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Più difficile la concessione di finanziamenti per il piccolo credito

Da: Il caffé della domenica, 16.12.2007

Più difficile la concessione di finanziamenti per il piccolo credito

Leasing auto? Uno su tre non può avere credito

di Alberto Cotti


Aumenta il debito delle famiglie e colpisce i beni di consumo e le formule rateali. Tra i beni più esposti al rischio di insolvenza, le automobili.
Nei giorni scorsi l’agenzia di informazioni economiche Creditreform ha reso pubblico il risultato di un’indagine annuale dal quale emerge che i fallimenti privati sono cresciuti dell’8%. Una quota rilevante riguarda i mancati pagamenti di rate per di leasing.
“Il fenomeno esiste anche in Ticino - spiega Pierluigi Vizzardi, vice presidente cantonale dell’Upsa, l’associazione dei garagisti -, ma nella nostra regione assume caratteristiche marginali. Più spesso dei privati, ad essere costretti a restituire l’auto sono piccole ditte o singoli imprenditori o consulenti”.
L’incertezza della situazione congiunturale si riflette sulla disponibilità a spendere e sui budget famigliari destinati proprio all’automobile. Dice Carlo Steger, dell’omonima pluriconcessionaria di auto di Genestrerio: “I casi d’insolvenza nel pagamento di leasing sulle vetture nel nostro caso si limitano a 1 o 2 vetture l’anno. Notiamo invece un altro fenomeno: l’abbassamento medio generalizzato delle cilindrate e dei modelli acquistati. I consumatori si sono fatti più prudenti e talvolta sono palesi le difficoltà: non hanno neanche i soldi sufficienti per la cauzione”. Si parla di 3 o 4 mila franchi.
Milton Binaghi del garage Forestauto di Mendrisio rileva: “Oggi è diventato più difficile contrarre prestiti o leasing senza le necessarie coperture finanziarie. La legge sul piccolo credito e la prudenza delle finanziarie e delle banche hanno reso molto più difficile scelte azzardate da parte soprattutto dei giovani acquirenti”. Che tuttavia continuano ad essere i più esposti alle insolvenze.
Ogni anno vengono conclusi in Svizzera oltre 150 mila contratti di leasing relativi ad automobili, per un totale di oltre cinque miliardi di franchi. Ormai oltre la metà dei veicoli acquistati nuovi è pagata con questa formula. Anche a livello nazionale, almeno ufficialmente, non esistono statistiche sul numero dei contratti di leasing rescissi. “Si tratta di pochi casi”, sostengono quasi all’unisono i responsabili del settore leasing delle principali case automobilistiche. Pure l’Associazione delle consumatrici della Svizzera italiana – così come le altre associazioni consumieristiche elvetiche – non dispone di dati al riguardo.
La gamma dei pagamenti comprende sia il leasing di un’intera flotta di veicoli, sia la singola vettura privata. Il Touring Club Svizzero ha recentemente denunciato la carenza di norme in materia. Questo segmento del prestito finanziario poggia su diverse leggi: il diritto di locazione e il credito al consumo sono le principali.
Nel primo semestre 2007 l’indebitamento totale degli svizzeri è leggermente aumentato raggiungendo i 14,6 miliardi di franchi. Il numero di contratti di piccolo credito (nei quali rientrano i contratti di leasing) è salito del 4% a 451.904. La severità di selezione dei potenziali debitori è cresciuta. Lo testimonia anche un’indagine della Centrale di informazioni di credito (Zek) che ha esaminato nel 2006 la solvibilità di 608.829 casi. Il 28,6% delle domande sono state respinte. Tale proporzione è leggermente più alta rispetto al 2005 (27,8%).
Dalle banche ticinesi che offrono credito privato non vengono, però, segnali allarmanti. Edi Pozzi, direttore cantonale di Banca Migros, tra le più attive nel credito al consumo, non segnala aumenti di indebitamento considerati pericolosi: “Siamo nella media degli altri anni. La selezione del piccolo credito è molto accorta. Lo facciamo per tutelare la banca ma anche i consumatori”.
Le società indipendenti di leasing sono molto restie a divulgare dati sulle insolvenze. Il Caffè ne ha interpellate tre delle principali - Ge Money Bank, Bank now e Fortis Lease -, senza ottenere alcun dato interessante.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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