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Amnesty International: i governi del mondo tradiscono gli impegni del 1948

Da: La regione, 28.05.08, pag 11

Sessant'anni di diritti perduti
Amnesty International: i governi del mondo tradiscono gli impegni del 1948


Londra - A sessant'anni dalla Dichiarazione Universale dei di­ritti umani, il mondo è la foto­grafia esatta di quanto i principi del 1948 sono stati disattesi. Per questo, Amnesty International chiede ai leader mondiali di por­gere le proprie scuse per il loro fallimento, invitandoli a rinno­vare subito gli impegni sotto­scritti nel 1948. L'occasione è la presentazio­ne del Rapporto Amnesty 2008 che analizza la situazione dei di­ritti umani lo scorso anno in 150 Paesi. "I governi devono scusar­si per aver tradito i principi della Dichiarazione universale e per sessant'anni di fallimenti", chie­de l'organizzazione, ricordando che "il 2007 è stato caratterizzato dall'impotenza dei governi occi­dentali e dall'ambiguità o rilut­tanza delle potenze emergenti ri­spetto ad alcune delle peggiori crisi dei diritti umani".
Lascia "sbigottiti", in primo luogo, l'atteggiamento degli Usa, che come Stato più potente del mondo "ispirano la linea di con­dotta agli altri governi". Ma la guerra al terrore è stata, anche nel 2007, il contesto in cui è stata commessa la gran parte delle violazioni dei diritti umani. Cen­tinaia di prigionieri a Guantana­mo Bay (base Usa a Cuba) e a Ba­gram (Afghanistan) e migliaia in Iraq non sono ancora stati processati né addirittura for­malmente accusati.
"Il presidente Bush - denun­cia inoltre Amnesty - ha autoriz­zato la Cia a ricorrere ancora alla detenzione e agli interroga­tori segreti, sebbene ciò si confi­guri come crimine internaziona­le di sparizione forzata". Un cri­mine commesso con la compli­cità di alcuni Paesi membri del­l'Unione Europea che, secondo Amnesty, si sono voltati dall'al­tra parte o hanno partecipato di­rettamente a casi di sequestro, detenzione segreta e trasferi­mento illegale di prigionieri ver­so Paesi in cui sono stati sottopo­sti a torture o ad altri maltratta­menti.
Nonostante la moratoria con­tro la pena di morte approvata dalle Nazioni Unite e la generale tendenza registrata negli ultimi anni verso l'abolizione o la so­spensione delle esecuzioni capi­tali, Amnesty riporta che alme­no 1252 persone sono state giusti­ziate nel mondo. Nella sola Cina, dove le statistiche sulla pena di morte sono segreto di Stato, si stimano almeno 470 esecuzioni. Anche la Russia ha represso nel corso del 2007 il dissenso poli­tico e le manifestazioni pacifiche come il Gay Pride. Giornalisti e avvocati sono stati minacciati e aggrediti.
"I governi devono dire da che parte stanno - chiude Amnesty - se la Dichiarazione universale dei diritti umani è da rispettare o se è facoltativa". ANSA/RED




KEYSTONE
Diritti traditi

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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