Da: lA REGIONE, 22.2.14 PAG 6
Il Tf: non è discriminazione razziale
ATSPer il Tribunale federale (Tf), gli epiteti ‘Sauausländer’ (‘porco straniero’) e ‘Dreckasylant’ (‘sporco asilante’, ‘asilante di merda’) sono certo ingiuriosi ma non costituiscono una discriminazione razziale ai sensi del codice penale svizzero. Lo stesso vale anche – sostengono i supremi giudici di Losanna – quando i medesimi insulti vengono utilizzati in relazione a singole nazionalità.
Nell’aprile 2007 un poliziotto aveva fermato un richiedente asilo algerino al salone internazionale dell’orologeria e della gioielleria di Basilea, sospettandolo di borseggio ai danni di un cittadino russo. Mentre gli metteva le manette lo aveva apostrofato ad alta voce, davanti a diversi passanti, con gli epiteti ‘Sauausländer’ e ‘Dreckasylant’. La giustizia della città renana ha condannato il poliziotto con l’accusa di discriminazione razziale e gli ha appioppato una pena pecuniaria con la condizionale. Il Tf, cui l’agente ha presentato ricorso, non è d’accordo e ha annullato la condanna. A suo avviso le esternazioni del poliziotto non sono da considerare in rapporto con una determinata razza, etnia o religione come esige l’articolo 261bis del codice penale che punisce la discriminazione razziale: i termini ‘straniero’ o ‘asilante’ – rileva il Tf – possono riferirsi a persone di origini e religioni del tutto diverse.
Commentando la sentenza, la Commissione federale contro il razzismo (Cfr) si preoccupa del fatto che il Tf ritenga non discriminatori i suddetti insulti se riferiti non solo a una singola nazionalità, ma anche a un’etnia. Le etnie sono infatti protette contro le discriminazioni dalla norma antirazzismo, come razze e religioni, rileva la Cfr sul suo sito web.


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