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CANTON ZURIGO. Madre ammazzò i suoi tre figli: chiesto l'ergastolo

Da. CdT 23.1.13 pag 9


CANTON ZURIGO
Madre ammazzò i suoi tre figli: chiesto l'ergastolo


Il Ministero pubblico ha chiesto la de­tenzione a vita, per assassinio plurimo e omicidio intenzionale, nei confronti del­la donna di 39 anni che ha confessato di avere ucciso nel 2007 a Horgen (ZH) i suoi due gemellini di 7 anni e nel 1999 la primogenita di sette settimane.
Il Tribunale distrettuale annuncerà la sentenza il 29 gennaio. Deve inoltre deci­dere se la donna debba essere sottoposta a una terapia ambulatoriale, come chie­de l'accusa, oppure stazionaria, come propone la difesa.
Il dibattimento si è concluso con un in­tervento dell'accusata che è scoppiata in lacrime e si è detta «molto dispiaciuta». «Non so come continuare a vivere con questa colpa», ha dichiarato la 39.enne, che ha pure raccontato che dalla sua «confessione choc», fatta all'inizio del dibattimento alla metà di dicembre, suo fratello e i suoi genitori hanno interrotto ogni contatto con lei.
Nella sua requisitoria il procuratore si è in particolare opposto a una misura tera­peutica stazionaria, come aveva chiesto lo psichiatra che ha esaminato l'accusa­ta. Il trattamento stazionario per la cura di turbe psichiche prevede un riesame della situazione ogni cinque anni, per valutare se ci siano i presupposti per una liberazione condizionale. Il procuratore ritiene «inaccettabile che una persona che ha ucciso i suoi tre bambini possa tornare in libertà nel giro di qualche an­no».
Il difensore si è invece detto convinto che la donna ha bisogno di un trattamento intensivo e costante che può essere assi­curato da una misura stazionaria e che, secondo la perizia psichiatrica, dovrebbe durare almeno dieci anni.
Per la difesa inoltre la donna deve essere ritenuta responsabile solo di omicidio intenzionale plurimo, poiché né in un caso né nell'altro c'è stata premeditazio­ne. Ha comunque deciso lasciare al tri­bunale il compito di commisurare la pe­na.
Da notare che ieri in aula non c'era l'ex marito, un 43.enne che ha passato tre mesi in prigione dopo i fatti e che si è poi costituito parte civile.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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