Una famiglia senza matrimonio
Parte prima
Come tanti giovani uomini, giunto in una età dove spasso e divertimento non costituivano oramai più una necessità essenziale, sentii il bisogno (allora corrisposto) di concretizzare i propri sentimenti nel profondo vincolo del matrimonio. Due persone unite per la vita, dichiaravano il proprio amore al resto del mondo.
Il matrimonio: il giorno più bello della mia vita… e giuro, lo dico senza ironia di sorte!
Il desiderio di una famiglia era irrefrenabile, istintivo, primordiale…
L’acquisto di una casa tutta nostra (e non crediate che si trattasse di
una topaia), con due stipendi che ci permettevano di soddisfare quasi
tutti i nostri desideri. In altre parole felicità!
Non passarono tre anni, che cosa ci è successo, tutt’ora non sono in
grado di dare una risposta esaudente, ma sostanzialmente una sola
persona era veramente felice (il sottoscritto), mentre la mia dolce
consorte no…
Non sono mai stato un tipo venale, quindi nella mitica convenzione lasciai quasi tutto alla dolce metà. Il mio dolore era ben altro, l’umiliazione di avere fallito, di non essere stato in grado di concretizzare i propri sogni in una famiglia felice, mi hanno divorato il cuore.
Un aneddoto: il Pretore, spinto da una non ben definita sadica curiosità, mi chiese alla fine del dibattimento, se un giorno mi sarei mai risposato. Nonostante tutto ero assolutamente lucido e riposi con un perentorio NO secco! Esistono mille altre vie per dimostrare il proprio amore, esclamai! Lui sorrise, senza dir nulla, ma la sua espressione parlava chiaro, come per dire: "vedrai che, come tutti, ci ricaschi come un pollo…"
Parte seconda
Essendo una persona estremamente razionale, mi fermai a
riflettere: se in una promessa per la vita possiamo garantire al 100%
solamente la propria parte, esiste il ragionevole dubbio che prima o poi
si potrebbe andare incontro ad un qualche piccolo inconveniente…
Nonostante questa saggia premessa m’innamorai nuovamente e
l’irrefrenabile istinto di una propria famiglia si fece nuovamente
sentire, solo che questa volta i patti sarebbero stati chiari sin da
subito: il matrimonio non è l’assioma per dimostrare il proprio amore!
Credo che la mia attuale compagna abbia compreso e condiviso il
concetto, rendendosi conto che anche senza il matrimonio si potevano
definire seri fondamenti per una relazione stabile e duratura.
Non da ultimo, mica mi ero scordato della sfida personale col Pretore… Col cavolo che l’avrei data vinta!
Terza ed ultima parte
La dolce attesa è turbata solo da "piccole persone" che, citando
De André, "come Gesù nel tempio sanno dare solo buoni consigli…",
cercano di terrorizzarti in tutti i modi: " ah, vedrete che se nasce e
non siete sposati… bla, bla, bla…" di tutto e di più, la fantasia umana
non ha veramente limite in fatto di stupidità.
Il primo figlio: il giorno dove scopri che niente al mondo è tanto bello!
Il secondo figlio: si confermava la teoria del primo, mi sentivo realizzato, eravamo una famiglia! La nostra famiglia…
La legge: il riconoscimento (legale) del piccolo, prima o dopo la
nascita, non è obbligatorio e tantomeno lo è la sottoscrizione del
contratto per l’obbligo di mantenimento di minori unitamente al diritto
alle relazioni personali.
Su questo punto desidero soffermarmi un attimo per una riflessione: per
legge nessuno ti obbliga a far nulla… Vero, ma personalmente ho ritenuto
che fosse un atto umanamente e cristianamente doveroso verso la mia
compagna e verso i nostri due bambini, in un certo qual modo una
dimostrazione dell’amore che provavo nei loro confronti. Giusto o
sbagliato che fosse, ho sentito questa necessità interiore di volermi
comunque "esporre" nero su bianco. Anche se fondamentalmente non essendo
una bestia, qualsiasi cosa fosse successa nelle relazioni con la mia
compagna, non avrei mai lasciato nell’indigenza i miei due figli, ma il
fatto di garantirlo nei termini legali mi diede soddisfazione e mi fece
star bene!
La commissione tutoria regionale: come giustamente dice il termine
l’obbiettivo è di tutelare i più deboli ossia i figli ed il contratto
di mantenimento è il suo strumento.
Non so per quale strano motivo nel 2003 con il primo figlio ottenni importi decisamente irrisori.
Con il secondo figlio nel 2007 la Signora della tutoria mi saltò fuori
con le famigerate tabelle di Zurigo!!! Ma dico si rendono conto che gli
stipendi di Zurigo non sono quelli del Canton Ticino?
È una cosa talmente stupida e banale che quando sento certi sventurati
papà a cui il pretore di turno ha sentenziato l’ennesima mazzata, sto
male per loro…
Tornando alle indecenti proposte della Signora, gli dissi chiaramente
come la pensavo in materia di tabelle di Zurigo… Dopo avere
mercanteggiato sugli importi, arrivammo a cifre più ragionevoli.
Ovviamente tengo a precisare che poi al momento dell’effettivo bisogno
quest’ultimi possono essere (giustamente) rivisti secondo le reali
esigenze o presunte tali… in quanto é anche vero che si potrebbero
trasformare in un indiretto sostentamento della ex compagna, ma tutto
sommato sono sicuramente meno pericolose di certe assurde sentenze…
Svantaggi: uno solo, se dovessi crepare domani, niente rendita AVS
per la compagna, si deve arrangiare con mezzi propri... Gli orfani
qualcosa prendono…
Nei vantaggi potrei citare le imposte, dove siamo considerati con le
aliquote dei coniugati ma non si sommano i due stipendi e se la compagna
non lavora (casalinga a tempo pieno) lei e i figli hanno diritto al
sussidio cantonale per la cassa malati… Senza dimenticare che ha
pienamente diritto alla rendita del II° pilastro… (ovviamen dopo 5 anni
di comprovata convivenza).
Una mia modesta riflessione: una famiglia senza matrimonio, vinti certi preconcetti popolari, non è un’utopia ma una logica conseguenza dei nostri tempi. Vi assicuro che i suoi fondamenti sono in tutto e per tutto i medesimi di una coppia regolarmente coniugata, con l’unica piccola ma essenziale differenza di essere (fortunatamente) maggiormente libera dal nostro sistema legislativo.
Desidero, per concludere, esprimere tutta la mia solidarietà ai
tanti sventurati amici, vittime di un sistema che, oltre aver perso
totalmente la sua credibilità, è oramai distante anni luce dal suo vero
fine e desidero inoltre esprimere la mia stima a tutti coloro ed alle
associazioni come "Papageno" che da anni si battono contro l’ottusa
applicazione di regole fuori da qualsiasi concetto di umana
carità!
Roberto


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