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L'ispettore finì in carcere con accuse di droga ma fu scagionato: il rapporto finale della Procura federale
Ricordate il caso di
Sergio Azzoni,
il poliziotto federale ticinese finito in carcere nel settembre del
2003 con l'accusa di traffico di stupefacenti e corruzione e in seguito
completamente scagionato dal Ministero pubblico federale dopo un anno
di indagini? Ci sono novità, importanti, che riguardano tutto quanto
accadde prima del suo arresto e, questa volta, all'esame degli
inquirenti federali vi è il comportamento di ex poliziotti, di
informatori e agenti di polizia tuttora in servizio in altri Cantoni.
Contro di loro, a seconda del rispettivo ruolo avuto nella storia, il
procuratore federale ipotizza reati che vanno dalla denuncia mendace
e falsa testimonianza, all'abuso di autorità fino al sequestro di
persona ai danni dell' Ispettore Azzoni. L'ipotesi del sequestro di
persona, che potrebbe a prima vista far nascere qualche perplessità,
non sarebbe peregrina siccome l'accusa rimprovera ad ognuna delle
persone indagate di aver agito di concerto e in modo consapevole
della possibilità che un innocente (l'ispettor Azzoni) sarebbe potuto
finire in carcere ingiustamente, come in effetti successo.
Interpellato in proposito il legale di Azzoni, avvocato Paolo Tamagni,
ha espresso soddisfazione per il fatto che dopo tanti anni di indagine
finalmente verrà fatta chiarezza e individuate le responsabilità
personali in questa intricata vicenda. Quanto al reato di sequestro di
persona, il legale osserva che in effetti autorevoli commentatori lo
ritengono ipotizzabile quando l'autore di una denuncia mendace fosse
consapevole della possibilità dell'arresto di un innocente.
Ricordiamo che in ragione dell'arresto e delle ripercussioni personali
subite, l'ispettor Azzoni ha ottenuto dalla Giustizia federale un
risarcimento per ingiusta carcerazione di circa 70mila franchi. In
pratica, si sta dunque andando verso il chiarimento del ruolo avuto da
diverse persone in questa lunga vicenda giudiziaria che vede ormai da
anni opposti Sergio Azzoni, già poliziotto della Cantonale ticinese ed
oggi agente federale e l'ex commissario della polizia cantonale,
Fausto Cattaneo.
(fotogonnella e Nicola Demaldi)
Sembrerebbe
dunque che questo intricato caso abbia imboccato la dirittura
d'arrivo con la chiusura da parte del procuratore federale
Felix Reinmann
dell'indagine scattata dopo la denuncia penale presentata dall' Isp.
Azzoni nei confronti dell'ex collega e di chiunque altro avrebbe
contribuito a quello che l' Ispettore definisce un «complotto» ai
suoi danni.
Il rapporto finale del procuratore federale apre così la fase
dell'istruttoria preparatoria che dopo verifica da parte del giudice
istruttore federale, dovrebbe condurre i protagonisti al processo
presso il Tribunale penale federale di Bellinzona. Da noi
interpellato l'avvocato Tamagni si è detto fiducioso vista la
completezza
del rapporto finale presentato dal procuratore federale che ha svolto indagini a 360 gradi in un ambiente delicato.
Per un agente della polizia del Canton Vaud il magistrato federale
ipotizza la falsa testimonianza, l'abuso di autorità ed il reato di
sequestro di persona. Naturalmente questa è la posizione dell'accusa,
che sarà contestata dalle persone toccate dalle indagini. Ma per
l'avvocato Tamagni, che è sempre rimasto a fianco dell'ispettor Azzoni
credendo nella sua innocenza, anche quando il suo cliente sembrava
sommerso da infamanti accuse (poi tutte cancellate
dall'archiviazione), il lavoro svolto dal procuratore federale
illuminerebbe una scena preoccupante, un complotto
tanto più inammissibile se ordito da pubblici funzionari. Compito
della Giustizia è comunque quello di fare chiarezza su quanto
avvenuto: stabilire, in pratica, se ci si trovi di fronte ad una serie
di «sfortunate» circostanze oppure ad un'operazione per certi versi
concertata e finalizzata a recare danno a Sergio Azzoni. Il
poliziotto federale uscì dalla pesante esperienza seriamente
provato, ma ha ripreso il lavoro. Per capire che cosa e perché è
avvenuto quanto scoppiato nel 2003 avremo forse presto, a distanza di
5 anni, una risposta da parte della stessa Magistratura federale che
aveva a suo tempo arrestato l'ispettore Sergio Azzoni.
Emanuele Gagliardi Giovanni Mariconda
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