Da: La regione 30.09.08 pag 3
Ispettrice sociale, cinquanta casi di possibili abusi al vaglio
Sono 58 i casi di presunto abuso nel settore dell'assistenza segnalati
all'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (Ussi) a partire
dal primo di aprile di quest'anno. Da quando cioè è entrata in funzione
l'ispettrice incaricata di fare luce sugli incarti più problematici.
Lo rileva il Consiglio di Stato rispondendo a tre atti parlamentari
dei deputati leghisti Lorenzo Quadri e Donatello Poggi. Dieci casi
sono stati trattati direttamente dall'operatore socio-amministrativo
che si occupa della pratica, mentre 29 sono stati assegnati
all'ispettore per approfondimenti: per 12 l'indagine è attualmente
terminata, per i restanti 17 è ancora in corso. Altri 19 incarti sono
ancora pendenti in attesa dell'attribuzione del mandato. Secondo il
Consiglio di Stato i dati ticinesi potrebbero ricalcare quelli
provenienti da Zurigo, dove sono già attivi da qualche tempo alcuni
ispettori sociali. In particolare ad essere simile sarebbe la tipologia
di abusi più frequenti: «
la mancata dichiarazione di redditi accessori, false informazioni
sulla composizione dell'economia domestica, omissioni nelle
dichiarazioni dei reali beni patrimoniali di cui si è in possesso, in
particolare veicoli
». In Svizzera, ricorda ancora l'esecutivo, l'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali, ha stimato che su 300 beneficiari di rendita,
esistono mille casi di abuso all'anno, «
per un importo che si aggira attorno ai 30/40 milioni
» ovvero «
lo 0,3% della spesa complessiva di 11,4 miliardi
». Per valutare l'efficacia delle misure ticinesi, conclude il governo, bisognerà comunque lasciar trascorrere un «
congruo lasso di tempo
». Un anno: fino all'aprile del 2009.


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