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Verona - Ha ucciso la moglie, i tre figli poi si è sparato un colpo
alla testa. E ancora non si sa perché. Si sa solo che in Italia si
uccide più in casa di quanto faccia la mafia per strada.
Un
commercialista di Verona, Alessandro Mariacci, ha sterminato la
famiglia, sparando giovedì sera alla moglie Maria Riccarda e ai suoi
figli Jacopo, Nicolò e Filippo di 3, 6 e 9 anni.
La tragedia è
avvenuta in una casa di San Felice Extra, alle porte di Verona. I
cinque corpi sono stati trovati dalla donna delle pulizie: la donna ed
il bambino più piccolo erano riversi sul pavimento della taverna della
casa, nella camera matrimoniale c'erano i cadaveri di altri due
bambini e sul letto il corpo dell'uomo, che si è ucciso con un colpo
di pistola alla tempia.
Accanto al cadavere c'erano due pistole semiautomatiche,
una delle quali con il cane alzato. Per la polizia, che sta conducendo
le indagini, non è escluso che l'omicida-suicida le abbia usate
entrambe.
La famiglia viveva in una porzione di una casa colonica, ristrutturata,
con una corte privata. Un bella abitazione, perfettamente ordinata.
Nella casa non è stato trovato finora alcun biglietto che possa aiutare
a comprendere le ragioni della strage. Secondo le prime ipotesi della
polizia, la tragedia potrebbe essere avvenuta le 22.30 e le 23 di
giovedì. Alcuni vicini avrebbero detto di aver sentito intorno a
quell'ora dei colpi secchi, ma non di averci fatto particolarmente
caso.
Il dramma di Verona conferma lo spaventoso tasso di
violenza che si consuma tra le mura domestiche in Italia: un morto
ogni due giorni, oltre 1.300 vittime in sei anni. La famiglia italiana
uccide più
della mafia, della criminalità organizzata straniera e di quella comune.
Quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro, la casa, si trasforma
invece nel posto a più elevato rischio: sette delitti su dieci
avvenuti nella sfera familiare nel 2006, sono stati compiuti tra le
mura domestiche. Dai dati degli ultimi due rapporti EuresAnsa
sull'omicidio volontario in Italia - relativi agli anni 2005 e 2006 -
emerge una realtà inequivocabile: un omicidio su tre avviene in ambito
familiare.
Nel 2006 le vittime di omicidi in famiglia sono state
195, pari al 31,7% di quelle complessive, con una crescita del 12%
rispetto all'anno precedente, quando le vittime furono 176 (il 29,1%
del totale). Le vittime di mafia sono state, nel 2006, il 25,2% del
totale, e solo il 12,7% del totale degli omicidi quelle della tanto
temuta microcriminalità.
ANSA/RED
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