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Così le scarse conoscenze del tedesco di alcuni funzionari ticinesi e le verifiche insufficienti dei tribunali hanno lacerato la famiglia di "Tamara Rossi"
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha dato torto ai genitori di Tamara Rossi. E ha ripetuto lo stesso errore delle autorità ticinesi, travisando un certificato medico.
Per anni e anni "Cristina e Andrea Rossi" (nome fittizio) hanno sperato che la Corte europea dei diritti dell'uomo facesse giustizia. Invano. Lo scorso marzo i giudici hanno ripetuto l'errore di interpretazione di un certificato medico in tedesco che nel 1996 aveva spinto le autorità ticinesi a togliere ai coniugi Rossi la figlia "Tamara" affidandola alla famiglia "Bianchi".
I documenti che pubblica L'Inchiesta mostrano la differenza tra il certificato medico (in tedesco) e la sua interpretazione da parte delle autorità. Un errore fatale di traduzione su cui si è basata la decisione di portare via Tamara ai genitori. Ora quella decisione sbagliata del 1996 è definitiva.
Matteo Cheda (L'inchiesta 2005; www.consumatori.ch)