Da: Mattino della domenica 7.6.09 pag 22 (leggi l'articolo in pdf)
Questa "poesia" (ndr: leggi sotto), se si può ritenere tale, creata sulla base delle nostre leggi e caldeggiata/sponsorizzata gentilmente dalla magistratura, dai pretori, dalle tutorie dalla vigilanza delle tutele, dagli avvocati è offerta a tutti quei giovanotti che non sanno ancora a cosa vanno incontro, ed in particolar modo un grande pensiero a tutti quei poveri ex-padri che non vedono più i loro figli, ma uno ancor più grande per i figli che non vedono più i loro papà.
Aldo Pedroni, Aurigeno
Quel giorno magico l'incontrai,
e di lei mi innamorai,
la portai in giro per il mondo
ci piaceva sentirci un vagabondo,
decidemmo di sposarci in due,
e non tardarono ad arrivare i magnifici figli che furono due,
ma poi dopo molti anni che pensavo solo a te,
vengo a scoprire che siamo in tre,
non solo il cuore m' hai spezzato
o mio antico amore adorato,
ma anche i nostri figli hai turbato,
l'amore del loro padre gli hai levato,
disorientando i loro sentimenti
di tutto gli hai raccontato sapendo che menti,
e io che pensavo avevi un cuore d'oro,
come hai fatto a non capire che facevi male a loro?
Nella tua battaglia li hai coinvolti,
di diversi avvocati ho visto i volti,
perdendo ambedue salute e danaro,
per un tuo capriccio avaro,
come tuo amico un pretore,
interminabili quelle ore,
hai ottenuto il mio allontanamento,
non vedere più i figli che sgomento,
son diventato buono solo per lavorare,
per i figli ci sono solo per pagare,
non gli permetti nemmeno di telefonare,
ma nemmeno ci tieni ad informare,
scarichi sui figli il tuo odio nei miei confronti,
non ti accorgi che gli fai danni come bisonti,
forse un giorno andrai a lavorare,
ora nella casa del tuo amico ti vuoi preoccupare,
la convivenza vuoi negare,
tu dici è solo coabitare,
tu forse vai a meraviglia,
ma anche per le imposte io non ho famiglia,
sperando sempre in un risveglio della tua coscienza,
ormai in molti pensiamo che ne sei senza.


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