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Friburgo: frate cappuccino sospettato di aver abusato di almeno 24 fanciulli.

Da: CdT 4.11.08, pag 7

«Predatore di bimbi» nella diocesi di Friburgo
 Un frate cappuccino è sospettato di aver abusato di almeno 24 fanciulli


 Gli atti sessuali sarebbero stati commessi in diversi can­toni e in Francia, dov'è sotto inchiesta - Il caso di un altro prete è stato trasmesso alla magistratura neocastellana

  Fra i sacerdoti della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo in­dagati per abusi sessuali è stato smascherato un «predatore» di bimbi: il frate cappuccino di cui si era già parlato agli inizi dell'an­noèsospettatodi aver abusatodi 24 fanciulli sull'arco di 35 anni. Lo ha reso noto ieri la giudice istruttrice friburghese Yvonne Gendre.
  La giudice ha reso conto delle in­vestigazioni avviate inizio estate sulla base di una «lista di sospetti» ricevuta dalle mani di un parroco attivo nel canton Vaud. Cinque in­dagini preliminari sono state av­viate contro altrettanti sacerdoti. Due essendo deceduti, l'operato della giustizia si è concentrato su­gli altri tre. Uno dei religiosi è sta­to scagionato e l'inchiesta che lo riguardava è stata archiviata.
  Un altro caso riguardante un pre­te sospettato di aver commesso abusi nel canton Neuchâtel nel 2000 e 2001 è stato trasmesso alla magistratura di questo cantone.
  Il caso più grave è rappresentato dal frate cappuccino di 68 anni, sul quale agli inizi dell'anno la magistratura francese aveva aper­to un'inchiesta. L'uomo «ha agito in tutta impunità per più di 35 an­ni ». Quando la giudice ha ricevu­to il fascicolo riunito dalla dioce­si, conteneva già i nomi di otto vittime, fra le quali il nipote del­l'ecclesiastico. Dopo l'interroga­torio dell'interessato, il loro nu­mero è salito a 22. L'apposita commissione della diocesi ha poi annunciato due vittime supple­mentari.
  Il frate, la cui collaborazione è sta­ta definitiva «relativa» dalla giudi­ce, contesta due casi, che sareb­bero caduti in prescrizione. Gli abusi sono stati commessi in sva­riati cantoni e in Francia. È tutta­via in questo Paese che sono sta­ti commessi i fatti non ancora co­perti dalla prescrizione: l'ultimo risale al 1995, mentre il nipote è stato molestato nel 1992. La giu­dice ha già contattato un collega di Grenoble, cui saranno trasmes­si i risultati dell'inchiesta. Il reli­gioso potrebbe essere giudicato in Francia o nel cantone, il cui no­me è stato taciuto, dove risiede attualmente.
  Le vittime dell'ecclesiastico erano tutti ragazzini dai 9 ai 14 anni «par­ticolarmente vulnerabili», ha di­chiarato la giudice. Tre di loro era­no handicappati. I primi abusi so­no incominciati nel 1958 quando il religioso studiava in un convitto in Vallese. Era poi stato implicato in casi di pedofilia in Svizzera tra il 1968 e il 1972. Nel 1989 era stato inviato in Francia. Nel 2002 la dio­cesi, venuta a conoscenza della si­tuazione, aveva allertato la curia di Grenoble della pericolosità del­l'uomo. Dopo essere stato trasfe­rito a Lione, il frate era rientrato in Svizzera nel 2005.
  La giudice ritiene che i frequenti spostamenti del cappuccino pos­sano spiegare il lungo periodo in cui il religioso ha agito in modo indisturbato.
  Lo scorso gennaio il vicario gene­rale giudiziario della diocesi, Ni­colas Betticher aveva dichiarato che la procedura non si era svol­ta correttamente, «altrimenti non ci sarebbe potuta essere una re­cidiva ». L'uomo era stato denun­ciato alla giustizia civile nel 1989 ma la gerarchia ecclesiastica ave­va preferito lasciar trasferire il mo­­lestatore in Francia, dov'era rica­duto nello stesso vizio. 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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