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Il bambino, che adora il papà, dice da sempre apertamente ed esplicitamente di voler vivere con il padre e non con la madre ed il nuovo marito. Col padre si diverte, gioca, ha tanti amici con cui giocare e divertirsi, ma ciononostante non viene dato seguito ai suoi desideri dalla CTR 3. Anzi, persone di questa CTR 3 motivano la loro opposizione - dice il bambino - col fatto che il padre di 72 anni è vecchio e che muore, e che perciò non dà certezze per il futuro, ventilando un'ipotesi di collocamento futuro in istituto. Il padre vive solo, è in ottima salute e in forma prestante: in apparenza uomo di 55 anni, pensionato con tutto il tempo e il desiderio di occuparsi del piccolo che ama tanto, che ha cresciuto da solo mentre la moglie lavorava quando erano conviventi, come anche dopo la separazione.

Dopo il matrimonio di lei però tutto è cambiato. Va precisato che il bimbo è in invalidità e che rappresenta un "partafoglio" di ben 2'500 frs al mese circa, versati al momento alla moglie e al nuovo marito. Il piccolo frequenta 5 giorni alla settimana una scuola speciale del luganese.

Al momento la mamma lavora tutto il giorno ed il nuovo marito è a casa "senza" svolgere attività lucrativa. È quindi quest'ultimo che si occupa del bambino quando giornalemente rincasa dopo la scuola. Fatto rilevante, è che al nuovo marito sono stati tolti i suoi due figli in quanto, dopo perizia psicologica, è risultato genitore non idoneo.

Il nuovo marito ha inoltre un contenzioso con la sua ex moglie a cui deve versare dei contributi alimentari arretrati per i suoi due  figli... Egli, ciononostante, unitamente alla nuova moglie, richiede continuamente al padre biologico del piccolo degli alimenti arretrati, benché la madre del bambino sia tutt'ora debitrice verso il padre biologico di alimenti per la seconda figlia di quando viveva con lui.

È in questo assurdo contesto che, per "tutelare il bene e l'interesse del bambino", la Commissione tutoria regionale 3 (avv Bordoni Giovanna, Patrizia Berger, Maurizio Rossi) si oppone da anni ai leggittimi desideri di ricongiungimento del figlio e del padre. 

Il padre biologico come detto è in pensione e ha tutto il tempo di continuare ad occuparsi a tempo pieno del proprio bambino, come faceva già prima della separazione, visto che anche allora la mamma lavorava a tempo pieno. Invece la CTR 3 lascia che sia il nuovo marito (peritato come non idoneo per i suoi 2 figli) ad occuparsi del bambino. 

Quando i bambini chiedevano di voler stare col padre (con dichiarazioni verbali e scritte) la CTR 3  tacciavano quest'ultimo di manipolatore, ordinandogli di smetterla di "fare il lavaggio del cervello" ai figli. I "figli del padre" non venivano ascoltati... Allorquando la madre e il nuovo marito scrivevano cose diffamatorie contro il padre e facevano firmare le lettere alla figlia adolescente, la CTR 3 non eccepiva e non intervenire. La madre e la "figlia della madre" ottenevano un trattamento diverso. 

Comunichiamo "en passant" che la sorella di 15 anni è stata internata dalla CTR 3 presso l'istituto Vanoni di Lugano, dove degli educatori si occupano dell'educazione della ragazza...

Il ragazzo e la sorella sono stati seguiti dall'assistente sociale Danilo Realini dell'ufficio delle famiglie e dei minorenni del Canton Ticino (Lugano).

ll Movimento Pagageno è intervenuto a più riprese a favore dei minori.

La CTR 3 ha dato ultimamente mandato alla Pro Infirmis, sig.ra Latella (che dal 2005, invano, sollecita la CTR 3 a favore del bambino).

Papageno ed il padre, membro del nostro Movimento, ringraziano la sig.ra Latella per tutto il lavoro svolto finora nell'interesse del bambino. 


L'INTERVISTA VIDEO DEL BAMBINO

È MOMENTANEAMENTE OFF LINE

COME RICHIESTO DEL PADRE PER TIMORE DI RITORSIONI

CONTRO DI LUI E IL BIMBO DA PARTE DEL NUCLEO MATERNO E DELLA CTR 3

 

  

I magistrati, da quanto hanno scritto nel rendiconto annuale 2002 delle attività della prima camera civile del Tribunale d'Appello, dimostrano di ben conoscere i drammi legati ai divorzi: essi sanno che una procedura di divorzio può portare alla rovina famigliare, economica e addirittura portare all'annientamento delle persone e dei figli.

Ma allora Papageno si chiede: cosa hanno intrapreso questi giudici per ovviare a questa ben conosciuta realtà?

La risposta è chiara se vediamo ed analizziamo la realtà delle separazioni e dei divorzi nel Cantone e in Svizzera : nulla di sostanziale.

Una coppia su due divorzia: e i figli sono trascinati in queste lunghissime e costose procedure che non hanno né vinti né vincitori, a totale discapito dell'equilibrio psico-fisico dei figli loro malgrado coinvolti dalle lungaggini e dalle procedure giudiziarie, di cui sono responsabili avvocati e giudici (ad ogni grado di istanza giudicante) che si muovono con arte in grovigli intricati di leggi e procedure a vantaggio del solo genitore affidatario.

Quando finirà questa carneficina? E poi si parla di disagio giovanile... Come possono crescere figli equilibrati in famiglie distrutte da una legislazione e un'applicazione delle leggi inique e impari?

Che il legislatore, gli avvocati e i giudici, oltre i servizi sociali e psicologici che lievitano e lucrano sui divorzi e le separazioni, recitino il "mea culpa"..

Non diamo la colpa esclusivamente ai genitori, sarebbe troppo facile: essi, gli affidatari, illusi e istigati da avvocati, spesso senza scrupoli né coscienza, cercano (con la legge e le procedure dalla loro) di farsi assegnare tutto (figli, casa, alimenti, mobili, auto, cc.) depredando i non affidatari, i quali si difendono come meglio possono, invano...

Nei casi di separazione, l'effetto più tragico per i figli è l'intervenire di una mancanza improvvisa di un genitore. Quando il genitore affidatario si rifiuta di vedere l'ex partner, questa volontà ricade immancabilmente sui bimbi. La domanda che può allora crearsi nelle menti dei piccoli è "se la mamma non ama più il papà e non vuole vederlo, io devo amarli tutti e due o no?"

Da qui, nell'ottica dei nostri figli, nasce la tragedia. Queste affermazioni, fatte dai nostri adorati bambini, non vengono considerate dal genitore affidatario e, anche non prendendo posizione, dalle istituzioni che ruotano attorno ai casi di separazione o di divorzio. Così, quando il genitore non affidatario denuncia casi in cui il genitore affidatario martella i figli dicendo falsità sul padre o sminuendone, con parole o fatti, le capacità genitoriali e umane, le Commissioni tutorie, la Vigilanza sulle tutele, i curatori, eventuali psicologi e altre figure, si scagliano sul genitore non affidatario, criticandone "gli attacchi" contro l'ex coniuge. Questo non fa altro che accrescere, nel genitore non affidatario, (ricordiamo che nella quasi totalità dei casi è il padre) un senso di inadeguatezza che, per amore verso i figli, si tramuta in un allontanamento progressivo che, a volte, arriva fino alla sospensione dei diritti di visita.

Tutto quanto cade, insomma, sulle spalle dei piccoli che, ignari, cominciano a credere di essere la causa della separazione di papà e mamma. Mamme felici e istituzioni soddisfatte. Figli e padri distrutti.

 
Dai casi dei membri del Movimento Papageno: 

  • ogni volta che un padre riaccompagna i figli al termine del diritto di visita, vede esplodere il suo primogenito in gesti di rabbia contro la madre. Con amore paterno si accovaccia e dice ad entrambi i suoi figli che hanno la mamma più brava del mondo e che non potrebbero desiderarne una migliore. Spiega loro che il momento è terribile e che tutti stanno vivendo momenti strani e poco piacevoli. Dice pure loro che è orgoglioso di come si stanno comportando e che, da bravi fratelli, riescono a infondersi coraggio nei momenti più delicati. Lo stesso padre viene poi a scoprire che la madre fa leggere al figlio maggiore le lettere che scrive alla Commissione tutoria nelle quali sottolinea le mancanze della madre e nelle quali esplicita che un intervento delle istituzioni sarebbe opportuno, onde diminuire il disagio dei figli. Il padre avverte di questo le istituzioni che neppure si pronunciano sull'accaduto;
  • in un momento particolare, un padre cerca di spiegare ai figli che, per un breve periodo di tempo, non potrà più frequentarli (in realtà, con gesto di immenso amore, decide di fare un passo indietro per tutelare i figli dalle invasioni delle istituzioni che, cieche davanti all'evidenza, inseriscono un numero sempre maggiore di persone che dovrebbero "monitorare" l'andamento delle cose per trarne conclusioni che, come da casistica del Movimento Papageno, non migliorano lo stato dei rapporti tra ex coniugi e che spesso, al contrario, lo esacerbano). La madre nega al padre questa possibilità. Quando i figli chiedono notizie del papà, la madre si limita a dire: "se non vi vuole vedere, significa che non vi vuole bene..."

Il Movimento Papageno ha ascoltato, analizzato, letto e visto di tutto.

Le vicessitudini personali dei figli dei nostri membri e dei membri stessi nascono da situazioni diverse tra loro le quali convergono tutte in un identico punto. Da una parte ci sono una Commissione tutoria, coadiuvata nel compiere disastri dalla Vigilanza sulle tutele, ci sono dei curatori educativi che proteggono oltre misura i genitori affidatari quando, il loro compito, è quello di interessarsi dei minori.

Dall'altra parte ci sono figli che non hanno più un genitore; figli inascoltati da chiunque e, soprattutto, da quelle istituzioni che nascono ed esistono per farne gli interessi, ci sono genitori non affidatari che hanno da lamentarsi del trattamento riservato ai loro figli dalle Commissioni tutorie, dai curatori educativi e da tutti quegli enti che vi orbitano intorno... È possibile che questi genitori non affidatari abbiano tutti torto? Insomma... i genitori non affidatari sono tutti degli idioti?

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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

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