Da: La regione 4.3.09 pag 21
È doppio ricorso per gli
abusi
Violenze
sessuali ai danni di una quattordicenne
|
Doppio ricorso per i due
processi per violenza carnale e atti sessuali con fanciulli tenutisi gli scorsi
mesi alle Assise criminali di Lugano, annunciano i difensori. La vittima è nei
due casi la stessa, una quattordicenne dalla triste infanzia abusata dapprima
dal patrigno e poi da un diciannovenne. Altri due distinti atti d'accusa sono in
fase d'allestimento per gli stessi presunti crimini, sempre ai danni della
ragazzina, perpetuati dal suo amico cinquantenne e da un conoscente
occasionale. |
Da: La regione 25.2.09 pag 13
Sei anni di carcere al
patrigno
La
Corte: ‘La vittima delle ripetute violenze sessuali non aveva motivo per
raccontare il falso'
|
Colpevole di violenza
carnale, coazione e atti sessuali con fanciulli e condannato a sei anni da
espiare: questa la sentenza emessa ieri dalla Corte delle Assise Criminali di
Lugano nei confronti del patrigno della vittima, che oggi ha quattordici
anni. «
La ragazza non aveva motivi per raccontare il falso » ha concluso la Corte,
presieduta da |
Da: La regione 24.2.09 pag 13
Pedofilia, chiesti sei anni e mezzo
Per la difesa la presunta vittima non è credibile
e il patrigno quarantenne va assolto. Oggi la sentenza
|
O è una colpa grave,
gravissima, o di colpe l'imputato non ne ha: non sembrano possibili vie di
mezzo nel processo iniziato mercoledì scorso e ripreso ieri alla Assise
criminali di Lugano presiedute dal giudice Claudio Zali. Alla sbarra il patrigno
di una 14enne, accusato di averla violentata nel 2006 (quando aveva 12 anni) e
nel 2007. Violenza carnale, coazione sessuale e ripetuti atti con fanciulli
sono le imputazioni principali. Sei anni e sei mesi da espiare è la pena chiesta
dal procuratore pubblico Mario Branda. Il
difensore,
|
Da: La regione 21.2.09 pag 20
Ping pong tra accusa e
difesa
Tesi
opposte al processo alle Criminali per violenza carnale
|
|
Da: Cdt 20.2.09 pag 15
|
La storia L'imputato, secondo la tesi formulata dal procuratore pubblico Mario Branda, ha avuto più di un rapporto carnale completo con la figliastra, incurante della sua opposizione. Il 40.enne aveva sposato la madre della ragazza nel 2005 e si era inserito bene nella famiglia della 14.enne, al tempo dei fatti collocata in un istituto sociale, che lo vedeva come un padre (con quello biologico i contatti sono tutt'oggi rari). I rapporti tra patrigno e figliastra, iniziati bene nonostante le difficoltà, ad un certo punto, stando alla versione della minorenne, si sarebbero deteriorati proprio a causa dei presunti abusi: carezze affettuose a cui, secondo la ragazza, sarebbero seguite attenzioni ben più pesanti fino, come detto, ai presunti rapporti completi. Alla madre, la 14.enne non aveva detto nulla per non rovinare il rapporto con il consorte, ma, nel dicembre del 2007, aveva denunciato il suo caso e la Magistratura, dopo averla sentita, aveva disposto l'arresto del 40.enne. «Ci tengo alla mia famiglia - ha spiegato ieri la giovane - ma l'ho detto perchè non ce la facevo più». «Non è successo niente» L'imputato, difeso dall'avvocato Olivier Corda, ha confermato la sua estraneità ai quattro episodi citati nell'atto d'accusa. « È capitato che restassimo da soli a casa- hadetto- manonèmai successo niente, sono tutte fantasie e non so perchè la mia figliastra ha detto queste cose». Incredulità, la sua, condivisa dalla moglie e madre della ragazza:«Quando ho visto la prima audizione - ha detto - ho scosso la testa, non poteva essere mio marito perchè andavamo sempre d'accordo e lei non si è mai lamentata di lui». La giovane, patrocinata dall'avvocatessa Renata Loss Campana, ha però confermato la sua versione dei fatti. Versione che la madre, aveva detto la giovane nella sua ultima audizione, avrebbe tentato di farle cambiare («mi sta un po' torturando, mi sta facendo star male»). «Le ho solo chiesto di dire la verità» ha replicato la donna. La perizia In aula si è parlato anche di una perizia effettuata sul lenzuolo del letto sui cui sarebbe avvenuto l'ultimo degli abusi. Gli esperti, oltre al DNA di madre, patrigno e anche della figlia, hanno rilevato tracce biologiche attribuibili all'imputato, ma la difesa ha già annunciato battaglia su questo frangente affermando che quelle tracce potrebbero appartenere ad un'altra persona. Il dibattimento prosegue oggi con la chiusura della fase istruttoria. La sentenza è attesa per martedì. giu |
Da: La regione 19.2.09 pag 19
|
Violenza carnale, patrigno in aula |


Comments