Da: Il Mattino della Domenica "Rubrica Papageno: in nome dei padri" del 10.10.10 pag. 11 (Mattino in pdf)
Ciò che i futuri mariti devono sapere prima di sposarsi e che nessuno osa dir loro
Premettiamo che il movimento Papageno è favorevole al matrimonio. Tuttavia, considerato il diritto sul divorzio in vigore nel nostro paese, consiglia ai futuri probabili padri separati o divorziati la scelta "meno peggiore": la Convivenza!
Papageno ritiene necessario informare i giovani e gli uomini intenzionati a commettere matrimonio sugli "Effetti collaterali", ossia "Le catastrofiche conseguenze che questo contratto implica al momento della separazione dalla moglie".
Il 55-60% dei matrimoni in Ticino termina con una separazione o un divorzio. In Ticino la legge produce all’anno 500 nuovi "orfani di padre vivo" che vivono in neocostituiti nuclei "monoparentali". I padri perdono figli, affetti, casa e vengono ridotti a "papà-bancomat". La legge, i pretori, le tutorie, le istituzioni, gli operatori sociali, i medici, gli avvocati e gli altri personaggi della grande fabbrica del divorzio volteggiano attorno ai ruderi della vostra relazione, "difendendo gli interessi delle parti" a suon di onorari da capogiro. Il tutto per il presunto “bene dei figli”! Questi sono solo alcuni aspetti dei drammatici sviluppi che il futuro “ex marito padre" dovrà affrontare.
Cosa succede ai "padri sposati" quando si separano o divorziano?
- i figli sono affidati d'ufficio alle madri. Lei può portare i figli in un altro Cantone o all'estero, anche se il padre si oppone;
- la prassi vuole che il padre possa incontrare i figli 4 giorni al mese, madre permettendo! Nel 30% dei divorzi il padre perde ogni contatto con i figli;
- il padre "è condannato" a pagare alimenti ai figli secondo le famigerate Tabelle di Zurigo (fino a 2'115.- fr al mese per un figlio);
- la casa o l'abitazione coniugale (anche se di proprietà del marito) è attribuita d'ufficio alla madre;
- la metà della Cassa Pensione e dell'AVS maturata dal marito, dal matrimonio fino alla "crescita in giudicato" del divorzio, va d'ufficio alla ex moglie;
- alla ex moglie sono dovuti alimenti e potrebbe riuscire a farsi mantenere a vita dall'ex marito...
Invece, ai "padri conviventi" quando si separano accade "solo" che:
- i figli sono affidati d'ufficio alla madre. Lei può portare i figli in un altro Cantone o all'estero, anche se il padre si oppone;
- la prassi vuole che il padre possa incontrare i figli 4 giorni al mese, madre permettendo! Nel 30% delle separazioni il padre perde ogni contatto con i figli;
- il padre "può essere condannato" a pagare alimenti ai figli secondo le famigerate Tabelle di Zurigo (fino a 2'115.- fr al mese per un figlio).
In sostanza, il padre sposato che si separa o divorzia è destinato alla rovina più completa, sia dal punto di vista affettivo che finanziario. Perde tutto! Il solo diritto garantitogli è il minimo vitale (1'200.- fr + affitto e cassa malati), "reddito ipotetico" permettendo... Non potrà più "rifarsi una vita". Al contrario, al padre convivente che si separa rimangono a carico gli alimenti per i figli ed il "lutto" continuativo della loro "perdita"...il che non è poco! Infatti, come il padre divorziato, egli è privato del proprio ruolo educativo e della continuità nel rapporto con i propri bambini. Nonostante tutto, potrebbe riuscire a "rifarsi una vita", non avendo "alle costole" una ex moglie (con avvocati a seguito, stipendiati dallo Stato) che per anni lo spreme come un limone.
In conclusione, alle future madri conviene sposarsi, ai futuri padri convivere. Questo paradosso la dice lunga sulla grave situazione di discriminazione in cui versano i padri separati... ancora molto peggio se "ex mariti".
L'assodata disparità di trattamento in caso di separazione o divorzio tra i due genitori dimostra che nel nostro paese il diritto del divorzio favorisce in modo "scandaloso" le madri e nega la bi-genitorialità ai figli, rendendoli di fatto orfani di padri vivi. La politica familiare in Svizzera e nel nostro cantone è fallimentare su tutta la linea. I nostri politici devono intervenire al più presto a livello legislativo (cantonale e federale) e i Giudici cominciare ad applicare la legge secondo diritto, equità e buon senso, nel reale interesse dei minori, garantendo ai figli la presenza equa del padre e della madre, per sempre.
Una famiglia senza matrimonio: la testimonianza di Roberto, un padre che ha preferito la Convivenza al Matrimonio. Come tanti giovani uomini, giunto in una età dove spasso e divertimento non costituivano oramai più una necessità essenziale, sentii il bisogno (allora corrisposto) di concretizzare i propri sentimenti nel profondo vincolo del matrimonio. Due persone unite per la vita, dichiaravano il proprio amore al resto del mondo. Il matrimonio: il giorno più bello della mia vita... e giuro, lo dico senza ironia di sorte! Il desiderio di una famiglia era irrefrenabile, istintivo, primordiale...L'acquisto di una casa tutta nostra (e non crediate che si trattasse di una topaia), con due stipendi che ci permettevano di soddisfare quasi tutti i nostri desideri. In altre parole felicità! Non passarono tre anni, che cosa ci è successo, tutt'ora non sono in grado di dare una risposta esaudente, ma sostanzialmente una sola persona era veramente felice (il sottoscritto), mentre la mia dolce consorte no...Il divorzio: il giorno più brutto della mia vita. (continua a leggere la testimonianza di Roberto nel sito www.miopapageno.ch inserendo nella funzione "Cerca nel sito..." la parola chiave testiroberto)


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