Da: Mattino della domenica, 2.5.10, pag 7
Giustizia di palta e tariffe fuori di testa di una curatrice educativa. La Magistratura ticinese ricorre al TF, e perde, per 300 Fr!Nelle scorse settimane, avevamo già accennato alla situazione di questo padre che da poco si è separato. Egli aveva richiesto al pretore civile Enrico Pusterla un curatore educativo che lo sostenesse per poter avere un equo rapporto affettivo coi suoi figli. Il Pretore gli ha proposto una psicologa che allora lavorava pure solo a metà tempo: il padre, in buona fede, non ha dubitato della qualità della persona proposta addirittura da un Pretore, accettandola di buon grado! Purtroppo però poi si è visto fatturare, dalla curatrice educativa dei figli, che come detto è anche psicologa, la fattura a tariffa di psicologa, ossia 120 Fr all’ora, e non quella di curatrice, che è di 40 Fr all’ora.
Di fatto, il curatore che è anche professionista (avvocato, psicologo,…) può fatturare la tariffa da professionista quando svolge effettivamente queste mansioni (ad esempio, nel caso di un giurista, inoltro di un ricorso per il suo pupillo). Non però quando fa il “semplice” curatore. Cosa che la psicologa in questione non ha fatto, fatturando per intero il proprio tempo di lavoro a tariffa da psicologa. Come se, in altre parole, nell’espletamento del suo mandato di curatrice avesse fatto sempre la psicologa. Pensate che è riuscita perfino a fatturare come lavoro da psicologa la presenza al trasloco della camera da letto della figlia andata a vivere con il padre, trasloco effettuato da una ditta specializzata perché la madre negava al padre di fare lui stesso il trasloco: né i figli né il padre erano presenti, solo la madre (ma forse i mobili e la madre avevano bisogno di una psicoterapia).
Il padre separato si è così trovato, dopo un anno di siffatto "lavoro", con una indecente pillola di 11mila Fr fatturatagli dalla curatrice educativa.
Fattura che il diretto interessato, ovviamente, ha contestato. In occasione del suo ricorso al tribunale d'appello, la curatrice si è ritenuta diffamata e ha sporto querela penale (pretendendo poi in sede processuale che il padre fosse anche condannato a pagarle 5'000 fr per spese legali e 1'000 per torto morale); per la serie: qualcosa di meglio da fare no, eh?
Il bello è che la solerte giustizia di palta ha anche avuto il tempo di darle retta. L'allora sost PP Clarissa Torricelli ha infatti pensato bene di emettere, a carico del padre, una multa di 300 Fr, confermata dal presidente della pretura penale Avv Kraushaar (concedendo però alla psicologa soltanto 400 fr di risarcimento invece dei 6'000 fr richiesti). Ovviamente, l'uomo ha deciso di andare fino in fondo; e l'ha spuntata, infatti la Cassazione ha cancellato la condanna. Forse che la cosa è finita lì? No, poiché la buona sost PP Torricelli, dimostrando per l'ennesima volta che le storie sul sovraccarico di lavoro del Ministero pubblico sono una marea di frottole, ha fatto la seconda bella pensata: quella di contestare la sentenza di Cassazione, rivolgendosi al Tribunale federale. Ma è rimasta con le pive nel sacco: il TF ha infatti confermato l'annullamento della condanna. Uella!
Va rilevato che la procedura per la multa di 300 Fr è durata da gennaio 2006 a gennaio 2010! 4 anni giusti!!
E chi ha pagato le spese di giustizia ?
Risposta: il contribuente! Lo stesso contribuente che ha anticipato gli 11mila fr alla psicologa e che pagherà pure il risarcimento milionario al dr. Pelloni, rispettivamente l'aumento di premio assicurativo ad esso conseguente! Avanti così!
MDD


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