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Sono cambiate le aspettative prevale la logica contrattuale

Da: www.caffe.ch; 5.7.09

Si continua a salire l’altare, ma alla prima difficoltà si corre dall’avvocato

Patrizia Guenzi

La coppia come mezzo per una realizzazione personale. Questo, oggigiorno, spinge ancora una donna e un uomo ad unirsi in matrimonio, malgrado in futuro almeno un’unione su due sia destinata a fallire. Non c’è disaffezione, come si potrebbe pensare e si continua a dire “sì”. È l’opinione di Eric Widmer, professore di sociologia all’università di Ginevra, che sottolinea il fatto, positivo, che si continui comunque a salire l’altare. Ma si spieghi meglio professore, non suona un po’ come un controsenso cercare un’altra persona per poi, come dire… farsi un po’ i fatti propri e pensare per sè? 

“Tutta la società ci spinge a ragionare individualmente, le carriere professionali, i divertimenti, la pubblicità… Ogni cosa è improntata a questo modello”.

È il prezzo che dobbiamo pagare per la modernità?

“Sì, ma non lo chiamerei prezzo. Non è così negativo come può sembrare”. 

Cioè?

“Gli individui hanno bisogno degli altri per vivere, e su questo non si discute. Si sa che chi è sposato vive più a lungo, è meno soggetto alla depressione, è professionalmente più stabile… Insomma, i vantaggi sono importanti. Ma i coniugi possono anche disaffezionarsi presto perché queste premesse non implicano, infatti, una fedeltà eterna”.

E allora professore, come dire fin che va bene ok, poi eventualmente ci si guarda attorno e si forma un’altra coppia?

“Recenti studi spiegano che sono cambiate le aspettative. Le persone si sposano di più basandosi su una logica contrattuale e meno su una logica a lungotermine”.

Quindi, un’unione più mirata ad uno sviluppo personale e non più vissuta come un modo per creare una famiglia, per crescere, per fare un cammino assieme?

“Importa lo sviluppo di sé. Molto meno mirare ad una logica di sviluppo personale, emozionale, psicologico dell’altro”.

E la delusione è dietro l’angolo…

“Ovvio. Finché non ridaremo importanza allo stato d’animo del partner, ai segnali che ci lancia, allo specifico momento di vita in cui si trova le cose non cambieranno”. 

Veniamo ai figli, aiutano ad evitare la crisi in una coppia o no?

“È vero che prima di avere figli i coniugi si somigliano di più, per passioni, gusti, desideri… Poi, con l’arrivo della prole si scombussolano molte certezze, gli obiettivi dell’uno e dell’altra possono mutare. E a questo punto è facile che i tragitti di vita divergano portando la coppia ad una inevitabile rottura”.

Insomma, non ci sono trucchi per far durare un matrimonio, questo è certo. Se non la consapevolezza di voler camminare assieme…

“E sta proprio qui la difficoltà. La quotidianitâ, inutile nasconderlo, è faticosa, presuppone impegno, sollecitudine, premura l’uno verso l’altro”.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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