Da: Il Caffé della domenica, 10.02.2008, pagina 9
E la Hunkeler chiede a Berna di riabbracciare il figlio
Mistero sulla ticinese del rapimento di Ruben
UFFIKON -
È ancora mistero sulla ticinese che avrebbe aiutato la fuga di Lucille Hunkeler - col figlio Ruben
sottratto al padre, il medico italiano Stefano Bianchi - conclusasi con
l’arresto dell’ex campionessa svizzera di ciclismo lo scorso 26 ottobre
in Mozambico. Gli inquirenti stanno verificando se e che tipo di ruolo
ha avuto la donna ticinese nell’“avventura” della Hunkeler, sul cui
capo pendeva pure un mandato di cattura internazionale e che dovrà
rispondere dell’accusa di rapimento di minore. Mentre gli indagati di
favoreggiamento e concorso in sequestro di persona, sono una decina. Un
reato per il quale sono previsti fino a cinque anni di prigione.
Intanto, l’ex ciclista vuole a tutti i costi poter rivedere il figlio,
nel frattempo trasferitosi nella casa paterna, a Montecatini.
Dall’arresto, quasi quattro mesi fa, non ha più potuto abbracciare Ruben
. Così, ha chiesto l’intervento dell’Ufficio federale di giustizia.
“Abbiamo inviato una lettera al Ministero di giustizia a Roma -
conferma da Berna David Urwyler - . Vogliamo sapere perché i servizi
sociali toscani non permettono le visite alla madre”. Mentre l’ex
marito della Hunkeler, Stefano Bianchi, continua a dirsi disponibile a
far incontrare madre e figlio. “L’ho sempre detto e lo ripeto spiega -
: Ruben ha due genitori e deve avere
contatti con tutt’e due. Ma questa situazione non dipende da me. È
tutto in mano ai servizi sociali, che stanno facendo il meglio per la
tutela di Ruben ”.
Tuttavia, Lucille non si scoraggia facilmente. Come una leonessa si
batterà per i suoi diritti di madre. Anche se nei tre anni di latitanza
ha avuto altri due figli, Laurenz (10 mesi) e Melodie (2 anni e mezzo),
al primogenito Ruben è
particolarmente legata. Con lui ha affrontato mille peripezie e per lui
ha continuato a scappare con l’intento di difenderlo.
p.g.


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