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Cartella sanitaria (medici, psicologi, ecc.), consultarla è un diritto.

Da: La Regione, 19.08.08, pag 3

<>Cartella sanitaria, consultarla è un diritto
Lo ricorda ai pazienti un prospetto sulla protezione dei dati che sarà presto distribuito negli ospedali


Non tutti sanno che in ospe­dale è possibile consultare la propria cartella sanitaria, aver­ne una copia o aggiungervi os­servazioni se quelle dei medici non convincono.
A informare la popolazione sui documenti clinici che ci ri­guardano ci ha pensato Priva­tim, l'Associazione svizzera de­gli incaricati alla protezione dei dati che ha pubblicato il pro­spetto "La sua cartella sanitaria - i suoi diritti". La brochure è appena stata tradotta in italiano (anche grazie all'Ufficio promo­zione e valutazione sanitaria del Dipartimento sanità e socia­lità) e a breve sarà distribuita negli ospedali pubblici del can­tone.
« Si tratta di un pieghevole che informa sui diritti del paziente in merito alla sua cartella clini­ca », ci spiega il responsabile cantonale per la protezione dei dati Michele Albertini. « La brochure spiega a grandi linee i diritti del singolo. Ogni volta che andiamo all'ospedale viene aper­ta una cartella in cui confluisco­no vari dati. Ma spesso il pazien­te non sa che può avere accesso a queste informazioni e che può anche rettificarle ( giustificando
le sue motivazioni, ndr) se ritie­ne che sono errate. È anche possi­bile chiedere di completare la propria cartella sanitaria: se il paziente, ad esempio, non condi­vide una valutazione medica può aggiungere una nota per esprimere il suo disaccordo ».
Questi, si legge nel prospetto, i diritti del paziente: "Essere informato sulla malattia e sulla relativa cura medica; sapere cosa contiene la cartella sanita­ria (diagnosi, risulltati di anali­si, metodi di cura, corrispon­denza e lettere di presentazione del medico curante ad uno spe­cialista); consultare la cartella sanitaria in ogni momento e ri­chiederne delle copie".
Nella brochure sono contenu­te anche informazioni relative alla comunicazione di dati da parte del medico ad altri dottori o a terzi. « Ci sono casi - spiega Albertini - in cui si ritiene che i dati sarebbero stati comunicati illecitamente ad altri medici ad insaputa del paziente. Alcune si­tuazioni sfociano anche in de­nuncia. Ad esempio quando un medico fornisce informazioni ai parenti, senza averne l'autoriz­zazione, sullo stato di salute di un paziente ».
Stando al pieghevole "solo con il consenso del paziente pos­sono essere comunicati a terzi informazioni specifiche della sua cartella sanitaria". Con del­le restrizioni. Una delle quali prevede che "diverse leggi fede­rali e cantonali determinano di­ritti e obblighi d'annuncio, per esempio in caso di determinate malattie trasmissibili".
Presto il prospetto sarà di­stribuito nelle strutture del­l'Ente ospedaliero cantonale, nelle cliniche psichiatriche del cantone e nei nosocomi svizzeri per i pazienti di lingua italiana: « Per approfondimenti il pazien­te può sempre rivolgersi a noi », conclude Albertini. Per ulterio­ri informazioni consultare www.ti.ch/protezionedati. C.J.




TI- PRESS
Dati e immagini utili al paziente

 

<>Accesso ai dati
Restrizioni possibili


Il diritto di accesso ai propri dati - informa il pieghevole - può essere negato o limitato. Limitato se per esempio "certe infor­mazioni contenute nella cartella sanitaria provengono da paren­ti e quest'ultimi non desiderano che le stesse siano comunicate al paziente": in questo caso "può risultare giustificato occultare i relativi passaggi".
L'accesso può essere negato invece quando vi è il "il rischio che la consultazione della cartella provochi nel paziente timori tali da nuocere alla terapia". Se ciononostante il paziente desideras­se espressamente visionare la cartella, "egli può esigerlo".
Qualora l'ospedale limiti o rifiuti l'accesso ai dati a un paziente, "questi può chiedere una decisione motivata". In essa l'ospedale "deve indicare e giustificare i motivi per i quali il diritto d'acces­so e stato limitato". Contro questa decisione il paziente può pre­sentare ricorso e perciò la disposizione dell'ospedale sarà sotto­posta a una verifica.
L'ottenimento della cartella sanitaria non dovrebbe di per sé es­sere a pagamento: " Se devono essere copiati solo alcuni docu­menti, questo servizio dovrebbe essere gratuito". Se invece "l'al­lestimento di copie comporta una grande mole di lavoro, il pa­ziente deve eventualmente sostenere delle spese".
La cartella sanitaria dev'essere conservata in ospedale per 10 anni dopo l'ultima cura: "Il paziente ha diritto a chiederne delle copie. Potrebbe anche ottenere la cartella sanitaria originale. Deve però rinunciare per iscritto a pretese che potrebbero risul­tare da errori professionali nell'ambito della cura medica, poi­ché senza la cartella sanitaria l'ospedale non sarebbe più in gra­do di difendersi".

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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