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La madre sequestratrice per 3 anni: "Non vedo Ruben da ormai due mesi"

Da: Il Caffé della domenica, 27.01.2008

Non vedo Ruben
da ormai due mesi”


Patrizia Guenzi

 

UFFIKON - È disperata Lucille Hunkeler. “Da due mesi non ho ancora avuto la possibilità di vedere mio figlio. I nostri soli contatti sono per telefono, ma anche quelli da tre settimane sono cessati”. La trentatreenne ex campionessa svizzera di ciclismo su pista - arrestata il 26 ottobre scorso in Mozambico per il rapimento del figlio Ruben, affidato al padre Stefano Bianchi, trasferita poi nel carcere di Rebibbia a Roma, rilasciata e ora in attesa di processo – si sfoga oggi, domenica, sulle pagine del Sonntagsblick. 


Intanto, Ruben è tornato alla casa paterna, a Montecatini, dove ha ritrovato la sua cameretta come l’aveva lasciata. Bianchi, dopo un periodo di vacanza per “godersi” il figlio ritrovato, è tornato al suo lavoro di medico nell’azienda sanitaria locale. “Starei volentieri in vacanza tutta la vita per godermi mio figlio – confida -. Purtroppo, in questi anni, ho speso oltre 160mila euro per le ricerche di Ruben. Una parte li ho ricevuti in prestito e dovrò quindi restituirli, un’altra l’ho racimolata vendendo tutto il possibile e dando fondo a tutti i miei risparmi. Adesso è arrivato il momento di rimettermi in carreggiata. Con i sentimenti ci sono riuscito, ed era prioritario ovviamente, ora devo pensare anche alle finanze di casa e al futuro di Ruben”. 


Tuttavia, Lucille non intende mollare facilmente la battaglia. Non si dà pace. Non vuole perdere Ruben, anche se negli anni della latitanza ha avuto altri due bambini, Laurenz (9 mesi) e Melodie (2 anni e mezzo). Al primogenito è particolarmente legata. Con lui ha affrontato mille peripezie e per lui ha continuato a scappare con l’intento di difenderlo. Così Lucille, tre settimane fa ha preso carta e penna e scritto una lettera all’ambasciatore italiano in Svizzera. Ma non ha ancora ricevuto una risposta. Nemmeno una conferma della consegna della lettera. E allora sbotta: “Se entro breve tempo qualcosa non si sblocca le conseguenze di questa situazione sarà Ruben a pagarle”. E l’amarezza di Lucille cresce anche quando, al telefono, il figlio le si rivolge soltanto in italiano. “Incredibile – commenta -. Per noi due è una lingua straniera!”. 
 

Insomma, Lucille farà di tutto per riavere Ruben. L’ha sempre ripetuto nelle numerose interviste rilasciate anche nei mesi della sua fuga. Adesso, impotente e disperata, col cuore gonfio di amarezza penserà agli anni della latitanza, ai momenti belli trascorsi col piccolo.  Il figlio che, sei mesi dopo il suo trasferimento in Svizzera, invece di riconsegnare al padre per ordine del Tribunale d’appello di Lucerna, rapisce e sparisce con lui senza lasciare più traccia. Introvabile sino allo scorso 26 ottobre quando la polizia italiana comunica a Bianchi il ritrovamento, in Mozambico, della madre, immediatamente arrestata, sul suo capo pendeva pure un mandato di cattura internazionale.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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