Da: www.ticinonews.ch del 17.3.15
Il nostro Cantone sta affrontando tempi difficili e molte tematiche si sono imposte nella loro urgenza e drammaticità, come il lavoro, la sicurezza e l’ambiente.
Tuttavia altre problematiche sono pure attuali e possono condizionare in modo importante la vita di noi cittadini, adulti e minori.
Un esempio è la gestione della Giustizia.
Sono infatti sempre più frequenti i casi in cui le autorità agiscono a danno di chi dovevano invece tutelare (numerosi i casi descritti nel sito del Movimento Papageno papagenonews.ch), facendo errori grossolani che ledono gravemente l’immagine della giustizia che rappresentano.
Il silenzio dell’Ispettorato di vigilanza della Camera di Protezione e del Consiglio della Magistratura, che dovrebbero vigilare e agire d’ufficio, è assordante.
La qualità della professionalità degli addetti di prima istanza (ARP, Preture e Ministero pubblico) lascia sempre più a desiderare e i ricorsi aumentano esponenzialmente al punto che le istanze superiori sono intasate da rendersi necessaria un’attesa di 3 anni per una sentenza.
L’organico della Giustizia di seconda istanza sarà composto da giudici fissi affiancati da supplenti che lavoreranno a cottimo, a tempo parziale e per un periodo determinato: evidenti i possibili conflitti di interessi della “giustizia”.
La soluzione? Rendere responsabili gli addetti ai lavori.
Secondo la legge cantonale sulla responsabilità civile dello Stato (LResp), solo una grave violazione di un dovere primordiale della funzione degli agenti, dei funzionari o dei magistrati può fondare una responsabilità dello Stato.
Nell’esercizio dei doveri giudiziari l’illiceità è data unicamente nel caso di gravi violazioni di doveri d’ufficio: in concreto rarissime poiché la giurisprudenza non reputa tali le decisioni infondate, sbagliate o persino arbitrarie ai sensi dell’articolo 9 della Costituzione federale.
Questo è inaccettabile! Bisogna ripensare e revisionare con urgenza la LResp.
Non solo la Stato ma soprattutto coloro che amministrano la Giustizia devono essere chiamati a rispondere per il loro operato negligente che, oltre a mettere in cattiva luce l’autorità e la Giustizia stesse, creano allarme sociale.
Tutti gli attori dell’autorità giudiziaria e amministrativa devono passare alla cassa (finanche essere rimossi dal loro incarico): non deve pagare solo lo Stato e per esso sempre i cittadini.
In tal modo la qualità della “giustizia” migliorerà: i ricorsi e i costi a carico della collettività diminuiranno e i cittadini saranno infine soddisfatti della Giustizia ticinese.
Gianfranco Scardamaglia,
Coordinatore del Movimento Papageno e Candidato al Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi



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