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Così la giustizia ti ruba i figli e non solo....!

Spett.le Movimento Papageno, con la presente Vi autorizzo a poter pubblicare e rendere pubblica la documentazione in  allegato . Cordiali Saluti. Giuseppe Pasqui

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Così la giustizia ti ruba i figli e non solo....!     
Salve,
mi chiamo Giuseppe Pasqui, ho 51 anni e risiedo a Castelmaggiore (Bo), sono tra i fondatori della associazione “genitori sottratti”, confesso che erano anni che maturavo l'idea di poter rendermi utile a coloro che a seguito di una separazione, si trovano loro malgrado ad esser allontanati dai propri figli senza valide ragioni. Sarà perché io stesso ho vissuto e sto tutt'ora vivendo sulla mia pelle una lunga e dolorosa separazione,chiesta,voluta e ottenuta dalla mia ex moglie che mi induce a  ritenere,con estrema consapevolezza genitoriale,che il “tribunale” sia il luogo più inidoneo per la gestione del diritto di famiglia, ed in particolare in materia di separazione e affido dei figli. La percezione conseguente e' di ingiustizia, frustrazione e di abuso subito tanto più dalla legge "quale sistema che amministra la giustizia”.

Per non parlare degli strascichi dolorosi dopo anni di attesa,dettato da un “sistema giustizia” che sottrae i figli a chi li ama veramente senza prima attuare doverose distinzioni fra persona e persona, scevre da ogni sorta di pregiudizio di genere. Stanco e profondamente indignato nel constatare di quanto accade nelle aule dei tribunali, capaci di "espropriarti" della casa sudata dopo anni di duri sacrifici, privandoti persino dei ricordi, gli amici, i vicini, costretto a continui traslochi, sobbarcandomi pure l'onere a pagare l'affitto  e lontano dal posto di lavoro. ma niente a confronto del sacrosanto diritto-dovere di continuare ad essere padre a pieno titolo: “diritto pagato a caro prezzo..dove gli unici a guadagnarci sono proprio coloro che senza alcuno scrupolo, giocano coi tuoi sentimenti, rendendo di fatto i nostri figli orfani di genitori vivi...!” Le leggi, non dovrebbero mai occuparsi dei sentimenti, in quanto tolgono la libertà' di amare e non solo...senza che nessuno si accorga di questa violenza! un vero inferno di cui non potevo certo immaginare il giorno in cui la mia ex moglie decise di “buttarmi” in mezzo ad una strada. Si va a separarsi,a liquidare una famiglia, di amore, di figli, di equilibri, insomma  tutto cio su cui si basano i nostri affetti e da cui trae vita e speranza la nostra società'...con la stessa leggerezza con cui si va al bar a bere un caffè'. Questo e' un mondo pazzo. Ancor oggi quando sento parlare di diritto della famiglia, mi si accappona la pelle,sarebbe meglio infatti precisare  di diritto di un solo componente della famiglia, l'altro ha solo doveri. Elencarli sarebbe ancor piu' inutile e dispendioso come lo è' per qualsiasi cittadino che si appella alla giustizia sperando d’ottenere almeno un po' di equità'. Dopo quasi 4 anni di inutili e dispendiose battaglie legali passati dentro i tribunali, a distanza di 3 anni fortunatamente alcune cose sono cambiate, mio figlio divenuto maggiorenne, ha scelto di venire a vivere con me. Supponevo o almeno credevo che invertendo i ruoli tra genitori,godessi dello stesso trattamento riservato per anni alla madre, anche in seguito al fatto che non disponendo di altre unita' immobiliari, oltre quella in comproprietà' occupata dalla ex moglie, verso ogni mese il canone d’affitto e partecipo a tutte le spese straordinarie della casa in comproprietà', mentre la ex moglie, pur disponendo di reddito proprio, non contribuisce in alcun modo, neanche alle spese mediche del figlio.Sebbene disponga di proprietà' immobiliari ereditate oltre 7 anni fa, occupa gratis la casa in comproprietà' assegnatole dal giudice quasi 7 anni addietro. Richiedo al tribunale, vista la situazione e le condizioni economiche non certo da fame della ex moglie, di contribuire al mantenimento e al sostegno economico a favore del figlio, come peraltro mi prestavo a fare io, per gli anni che mio figlio viveva con la madre. Dopo quasi 2 anni, il giudice dispone a carico della ex moglie a corrispondere per il mantenimento del figlio, non economicamente indipendente, la miserevole somma di 80 euro mensili a far data dalla pubblicazione della sentenza, intendendosi regolato (bonta' sua) il periodo precedente.! Conclude disponendo a mio carico all'intero esborso relativo alle spese straordinarie necessarie per il figliolo, sollevando la madre da qualsiasi corresponsione...! e non finisce qui, e' constatato che i presupposti per l'assegnazione del domicilio coniugale, di cui continua a godere gratis esclusivamente la ex moglie,viene rigettata, motivando con quanto descritto: "infatti, il figlio decideva liberamente di trasferirsi con il padre,in altra abitazione del padre presa in locazione,così' dimostrando di avere reciso il legame fatto di abitudini ed affetti che gli aveva sempre fatto preferire rimanere nella casa coniugale. “Tutto questo deciso da un giudice senza essersi mai degnata di ascoltare o tantomeno interpellare mio figlio, decidendo e sostituendosi a lui in tutto e per tutto,persino negli affetti..bensì' e' vero esattamente il contrario, a malincuore e' stato costretto a dover lasciare la casa dove oltre ad aver vissuto la sua infanzia, conserva ancor oggi tutti gli amici e vicini di casa, ma per forza di cose volendo vivere col padre, sembra destinato a subire pure lui la stessa punizione...!  ma non credo d’esser l'unico ad aver subito tanto accanimento giudiziario e invito chiunque sia passato in questo inutile e dispendioso “bagno di sangue” a contattarmi via e-mail. Confesso che tutto ciò' mi ha un bel po' affaticato e mi ha almeno presentato, anche se non del tutto fatto accettare,una scala di valori assai diversi in tema di separazioni e divorzi,tanto da pensare che questa e' la giustizia delle donne,gestita dalle donne, a favore delle donne. Se poi consideriamo i tempi vergognosi di cui si prende la giustizia, ci troviamo che fanno prima i nostri figli a divenire maggiorenni e, come nel mio caso e di tanti altri, sono i figli stessi a fare giustizia, decidendo di andare a vivere con l'altro genitore,che in maniera ignobile gli era stato sottratto.  Intanto i momenti e gli anni persi con i tuoi figli, stai sicuro che non c'e' nessun giudice in grado di restituirteli. Pur nonostante vi sia una legge ben precisa in merito, legge 54/2006, meglio conosciuta come “affidamento condiviso”, ancor oggi purtroppo regna molta discrezionalità' ed incertezza nell'applicarla da parte della magistratura. Stiamo assistendo ad un vero "golpe" istituzionale; la magistratura si sostituisce impunemente a quanto approvato dalla legislatura. Pazzesco!  Ormai e' sotto i riflettori di chiunque constatare di quanto stia accadendo in questo “strano” paese, sembra ormai che l'unico vero reato,consista nell'esser onesti e a pretendere il rispetto della legalità'; manca la certezza della pena, ma se ci guardiamo attorno, constatiamo che manca pure la certezza del diritto, persino quella dei bambini ad avere accanto entrambi i genitori, anche dopo la loro separazione. La responsabilità'..? servizi sociali, avidi avvocati, i tribunali...e pure il silenzio di tanti. Pensate che questa sia un' accusa.? Si lo e'...e senza timore di smentita. Come scrisse Socrate: "Chi assiste al male senza opporvisi, non e' certo migliore di chi lo compie". Chi presta il fianco a chi cerca vantaggi personali conquistandoli sulla pelle dei figli, non può' esimersi dalla propria complicità'...la peggior complicità' che io conosca. L’aumento esponenziale di separazioni e divorzi, ha allontanato fisicamente molti padri dalla casa dei figli.  Si calcola che oggi in Italia ci siano circa 8 milioni di genitori separati, con 140 mila separazioni/divorzi solo nel 2007,che hanno coinvolto oltre 91 mila bambini e ragazzi, i tempi medi di permanenza dei figli con il padre sono stimati ancora solo al 18% rispetto al 72% che i tribunali concedono alla madre (dati Istat) . Eppure in questi ultimi anni qualcosa sta cambiando e sembra farsi avanti, nella coscienza di educatori e genitori, ma anche degli studiosi e dei terapeuti, la consapevolezza che l'interruzione della catena padri-figli stia alla radice del forte disagio espresso dai giovani. Il grido di dolore che si leva dai figli senza padre e dai padri cui sono stati tolti i figli costringe la nostra società' a interrogarsi sui guasti creati dall'assenza del padre.    E questo dovrebbe indurre molti a sforzarsi e a riflettere.                                      

giuseppe pasqui

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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