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Da: http://www.bluewin.ch/

17:22 18.05.2008

Un migliaio di persone hanno partecipato ieri a una dimostrazione a Berna per difendere il diritto del bambino a un'educazione da parte di entrambi i genitori. Organizzata dall'Associazione svizzera per bigenitorialità (GeCoBi), la manifestazione ha voluto denunciare le ingiustizie di cui sono vittima i figli, i padri e i nonni paterni nell'ambito di separazioni o divorzi.

In un discorso il consigliere nazionale Jean-René Germanier (PLR/VS) ha sottolineato l'importanza, per lo sviluppo armonioso di un bambino, di una sana relazione con entrambi i genitori. GeCoBi vorrebbe che la nozione di "autorità parentale" sia sostituita da quella di "responsabilità parentale". L'organizzazione auspica inoltre che sia resa obbligatoria la mediazione nei conflitti fra genitori.

(ats)

Foto: KeystoneUn padre con il figlio (archivio)

Da: http://www.mattinonline.ch/

Anche dal Ticino a Berna per la fondazione della "Gecobi"

Scritto da Redazione   
sabato 17 maggio 2008
Ci sarà anche una rappresentanza ticinese, sotto la bandiera di "Sensogiovane.ch", all'odierna manifestazione sulla piazza Federale in Berna a sostegno della bigenitorialità. Tre i membri del comitato, oltre a numerosi cittadini, che rappresenteranno "Sensogiovane.ch", organizzazione presieduta dal locarnese Ivan Schmidt, alla "Giornata di azione" che condurrà i responsabili di 12 associazioni sparse sul territorio elvetico a dare vita alla "Gecobi", struttura unica con ramificazione in reti regionali per sostenere le rivendicazioni in materia.

 

Da: www.tiblog.ch, notizia del 16.5.08, 07.40

BELLINZONA - "I bambini per svilupparsi in modo armonioso e proficuo hanno bisogno di entrambi i genitori". Parola della neo costituita Associazione svizzera per la bigenitorialità (GeCoBi) che chiede l'affidamento congiunto dei figli anche dopo il divorzio. In Svizzera, in caso di divorzio, i padri ancora oggi vengono allontanati dai loro figli e il diritto di visita viene spesso negato in modo arbitrario. Per questo motivo un paio di anni fa è stato presentato a livello svizzero un progetto di modifica della legge. Per dare man forte a questa richiesta le associazioni regionali che proteggono i diritti dei genitori e dei figli, hanno deciso di creare un'associazione mantello che proprio sabato terrà una manifestazione a Berna, davanti a Palazzo federale, per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo delicato tema.

Membro fondatore della GeCoBi è l'Associazione genitori non affidatari (AGNA) presieduta da Riccardo Kübler, che ci ha illustrato quali passi sono stati fatti e verranno fatti in futuro per ottenere la modifica di legge che stabilirà l'affidamento condiviso dei figli in caso di divorzio.

Il primo passo: l'autorità parentale condivisa

L'anno scorso il progetto di modifica della legge è stato presentato all'Ufficio federale di giustizia che quest'anno ha riconvocato i membri dell'Associazione per ulteriori chiarimenti. L'Ufficio ha garantito che il prossimo passo sarà quello di stabilire che l'autorità parentale deve essere congiunta, perché togliere a un genitore l'autorità parentale, va contro i diritti del bambino. Per quel che concerne l'affidamento condiviso invece, ci sarebbero, secondo l'Ufficio, problemi di ordine pratico da risolvere. Secondo il presidente dell'AGNA però bisogna prima di tutto modificare la legge e stabilire l'affidamento condiviso e in seguito i problemi pratici si possono risolvere caso per caso. "Inoltre - sottolinea Kübler - nella stragrande maggioranza dei casi è veramente possibile l'affidamento condiviso, per questo motivo non bisogna lasciare che le eccezioni condizionino il progresso in campo sociale che una modifica come questa porterebbe".

"Infatti - ribadisce il presidente dell'AGNA - è importante che i figli possano avere un largo accesso a entrambi i genitori, perché in questo modo si potrebbe cominciare a risolvere anche il problema, molto attuale, dei giovani problematici. Non si può infatti dissociare il problema dei giovani allo sbando e senza modelli quando 9'000 ragazzi solo in Ticino, sono figli di genitori separati e nella maggior parte dei casi sono i papà ad essere esclusi".

La situazione in Ticino è molto critica

La realtà ticinese che ci ha illustrato Riccardo Kübler, presenta situazioni allarmanti. Ci sono diversi casi in cui i genitori hanno grosse difficoltà a vedere i figli. "Alcuni padri addirittura sono anni che non riescono a vedere i propri figli. Ultimamente è capitato che due nonne si rivolgessero all'AGNA perché la madre del loro nipote impediva loro di vedere il bambino. Eppure una sentenza del tribunale federale stabilisce che i nonni hanno il diritto ad avere una relazione con il nipote. E qui si apre la questione di tutta la famiglia allargata che in caso di divorzio corre il rischio di non avere più rapporti con il bambino".

Una pericolosa tendenza inoltre, ha spiegato ancora Kübler, è quella delle false denunce per violenza domestica e violenza sessuale. "Un sistema che può bloccare la relazione tra padre e figli molto a lungo, perché anche se poi la questione si risolve con un non luogo a procedere, trasccorono inevitabilmente diversi anni prima che il genitore ingiustamente accusato, riesca a rivedere il figlio. Il Ticino è un cantone dove l'affidamento viene riconosciuto nel 90% dei casi alla madre. In Svizzera romanda non è così si arriva al 50%. In Svizzera tedesca la situazione è simile al Ticino".
Secondo Kübler, un genitore dovrebbe poter vedere il proprio figlio quando vuole, senza limiti. "Non dovrebbe essere la sentenza di un estraneo a stabilire quando vedere il proprio figlio - ha aggiunto - idealmente bisognerebbe riuscire a trovare un accordo tra persone civili. Solo in questo modo è più facile tenere fede a degli accordi, perché si tratta di scelte personali e non imposte".

Su questa importante modifica di legge, che cambierà il diritto civile, Berna dovrebbe pronunciarsi tra un paio d'anni.

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