta disponibile affinché io riporti i bimbi sotto il loro domicilio, esattamente come avveniva prima che il punto di incontro fosse istituito. A cosa serve il punto di incontro, allora?
  4. quando i bimbi chiedono il perché delle restrizioni dei diritti di visita, anche in questo caso in modo aleatorio, la mia ex moglie si rivolge talora al proprio ego spropositato dicendo che "decide lei..." altre volte, invece, presa da inspiegabile "buonismo" fa ricadere la colpa sulle istituzioni e dice "prendetevela con la tutoria". Faccio sempre più fatica a fare comprendere ai bambini, i quali girano a me le domande a cui la madre risponde in modo per loro "inaccettabile", che le istituzioni (incluse la scuola, l'asilo e codesta Lodevole CTR, nonché la polizia, i tribunali, eccetera) si muovono su terreni spesso minati ed improbabili e che non sempre godono del supporto e delle risorse necessarie. Faccio notare che rispondere ai quesiti dei bambini è stato interpretato dalla mia ex signora, dal suo legale, dal curatore e da Voi, come un tentativo di manipolazione! Curioso leggere nei rapporti allestiti da altri curatori, da altri avvocati e da altre tutorie come, non rispondere alle domande poste dai bambini, sia stato interpretato come una mancanza di interesse nei minori, oltre ad una scemata capacità di educare... (!);
  5. come sapete, ai fatti del 18 marzo scorso, la mia ex moglie ha risposto lasciando intendere che non sono mai avvenuti e che sono, piuttosto, frutto di mie invenzioni. Sono tentato (NB: non ho detto che intendo farlo) di fare leggere a Bimbo1 la lettera con cui l'avvocato Pagnamenta vi comunica quanto sopra. Bimbo1 avrebbe conferma delle capacità della madre la quale, per proteggere se stessa dai suoi atti scriteriati, passa sopra agli interessi dei figli. Se lo facessi, sicuramente, ne pagherebbero le conseguenze i bambini, sia perché il loro equilibrio subirebbe una brusca scossa, sia perché avrebbero ulteriore riprova che la madre è un pessimo genitore, sia perché graverebbe sulle loro spalle il limite di tempo che hanno per vedere il genitore che invece li ascolta e sazia le loro curiosità (metterebbero inoltre in discussione ulteriormente le istituzioni che già non amano...), sia perché il breve (e ingiustificato) lasso di tempo che passano col padre sarebbe sicuramente ulteriormente ridotto. Questo atteggiamento sarebbe da sanzionare?
  6. come già detto (si attende solo la prova, per la quale codesta Lodevole Commissione tutoria è chiamata ad intervenire) la mia ex moglie è solita farvi pervenire delle inquietanti denunce circa mie presunti interventi, chiedendovi, anche per interposta persona, che prendiate le misure "idonee". Omette poi di specificare le proprie mancanze e, se le porto a vostra conoscenza, non attuate quelle misure che invece la mia ex moglie pretende che attuiate, quando è lei a muovere critiche nei miei confronti (ricordo che, a tutt'oggi, non esiste prova che gli addebiti mossi dalla signora nei miei confronti, corrispondano a verità (del resto l'unico modo per fare chiarezza è ascoltare i bambini, cosa che ha voluto fosse fatta a suo tempo e per la quale ha richiesto l'intervento del curatore... e alla quale si oppone oggi con veemenza...).

Chiedo:

  1. che venga destituita la figura del curatore;
  2. che la stessa venga, in alternativa, per lo meno sospesa, fino a quando il Ministero pubblico non avrà fatto chiarezza sui temi per i quali il Signor Garolla è stato querelato, questo non prima che vengano evase tutte le domande che ho posto al curatore e che abbia ascoltato i bambini soprattutto per quanto riguarda i fatti del 16 settembre 2007, del 17 marzo e 18 marzo 2008;
  3. che venga destituito il punto di incontro di Casa Santa Elisabetta, soprattutto perché gli orari e le distanze non permettono ai miei bimbi di essere portati al cinema dal padre, cosa a cui terrebbero molto. È assurdo... il cinema è a 300 metri da casa loro e, qualora fosse possibile raggiungerlo (se gli orari dei diritti di visita non fossero stati modificati non in base alle necessità dei bambini ma della madre), devono fare un viaggio con l'automobile e prendere due autobus, per assistere alla proiezione di un film. Devono poi riprendere due autobus, fare un altro viaggio in automobile per ritornare a 300 metri da dove erano...;
  4. vengano allargati i diritti di visita. In tre ore non si può fare praticamente nulla...
  5. al fine di ridimensionare le manie di grandezza della mia ex signora, le modalità e gli orari dei diritti di visita vengano imposti dalla Commissione tutoria e non da lei; credo che avere coscienza che così non si può continuare, sia per la mia ex moglie fonte di equilibrio... Solo vedendosi imposto qualcosa potrà rientrare in panni umani e comprendere che sta esagerando. Questo riabiliterebbe anche l'opinione che i bambini hanno delle istituzioni, oltre a riabilitare oltre ogni ragionevole dubbio, in futuro, la figura paterna;
  6. che non sia sufficiente l'abuso dell'averbio "recisamente" dell'avvocato Pagnamenta, per fare luce su quanto da me scritto sia ora sia in passato. Non sarebbe altrimenti giustificabile, davanti all'opinione pubblica e agli organi politici, l'esistenza di una Commissione tutoria dotata di simili esili mezzi;
  7. che codesta Lodevole CTR mi informi della base legale alla quale ha fatto ricorso per limitare i diritti di visita dei bimbi, specificando quanto hanno pesato:

g1. le presunte bugie che avrei detto ai miei bambini;

g2. le presunte richieste di controllo della madre che avrei fatto;

g3. la mia impossibilità di ospitare i bambini in un luogo appropriato.

  1. che i bimbi vengano ascoltati da esperti il cui parere non è "intaccato" dalle assurde (e mai comprovate) asserzioni della mia ex consorte;
  2. che codesta Lodevole Commissione tutoria si esprima circa tutti i quesiti che ho sollevato nel tempo (inclusi quelli riportati sopra);
  3. che codesta Lodevole Commissione tuttoria, nell'espletare quanto richiesto nel punto precedente, faccia chiari riferimenti alla base legale, al codice morale e deontologico ai quali ha fatto ricorso;
  4. che, nel caso in cui Vi fosse impossibile rispondere sulla base degli elementi citati nel punto sopra, vogliate immediatamente rivedere il concetto di autorità parentale.

Vi ricordo che, al diritto svizzero, vanno anteposte le prescrizioni della "Convenzione sui diritti del fanciullo", ratificata dalla Svizzera ben oltre dieci anni fa.

Vi ricordo anche che, sempre stando sia al diritto elvetico sia alla succitata convenzione, i minori vanno affidati al genitore che da' loro maggiori garanzie.

Vi ricordo inoltre che, se aveste verificato a suo tempo (da quanti mesi lo chiedo?) di volere verificare, ascoltando i bambini, la veridicità dei fatti riportati dalla mia ex consorte, ora non staremmo, molto probabilmente, parlando di fare ulteriori verifiche.

Restano ancora diversi punti da chiarire, per i quali, come anticipato, sto preparando un compendio nel quale verranno anche riportate le azioni che verranno da me intraprese. Nonostante i mie sforzi, non vedo in tutta questa assurda faccenda (che dura ormai da oltre un anno) nessuno ha mai fatto l'interesse dei bambini.

Cordiali saluti.

XXXXXXXXXXXXXX

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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