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Arresti programmati e stranieri al Giudiziario Interrogazione al CdS

Da: CdT 2.12.08 pag 12



 L'atto parlamentare­del deputato della Lega Lorenzo Quadri che pone diverse domande al Governo chiamando in causa anche l'attività del Ministero pubblico in rapporto alla durata di numerose inchieste giudiziarie

  La notizia sui cosiddetti arresti programmati che avevamo riportato sul CdT del 25 novembre scorso adesso­diventata una interrogazione al Consiglio di Stato. L'atto parlamentare­del deputato leghista al Gran Consiglio Lorenzo Quadri (Pienone alla Farera: quando gli arresti diventano un optional).
  Il parlamentare riprende brevemente quanto ci aveva dichiarato il procuratore pubblico Antonio Perugini: il magistrato, ricordiamo, aveva parlato del carcere giudiziario della Farera e della Stampa al limite della capienza, di sovraffollamento; della necessitdei vari procuratori di accertarsi, salvo in caso di arresti improrogabili, dell'esistenza di un posto libero in penitenziario prima di ordinare un arresto. Il parlamentare riprende anche dichiarazioni rilasciateci dal capo della Divisione della giustizia, avvocato Giorgio Battaglioni il quale, tra l'altro, ci aveva detto che il Dipartimento delle istituzioni avrebbe preso contatto con il Ministero pubblico e la polizia giudiziaria per fare in modo di accelerare le inchieste.
  Il deputato al Gran Consiglio chiede lumi sulla pratica degli arresti programmati e sui tempi di lavoro della Magistratura. Infine, domanda quanti sono i detenuti in attesa di giudizio incarcerati alla Farera dal momento della sua apertura, rispettivamente quanti sono i cittadini svizzeri.
  Il Governo­chiamato a questo punto a prendere posizione sulla questione del sovraffollamento e delle misure adottate dalla magistratura per cercare di non soffocare il carcere giudiziario, rispettivamente il penitenziario della Stampa dove pure sono collocati alcuni detenuti in attesa di giudizio per i quali l'inchiesta ­chiusa ed­ stato emanato l'atto di accusa.
  Il problema del sovraffollamento, comunque,­da tempo all'esame del Dipartimento delle istituzioni che sta valutando alcune possibilitdi intervento per cercare di risolvere il problema:una di queste concerne un ampliamento del Giudiziario, inaugurato pochi anni fa e giinsufficiente ad ospitare gli indagati arrestati in Ticino.
  Da sempre, ricordiamo, la maggior parte della popolazione carceraria (prevenuti e condannati) in Ticino­ formata da cittadini stranieri.
  Una tendenza che continua anche in questi ultimi anni e che non accenna a diminuire. e.ga.
 

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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