Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Assoluzione per i falsi abusi della bassa modenese. Come far perdere 4 figli e farla franca

Da:  http://www.adiantum.it del 11.06.2010 (link all'articolo)

Assoluzione per i falsi abusi della bassa modenese. Come far perdere 4 figli e farla franca.

Di Massimo Bonaventura. La caccia alle streghe ha sempre funzionato, tanto nel passato - allora era sufficiente una semplice diceria per eliminare povere donne e uomini innocenti  - così come nel presente.

Oggi si preferiscono mezzi più moderni, ma la sostanza è sempre la stessa: la diceria ha trovato ospitalità nella rete web, dove moderni aspiranti cacciatori di stregoni urlano slogan terrificanti e dipingono una società invasa da pedofili in agguato ad ogni angolo di strada; le false accuse trovano asilo nelle aule dei tribunali penali e minorili, dove un rito senza contraddittorio fa sembrare queste istituzioni non troppo distanti dalla santa inquisizione di quel tempo che fu; padri e madri, indistintamente, vengono "uccisi socialmente" ed eliminati di fatto.

E' una morte dell'anima, non del corpo, ma è peggio che bruciare sul rogo.

E ancora oggi, come allora, c'è chi perde la propria famiglia, i propri figli, e chi lo ha consentito la fa franca. I moderni inquisitori arrivano all'improvviso, di soppiatto, e con fare felpato ti distruggono la vita. Tanto, se sbagliano, pagano poco o niente, e banti con il prossimo caso.

Odio profondamente questa gente impunita - Voi no ? -, e leggendo dei poveri coniugi Covezzi/Morselli non posso fare a meno di immaginare i nostri inquisitori del terzo millennio  - quelli che segnalano, accusano, confermano, puntano il dito... - nel loro fare quotidiano, mentre accudiscono i propri figli, preparano da mangiare, escono per strada a salutar gli amici....ma come fanno ?

Dove trovano il fegato di dormire tranquillamente di notte, dopo aver fatto errori madornali di giorno ?

Tutto questo è insopportabile, lo sanno bene anche Delfino Covezzi e Lorena Morselli, i coniugi di Massa Finalese (Modena) accusati di aver commesso abusi sessuali sui loro quattro figli. Da ieri i due vivono il loro primo giorno da innocenti: la corte d’Appello di Bologna li ha assolti perché il fatto non sussiste, ribaltando la sentenza del Tribunale di Modena che in primo grado, nel 2002, li condannò a 12 anni.

La loro storia fece il giro d’Italia perché marito e moglie, in un primo momento, furono accusati anche di riti satanici nei cimiteri della bassa Modenese. L’indagine, nata nel 1998 dal racconto di un bambino, coinvolse i parenti della coppia e anche un prete, don Giorgio Govoni, morto di crepacuore e ‘assolto’ post mortem. Oggi la Chiesa modenese chiede a gran voce la sua beatificazione.

Con la pronuncia della corte di appello crollano le mura del castello di carta costruito dall'accusa: da novembre di quell’anno (2002) Lorena e Delfino non vedono più i loro figli, oggi affidati ad altre famiglie e residenti in località segrete. 

E ora che si fa ? Chi pagherà per tutto questo ?

La coppia ha un altro figlio, e per non perderlo (c'era il concreto timore che gli imbecilli di cui sopra sottraessero anche il neonato) Lorena Morselli si è trasferita in Francia, mentre il marito è rimasto ad abitare nel Modenese. Ci sono voluti dodici anni per riconoscere una verità palese fin dall’inizio. Una famiglia è stata distrutta, i servizi sociali che hanno seguito il caso e i giudici di Modena hanno dato credito a testimonianze veramente deliranti. Il risultato è stato che la famiglia Covezzi è stata letteralmente perseguitata e ha perso quattro figli. E' un’utopia ricostruire questo nucleo, visto che quei bambini, ormai adulti, non considerano più Delfino e Lorena loro genitori.

E mentre cresce l'attesa per l'esito sui presunti abusi di Rignano Flaminio (altro "fattaccio" italiano, ne vedremo delle belle anche lì...), questa storia ci insegna tante cose: la pedofilia esiste, così come esisteva cinquant'anni fa, e bisogna tener d'occhio i nostri bambini. A chi ha sollevato il coperchio di questo fetido pentolone va il merito di aver dato la forza, a chi non ne aveva per pudore e vergogna, di denunciare gli abusi che prima rimanevano celati nell'ambito familiare.  Però, allora come adesso, manca un pezzo per comporre il puzzle: i tribunali non sono preparati ad arginare il fiume in piena di accuse che da questa "rivelazione familiare" derivano. Pochi giudici, peritus peritorum, hanno mezzi cognitivi autonomi e una buona preparazione per capire chi è colpevole, e chi è vittima di false accuse. Egli, sempre di più, finisce con il delegare le soluzioni giudiziarie a terzi (assistenti sociali e psicologi ASL, in primis) i quali, così facendo, diventano essi stessi "magistrati giudicanti" senza toga. La sorte di una famiglia dipende dalla competenza (o dalla incompetenza) di tizio e caia.

E mentre la famiglia Covezzi cerca di rimuovere le proprie macerie affettive, tizio e caia sentenziano ancora allegramente, e la fanno franca. Il passato non conta più, avanti con il prossimo errore.


Fonte: Redazione

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts