Da: La regione, pag 21, 17.10.08
Il rimpatrio dei bambini macedoni
Il CdS: una scelta obbligata, la vicenda si sta risolvendo al meglio
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I due bambini macedoni oggetto di un rimpatrio forzato l'anno scorso,
oggi vanno regolarmente a scuola ed i loro genitori, che sembra si
siano riconciliati, hanno concordato che i diritti di visita possano
concretizzarsi non solo presso il centro specializzato che li sta
seguendo, ma anche presso l'abitazione del padre. Gli incontri
avvengono senza problemi, ed il prossimo è stabilito in novembre.
Questa è la buona notizia comunicata dal Consiglio di Stato rispondendo
a due interrogazioni (dei deputati Quadri ed Arigoni) sui fatti
dell'anno scorso, quando i bambini vennero rimpatriati presso il
domicilio del padre in esecuzione della legislazione vigente e degli
accordi internazionali. La loro madre li aveva portati via, giungendo
in Ticino nel 2006. Dopo la partenza della compagna, il padre
chiese l'intervento dell'Ufficio macedone preposto per il rapimento dei
minori. Identificato il luogo dove i piccoli si trovavano, è seguita
una causa legale, con diverse sentenze, ultima delle quali quella del
Tribunale federale. I figli dovevano tornare dal padre, questa la
conclusione giudiziaria che si è basata sulla Convenzione dell'Aja. |


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