Da: www.caffe.ch 13.2.11
Quando non c'è accordo tra la coppia e decide il giudice
Autorità parentale e affidamento nervi scoperti nei divorzi
MAURO SPIGNESI
"Oggi c'è una tensione fortissima, una situazione esplosiva. Il 60 per cento dei matrimoni salta. Il restante 40 regge, trova un suo equilibrio ma resta zoppo: la coppia non scoppia per questioni di soldi, o perché c'è un amante di mezzo e va bene così, o perché ci sono figli piccoli, che alla fine, come nel caso delle gemelline di Losanna, sono le vere vittime di questa situazione". L'avvocato Daniele Jörg nella sua carriera si è occupato di divorzi con strascichi devastanti, altri tesi ma comunque gestiti sul filo della ragionevolezza. Pochi davvero sereni. E questo perché tutto ruota attorno a due norme, due nervi scoperti che regolano l'autorità parentale e l'affidamento. La legislazione svizzera, come ha più volte denunciato l'associazione "Papageno", che raccoglie e offre assistenza ai padri divorziati e separati, per molti è sbilanciata a favore delle donne.
Tutto tendenzialmente funziona se una coppia in sede di divorzio decide in partenza di siglare un patto che solitamente è omologato dal giudice. Altrimenti, in caso di rottura tra le parti, è appunto quasi sempre la donna a prendersi carico dei figli. "Ma questo - riprende Jörg - anche perché molto spesso tanti padri quasi pretendono l'autorità parentale congiunta. Cioè vogliono decidere sul futuro dei propri figli. Ma pochi chiedono invece l'affidamento condiviso, perché è pesante, si tratta di tenere più spesso in casa i ragazzi, accompagnarli a scuola, seguirli giorno per giorno. Poi però magari gli stessi padri vanno a litigare sul diritto di visita, perché li vogliono nel week end o per portarli in vacanza".
13-02-2011 01:00


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