Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Senza busta paga il credito lo fanno gli usurai

Da: Il caffé della domenica, 17.02.2008

Senza busta paga il credito
lo fanno gli usurai


Mauro Giacometti e Marco La Morgia


Sono 380.000 i poveri in Svizzera, dicono gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica. Gente che vive con meno di 2’200 franchi al mese e senza molte possibilità di rialzarsi da questa soglia di indigenza. Per loro, per i poveri senza un reddito stabile e documentato, sembra infatti impossibile ottenere un prestito sulla fiducia. Niente busta paga in garanzia e niente denaro in contanti. Lo dimostra un videoreportage del Caffè alla spasmodica ricerca di un finanziamento tra agenzie di credito e prestasoldi del Cantone.


“Volete un prestito-lampo senza presentare la busta paga come garanzia? Andate dagli usurai davanti al Casinò di Campione, lì avrete subito i soldi, ma se non li restituite vi spezzano le gambe”. Questo il consiglio ‘amichevole’ per ricevere un finanziamento che ci viene dato dal titolare di un’agenzia di prestiti del luganese. Ma gli usurai, i ‘cambisti’ che fino a qualche anno fa affollavano i bar intorno al casinò dell’Enclave, sembrano essersi dissolti, sostituiti con agenzie di cambio collegate ‘on line’ ad una banca dati che verifica la solvibilità dei clienti. “Noi non prestiamo soldi e nemmeno cambiamo più assegni”, ci conferma uno dei titolari di un’agenzia di cambio di Campione.


Torniamo alle agenzie di credito. Una telefonata preliminare, quindi l’appuntamento, nella stessa giornata. Non c’è ressa nei diversi uffici, ma i raccoglitori che s’intravvedono oltre le scrivanie degli ‘angeli-demoni’ del cosiddetto piccolo credito fanno pensare ad un via-vai continuo di persone a corto di contanti. Per la casa, per l’auto, per le vacanze, per mandare i figli in un’università a Zurigo o all’estero. Dai 5’000 franchi in su, fino a 100’000, da restituire al massimo in cinque anni e a interessi dal 7 al 14% annui, a seconda della capacità di rientrare dei debitori.


La busta paga è un passpartout. ‘Sono suo cognato, ho un lavoro fisso, posso garantire per lui?’, chiediamo. “Garantire no, non si accettano più garanzie conto terzi. Però può chiedere il credito al suo posto. Certo, si deve fidare di suo cognato, perché le banche verranno a prendere lei se non paga le rate mensili”, spiega il titolare dell’agenzia di crediti del Luganese che ci aveva indirizzato ai cambisti di Campione.


Tra il consiglio di rivolgersi agli usurai e il parente ‘prestanome’ c’è qualcuno che dà un po’ di fiducia in più ai lavoratori indipendenti. “Mi bastano le sue fatture dell’ultimo anno, anche se da ottobre non lavora - ci spiega una solerte ed esperta consulente di un’altra agenzia del Mendrisiotto -. Poi, però, ci vorrà comunque una settimana per ricevere i soldi. Le banche, alle quali passiamo la sua richiesta, devono per legge aspettare almeno una settimana prima di effettuare il versamento. Nel frattempo, però, lei ha diritto di disdire il contratto e senza sborsare nulla”, ci viene spiegato.


Con l’impiego fisso, anche part-time, le porte di una richiesta di finanziamento si spalancano velocemente. “In due ore vi posso fare avere il contratto. Con questo documento potete andare dal rivenditore d’auto e consegnarlo come garanzia”, dice un funzionario di un’altra agenzia di prestiti del Bellinzonese. E per gli interessi, possiamo metterci d’accordo. “Se accetta il 10% facciamo un contratto diretto, altrimenti per avere un tasso più agevolato deve aspettare il riscontro della banca”, sottolinea il funzionario tra una telefonata e l’altra che interrompe la nostra trattativa.


Il conto è presto fatto. 20’000 franchi da restituire in cinque anni (60 rate) versando 428 franchi al mese se si accetta il tasso più alto, oppure 406 franchi al mese fornendo più garanzie. Come la busta paga della moglie, ad esempio. “Ma è solo un proforma, sua moglie non deve temere nulla, è una documentazione che la banca chiede in più”, dice con tono pacato l’agente bellinzonese. Perché le sue parole non ci rassicurano per niente?

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors

Latest Posts